Piombaggio sclerale: cos'è e a cosa serve?

I rischi dell'intervento di piombaggio sclerale sono piuttosto bassi, benché siano necessarie alcune settimane per il recupero e per monitorare l'insorgenza di eventuali complicazioni. Spieghiamo di cosa si tratta.
Piombaggio sclerale: cos'è e a cosa serve?

Ultimo aggiornamento: 17 maggio, 2021

Il piombaggio sclerale è una procedura chirurgica che si esegue in caso di distacco della retina. Prevede l’impiego di una piccola spugna di silicone sulla sclera per ripristinare la retina.

Benché siano disponibili diverse procedure, il piombaggio sclerale è una delle tecniche maggiormente diffuse. Nelle prossime righe parleremo degli aspetti più importanti di questo intervento.

Perché si verifica il distacco della retina?

Questa struttura ha l’aspetto di una sottile membrana che occupa la parte posteriore dell’occhio. Dal punto di vista microscopico è piuttosto complessa. È grazie alla retina che possiamo vedere le immagini con chiarezza, motivo per cui, qualsiasi danno a suo carico causa conseguenze permanenti.

Sono molteplici i meccanismi coinvolti nel distacco della retina e tutti comportano l’accumulo di liquido (umore vitreo) dietro la struttura. Ciò provoca una progressiva riduzione dell’afflusso di sangue con la conseguente morte dei tessuti.

Negli individui maggiormente predisposti, il distacco può avvenire in forma spontanea. Secondo gli esperti della Mayo Clinic, i principali fattori di rischio sono:

  • Età superiore ai 50 anni.
  • Soffrire di diabete mellito.
  • Storia pregressa, personale o familiare, di distacco della retina.
  • Aver già subito un intervento oftalmologico.
Paziente diabetico.
Il diabete altera la microcircolazione, pertanto può interessare anche le arterie della retina.

In cosa consiste l’intervento di piombaggio sclerale?

Secondo quanto riporta un articolo del Texas Retina Associates, l’intervento di piombaggio sclerale consiste nell’inserimento di una striscia o spugna di silicone sulla sclera. La sclera è la parte bianca dell’occhio intorno all’iride.

Tale procedura provoca un leggero aumento di pressione e lo spostamento delle strutture intraoculari per riportare la retina alla sua posizione originale. Il chirurgo incide la superficie esterna dell’occhio per posizionare il materiale.

Lo specialista può anche avvalersi di tecniche addizionali per prevenire eventuali recidive. Le più comuni sono la fotocoagulazione laser e la criopessia. In entrambi i casi, si produce del tessuto cicatriziale che permette di sigillare le lesioni nei tessuti feriti.

Preparazione all’intervento

Come per tutte le procedure chirurgiche, è prevista una fase preoperatoria che consiste in quanto segue:

  • Riposare a letto per evitare movimenti bruschi prima dell’operazione.
  • Potrebbe essere necessario accorciare le ciglia per somministrare alcune gocce di collirio per dilatare la pupilla (procedura effettuata dal personale sanitario).
  • Somministrazione di un anestetico generalmente locale, in funzione del paziente e dalla gravità del caso.

Come avviene la procedura?

A seconda della gravità del danno, l’intervento può durare da una a due ore. Le fasi principali consistono in:

  • Praticare un’incisione sula sclera.
  • Posizionare il materiale siliconico.
  • Suturare il materiale per evitare che si sposti.
  • Drenare il liquido accumulato dietro la retina.

È anche possibile, in questa fase, attuare le procedure complementari precedentemente citate, benché ciascuna di esse comporti le proprie specifiche procedure.

Aspettative e recupero dopo l’intervento di piombaggio sclerale

L’efficacia dell’intervento è solitamente elevata, sebbene possano sopraggiungere alcune complicazioni di cui parleremo a breve.

I primi giorni dopo l’intervento sono caratterizzati da un po’ di dolore locale accompagnato da arrossamento e lacrimazione costante. Tali sintomi si attenuano con il passare dei giorni.

Inoltre, il medico fornirà alcune istruzioni per la fase di recupero, come le seguenti:

  • Riposo relativo, ovvero non da sdraiati.
  • Indossare una benda.
  • Applicare periodicamente delle gocce antibiotiche.
  • Usare antidolorifici, come l’ibuprofene.
  • Evitare la guida e il trasporto oggetti pesanti.
  • Evitare i viaggi in aereo.
  • Indossare gli occhiali da sole.

Con il passare delle settimane, sarà necessario sottoporsi a controlli  medici per verificare l’efficacia dell’intervento.

Quali sono i rischi dell’intervento di piombaggio sclerale?

Sebbene avvenga alquanto di rado, la procedura può causare alcune complicazioni nelle prime settimane. Tra le più rilevanti abbiamo:

  • Infezioni.
  • Cataratte.
  • Glaucoma.
  • Nuovo distacco della retina.

Per tale ragione, è consigliabile rivolgersi tempestivamente allo specialista in caso di perdita dell’acuità visiva o si visualizzino luci e oggetti strani. Anche il gonfiore intorno all’occhio e l’aumento del dolore sono segnali da non sottovalutare.

Intervento di piombaggio sclerale.
Il piombaggio sclerale non è esente da rischi, giacché si tratta di una procedura che coinvolge il bulbo oculare. Per tale ragione è necessario prestare attenzione a eventuali sintomi.

L’intervento di piombaggio sclerale è efficace nelle emergenze

Il distacco della retina è un’emergenza medica in grado di provocare la cecità permanente. In caso di uno qualsiasi dei sintomi associati, è necessario consultare tempestivamente un oftalmologo.

Sebbene esistano procedure altrettanto efficaci, come ad esempio la vitrectomia via pars plana, la chirurgia di piombaggio sclerale rimane la tecnica d’elezione di molti specialisti.

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