Sensibilizzare sull'AIDS: un impegno globale

Bisogna ricordare che questa malattia è un'epidemia, ovvero è presente ovunque nel mondo. Tuttavia, oggi la scienza può intervenire e rallentarne lo sviluppo, soprattutto se presa in tempo.
Sensibilizzare sull'AIDS: un impegno globale

Ultimo aggiornamento: 08 agosto, 2021

Da ormai trentuno anni, ogni 1° dicembre si celebra la giornata mondiale contro l’AIDS. Si tratta di una data che ha lo scopo di sensibilizzare sull’AIDS e far conoscere i progressi raggiunti contro la malattia.

Il motto della giornata mondiale della lotta contro l’AIDS nel 2019 è stato: Communities make the difference“. Fa riferimento all’importanza dei diversi agenti sociali nell’affrontare il problema; ci riferiamo a educatori, mezzi di comunicazione, personale sanitario e volontari di qualsiasi. Ciascuno può contribuire da diverse parti del mondo nella lotta contro l’epidemia di AIDS/HIV.

L’unico vaccino che ci protegge davvero è la prevenzione.

– OMS-

Le comunità sono vitali perché la cosa più importante non è trovare nuovi farmaci o migliori terapie contro la pandemia, bensì adottare le dovute misure preventive per impedire la propagazione di questo male.

Allo stesso modo, le comunità devono esigere servizi migliori e finanziamenti più consistenti in ogni nazione. Su questo aspetto si è concentrata la giornata mondiale contro l’AIDS del 2019.

I dati dell’HIV nel mondo

Secondo i dati riportati dalla UNAIDS, nel 2019 circa 38 milioni di persone nel mondo convivevano con l’HIV. Tra di esse, il 49% sono uomini e il 51% sono donne. Circa 24 milioni di queste persone non riceve nessuna terapia per la propria condizione, il che significa che circa 14 milioni di persone non ricevono assistenza.

Test dell'HIV.

L’aspetto più preoccupante è che si calcola che circa 8 milioni di persone siano ignare di essere state infettate dall’HIV. Questo significa che c’è un nucleo con alte probabilità di contagiare.

Ecco perché la giornata mondiale della lotta all’AIDS di due anni fa si è concentrata sulle comunità, ovvero sulla responsabilità che tutti noi abbiamo dinnanzi al problema.

La categoria maggiormente a rischio sono gli omosessuali, che presentano un rischio 22 volte maggiore di essere contagiati dall’AIDS. I consumatori di droghe endovena non sono da meno: per loro il rischio di essere contagiati è 21 volte maggiore rispetto alle altre persone; una stima che riguarda anche chi lavora nel mondo del sesso. Le persone transessuali, ad esempio, sono 12 volte più a rischio di chiunque altro.

Sensibilizzare sull’AIDS: cosa sapere

Il modo migliore per prevenire il contagio di AIDS è mettere in atto pratiche sicure, soprattutto nella sfera sessuale. A prescindere dalla propria posizione in merito, si consiglia di usare il preservativo quando si hanno rapporti sessuali, soprattutto se non si ha un partner fisso. In questo ultimo caso, è consigliabile anche quando uno dei due partner ha rapporti sessuali anche con altre persone.

Allo stesso modo, bisogna essere estremamente cauti in qualunque situazione che preveda l’uso di aghi che penetrino la pelle. L’ago va usato solo una volta e non deve essere mai condiviso. Questo vale per qualunque procedura medica, così come per la somministrazione di psicoattivi per endovena.

Bisogna tenere a mente che l’HIV in un primo momento non provoca alcun sintomo, per cui nel caso abbiate fatto ricorso a una pratica poco sicura, è possibile che siate stati infettati dal virus senza saperlo.

Essere positivi all’HIV non significa avere l’AIDS: l’HIV è il virus, mentre l’AIDS è una malattia che si manifesta nell’ultima fase dell’infezione. Questa può essere tenuta sotto controllo nelle prime fasi.

Il messaggio per sensibilizzare sull’AIDS

Giornata mondiale contro l'aids.

Lo scopo per l’anno 2020 è stato denominato “90-90-90”. Significa che si attende che il 90% delle persone affette da HIV prendano consapevolezza della propria diagnosi; e anche che il 90% dei portatori possa avere accesso alla terapia antiretrovirale, l’unica efficace fino ad oggi per frenare il decorso dell’infezione e per impedire che si trasformi in AIDS. Infine, si punta a far sì che il 90% di coloro che sono sotto trattamento ottengano risultati concreti.

Nell’ultimo anno si sono registrati 770000 decessi per AIDS a livello mondiale. Anche se le cifre sono ancora alte, con il trattamento antiretrovirale il tasso di mortalità si è ridotto di un 40% dal 2004 ad oggi. Si consiglia di sottoporsi al test dell’HIV se almeno una volta si è presentata una situazione a rischio. L’esame è molto semplice e può salvare la vita.

L’incidenza dell’AIDS su base geografica, in ordine, è la seguente: Africa subsahariana, Asia del sud e sudorientale, America Latina, Europa orientale e Asia centrale, America del nord, Asia orientale, Europa occidentale e centrale, Medioriente e Africa del nord, bacino caraibico e Oceania.

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Sebbene sia ancora in fase sperimentale, questo vaccino contro l'HIV potrebbe rappresentare un grande passo avanti nel trattamento della malattia.



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