Scialorrea: che cos’è e come si cura?

17 Ottobre 2020
La scialorrea è definita come una perdita involontaria e passiva di saliva dalla bocca. È considerato un problema medico rilevante perché, sebbene sia per lo più priva di conseguenze fisiche, abbassa la qualità della vita.

La scialorrea è ciò che nel linguaggio comune chiameremmo l’atto di “sbavare”. Si tratta di una condizione normale nei bambini tra i 15 e i 36 mesi, ma considerata anomala se si verifica dopo i 4 anni di età.

Vissuta per lo più come problema imbarazzante, talvolta è associata a gravi condizioni di salute come la paralisi cerebrale o il morbo di Parkinson. Può essere dovuta anche dalla gravidanza o ad alcuni farmaci.

Che cos’è la scialorrea e quali sono le cause?

La scialorrea è una condizione caratterizzata dall’incapacità di trattenere la saliva in bocca e di dirigerla verso l’apparato digerente. Conosciuta anche come ptialismo, è causata da un’eccessiva produzione di saliva o dal modo in cui viene controllata.

Le malattie neurologiche sono la causa più frequente di questo disturbo. Ci riferiamo a paralisi cerebrale, morbo di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica (SLA), sindrome di Riley-Day o le conseguenze di un ictus.

È comune anche nelle persone che assumono farmaci antipsicotici, ipnotici o tranquillizzanti. Un aumento improvviso della secrezione salivare può verificarsi anche durante la gravidanza, tra la seconda e la quarta settimana di gestazione.

Salivazione del neonato.
Nei bambini molto piccoli, sbavare è parte del normale processo di sviluppo.

Caratteristiche di questo disturbo

Le ghiandole salivari hanno il compito di produrre la saliva. Sono tre: parotide, sottomandibolare e sublinguale. La prima produce una saliva sottile, mentre le altre due rilasciano in modo contino una saliva più densa, responsabile a volte del soffocamento.

In un solo giorno le ghiandole producono un litro e mezzo di saliva, di cui il 70% proviene dalle ghiandole sottomandibolare e sublinguale. La scialorrea, come abbiamo detto, non segue un decorso verso una forma più grave, ma influisce fortemente sulla qualità della vita.

Non esiste un medico specializzato nel trattamento della scialorrea. In questi casi, dunque, occorre recarsi dal medico di base che indirizzerà allo specialista del caso a seconda dell’origine del disturbo.

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Classificazione della scialorrea

A seconda della causa, la scialorrea viene classificata in due gruppi:

  • Anteriore: dipende da un deficit neuromuscolare associato a un’eccessiva produzione di saliva. La fuoriuscita della stessa interessa gli angoli della bocca o il labbro inferiore.
  • Posteriore: il disturbo ha origine nel flusso di saliva che va dalla lingua alla faringe.

Secondo la scala di valutazione Thomas-Stonell e Greenberg, possiamo classificare la scialorrea in base alla gravità e la frequenza. Considerando la gravità:

  • Bocca asciutta.
  • Lieve (labbra bagnate).
  • Moderata (labbra e mento bagnati).
  • Severa (abiti bagnati).
  • Abbondante (abiti, mani e oggetti bagnati).

In base alla frequenza:

  • Assenza di ipersalivazione.
  • Scialorrea occasionale.
  • Frequente.
  • Costante.

Conseguenze della scialorrea

È un problema medico rilevante, poiché causa disabilità e difficoltà che ostacolano la gestione del soggetto con disturbi neurologici. In linea di massima, le principali conseguenze sono desquamazione delle labbra, affaticamento muscolare, dermatite, alterazione del gusto e difficoltà di linguaggio.

Dal punto di vista fisico, il rischio maggiore è rappresentato dalla polmonite da inalazione, dovuta alla difficoltà a deglutire il cibo. È presente, inoltre, una maggiore sensibilità alle infezioni orali.

D’altra parte, le conseguenze psicosociali possono essere rilevanti. Sbavare comporta rifiuto sociale, anche nel caregiver, oltre a limitare il normale svolgimento delle attività quotidiane.

Infermiera che aiuta un signore anziano.
Le malattie neurologiche, come il Parkinson, hanno tra i sintomi la scialorrea.

Trattamenti consigliati

Esistono tre vie per trattare la scialorrea: logopedica, farmacologica e chirurgica. La logopedia comprende una serie di esercizi utili a inibire i riflessi patologici. Mira a migliorare la chiusure delle labbra, l’aspirazione e la deglutizione della saliva. Esercizi costanti permettono di raggiungere questo obiettivo.

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Il trattamento farmacologico prevede la somministrazione di anticolinergici che aiutano a ridurre la produzione salivare; devono essere affiancati agli esercizi. Alcune persone, tuttavia, possono essere intolleranti a questi farmaci.

In alcuni casi viene consigliata l’iniezione di tossina botulinica di tipo A (TBA). Applicata direttamente alle ghiandole salivari riduce la secrezione di saliva. L’aspetto positivo è che presenta pochi effetti collaterali.

Se nessuna di queste misure risulta efficace, lo specialista potrebbe infine consigliare un intervento chirurgico. Ogni cas è diverso e talvolta è necessaria una combinazione di terapie per ottenere buoni risultati.

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