Postbiotici: cosa sono e come ottenerli?

I postbiotici possono essere importanti per la nostra salute. Scoprite cosa sono, come trarne vantaggio e in che modo ottenerli.
Postbiotici: cosa sono e come ottenerli?

Ultimo aggiornamento: 01 giugno, 2022

La scienza è dinamica e mutevole. Una scoperta non è mai fine a se stessa, poiché ne porta un’altra. È il caso dei postbiotici, termine che si riferisce a composti cellulari non viventi o a sostanze attive che si ottengono dai probiotici durante la loro proliferazione nell’intestino.

I concetti fino ad ora conosciuti sono quelli di probiotici (microrganismi vivi benefici per la salute), prebiotici (substrati che stimolano la crescita di questi batteri) e simbiotici (l’unione dei precedenti nello stesso alimento). Ora entrano in gioco i postbiotici.

Nonostante la ricerca sia solo all’inizio e alcuni aspetti non siano molto chiari, in questo articolo vi daremo le informazioni aggiornate sul loro rapporto con pro e prebiotici.

Cosa sono i postbiotici?

Nel 2019, un gruppo di esperti ha definito i postbiotici una preparazione di microrganismi inanimati o i loro composti, in grado di offrire all’ospite un beneficio per la salute.

Nella definizione di postbiotico rientrano anche cellule o componenti microbici inattivi, con o senza metaboliti sintetizzati dai batteri, a beneficio della salute. In altre parole, da una cellula vivente, come i probiotici, si ottengono cellule morte o loro frammenti.

Il concetto di postbiotico sarà di grande utilità per le future attività in quest’area da parte di scienziati, industrie, ricercatori, autorità di regolamentazione e consumatori.

Componenti dei postbiotici

I postbiotici sono costituiti da:

  • Cellule microbiche non viventi.
  • Strutture o frammenti di cellule microbiche: pareti cellulari, membrane, esopolisaccaridi, proteine aderenti alle pareti cellulari.
  • Metaboliti o prodotti finali: peptidi, acidi organici, enzimi, batteriocine, proteine secrete.
Microbiota intestinale e postbiotici.
Tutta la ricerca sulla biotica mira a migliorare la salute del microbiota intestinale umano.

In che modo sono correlati ai probiotici, ai prebiotici e ai simbiotici?

Se dovessimo collegare questi concetti, inizieremmo con i prebiotici, poiché sono tutti quei nutrienti o substrati (come i fruttoligosaccaridi) che nutrono i probiotici. Questi tipi di nutrienti consentono il mantenimento e la crescita di batteri sani in modo che, attraverso un gruppo di enzimi, possano produrre postbiotici.

I sinbiotici sono una miscela di microrganismi vivi (probiotici) e substrato (prebiotico) che avvantaggiano l’ospite.

Alcuni postbiotici sono peptidi, un tipo di proteine molto piccolo. Altri sono acidi grassi a catena corta o SCFA e acido lattico. Questi possono impedire la crescita di batteri nocivi o incoraggiare la crescita di batteri benefici.

Il sito d’azione dei postbiotici non è solo l’intestino. Possono anche essere somministrati direttamente nella bocca, nella pelle, nel tratto urogenitale e nel rinofaringe.

Quali sono i benefici per la salute?

Trattandosi di un nuovo concetto, permangono ancora alcune lacune riguardo al loro meccanismo d’azione per promuovere il buono stato di salute dell’ospite. Tuttavia, quello che già sappiamo è incoraggiante. Vediamo.

Possibile prevenzione o trattamento del COVID-19

Una recente revisione del 2022 ha esaminato 84 casi dall’inizio della pandemia. Afferma che i postbiotici, insieme ai pro e ai prebiotici, possono promuovere la comunicazione tra il microbiota intestinale e il sistema immunitario. Pertanto, vengono considerati come adiuvanti nella prevenzione, nel trattamento e nella modulazione dell’espressione batterica interna nei pazienti con COVID-19.

Mantengono la barriera intestinale

Si ritiene che i postbiotici aiutino a mantenere intatta la barriera intestinale. Possono anche ridurre l’infiammazione e aiutare a combattere le infezioni dell’apparato digerente.

Inoltre, potrebbero essere usati per curare allergie e malattie nutrizionali croniche, come l’obesità. Potrebbero anche regolare la glicemia, migliorando il controllo nei pazienti diabetici.

Possono trattare le infezioni digestive

Alcune ulcere possono essere causate dall’Helicobacter pylori. Secondo alcune ricerche, i postbiotici sono in grado di eradicarlo.

Inoltre, hanno dimostrato di essere in grado di controllare i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile, inclusa la riduzione del dolore e del disagio addominale. Migliorano anche il transito intestinale e l’infiammazione.

Altri vantaggi, come il miglioramento della qualità del sonno o la cura delle infezioni delle vie respiratorie, necessitano ulteriori studi prima di ottenere risultati conclusivi. Tuttavia, le prove ottenute finora sono incoraggianti.

Sebbene la ricerca sui postbiotici sia sulla strada giusta, i ricercatori sono cauti.

Come ottenere i postbiotici?

Per ottenere i postbiotici è necessario favorire lo sviluppo di probiotici che lascino parte delle loro cellule o che producano determinati composti. Per stimolare tale crescita devono essere mantenuti substrati adeguati (prebiotici).

Allora dove si trovano questi prebiotici? Soprattutto nell’aglio, cipolle, asparagi e banane.

Queste fonti di cibo contengono un tipo di fibra chiamata fruttoligosaccaridi, che nutre i batteri intestinali benefici. Si trovano anche nella radice di cicoria, topinambur, orzo, avena, mele, legumi, alghe, noci e porri.

Per completare il lavoro svolto dal microbiota naturale, potete consumare probiotici alimentari o integratori. Gli alimenti fermentati non pastorizzati come kefir, miso e kombucha sono buone fonti di batteri benefici, in particolare di tipo lactobacillus.

Nello scegliere gli alimenti fermentati, cercate quelli seminati con microrganismi dai benefici comprovati. Questi devono essere vivi, ben definiti e caratterizzati.

Gli alimenti prebiotici consentono di stimolare i probiotici e, con essi, di generare postbiotici. Tuttavia, se preferite optare per gli integratori postbiotici, deve essere chiaro che questo concetto è nuovo nel campo dei microrganismi sani e molto resta da studiare.

Sono numerosi i prodotti che affermano di promuovere la salute dell’apparato digerente e la funzione immunitaria, ma non esistono ancora prove sufficienti a dimostrarlo. Quindi è bene prestare attenzione al momento dell’acquisto.

Kefir per il microbiota intestinale e postbiotici.
I cibi fermentati contenenti prebiotici, a lungo termine, si tradurranno in più postbiotici per il corpo in modo naturale.

Resta molta strada da fare

Una dieta equilibrata e varia, che includa fonti alimentari di prebiotici e probiotici, può garantire un buon sviluppo di batteri benefici nell’intestino. Di conseguenza, la produzione di postbiotici diventa favorevole e si evita lo sviluppo di alcune malattie.

Se siete interessati, chiedete consiglio al medico su quale integratore postbiotico usare, la dose e il tempo di utilizzo. È molto importante, inoltre, conoscere le interazioni farmacologiche.



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