Senso di soffocamento: possibili cause

5 Maggio 2020
Il senso di soffocamento da mancanza di aria è una sensazione che può essere dovuta a numerose cause. Vi spieghiamo quali sono le principali e cosa fare caso per caso.

Il senso di soffocamento da mancanza d’aria, in medicina, è anche conosciuto come dispnea. Può essere dovuto a molteplici cause. Quello che sappiamo con certezza è che si tratta di una sensazione davvero spiacevole e che, oltretutto, può essere la manifestazione di gravi problemi di salute.

Per esempio, la dispnea è uno dei sintomi dell’infezione da Coronavirus SARS-CoV-2, responsabile dell’attuale pandemia da COVID-19. Qualora percepiate questa sensazione, è importante sapere come agire. In questo articolo vi spieghiamo quali sono le cause più comuni di soffocamento e quali misure attuare.

Cos’è la mancanza di aria?

Come già detto, la mancanza di aria è anche conosciuta come dispnea. Si tratta della sensazione soggettiva di respirare a fatica e che l’aria non raggiunga i polmoni come dovrebbe.

In condizioni normali la respirazione è un meccanismo involontario e inconscio. In caso di mancanza di aria, si verifica una situazione spiacevole che può persino scatenare paura nel soggetto, il che non fa altro che peggiorare la sensazione.

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Quali sono le principali cause del senso di soffocamento?

Ansia

L’ansia è una delle principali cause della mancanza di aria nelle persone che non soffrono di altri problemi di salute. Durante un attacco d’ansia, di panico o a situazioni particolarmente stressanti, potrebbe succedere che la persona percepisca un senso di soffocamento.

In questi casi, bisogna imparare a riconoscere gli attacchi. Arrivato il momento, è importante sedersi e cercare di calmarsi. Bisogna respirare normalmente per recuperare il controllo della situazione.

Molto spesso è necessario richiedere l’aiuto di un professionista, che avrà il compito di insegnare a gestire e a superare questi disturbi.

Senso di soffocamento

Sovrallenamento

A volte allenarsi troppo o farlo nel modo sbagliato può provocare un senso di soffocamento. Può succedere sia alle persone abituate a fare sport sia alle persone fuori forma. Eppure, è più frequente nelle persone che conducono una vita sedentaria o in sovrappeso.

In questi casi, bisogna svolgere un’attività fisica adatta alla propria forma fisica e aumentare poco per volta l’intensità in base alle proprie capacità. Passo dopo passo, sarà possibile eseguire esercizi che richiedono uno sforzo più intenso.

Nel caso in cui si avverta una condizione di dispnea, è necessario rallentare il ritmo degli esercizi e la respirazione, senza arrivare a sentirsi sopraffatti.

Disturbi cardiaci

Il cuore pompa sangue che raggiunge tutto il nostro corpo. Quando il cuore, per diversi motivi, non funziona correttamente, questo pompaggio del sangue non può essere portato a termine nel modo corretto. Di solito, il problema si verifica quando una persona con problemi cardiaci esegue un’attività che richiede un incremento della frequenza cardiaca.

Questo fa sì che parte del corpo non riceva il sangue e l’ossigeno di cui ha bisogno, inviando quindi al sistema nervoso centrale un segnale di allarme e manifestando il problema tramite un senso di soffocamento. Quest’ultimo può essere accompagnato da fitte al petto.

In questi casi è importante rivolgersi allo specialista, che stabilirà il trattamento e le linee guida da seguire, che variano di caso in caso.

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Gravidanza

In caso di gravidanza in stato avanzato, la placenta e il nascituro costringono il diaframma della madre a espandersi in uno spazio più ristretto. Di conseguenza, anche i polmoni non possono espandersi correttamente, provocando nella madre un senso di soffocamento.

È normale che avvenga nella maggior parte delle donne in gravidanza. È importante mantenere la calma: distendersi e appoggiarsi su un cuscino, formando un angolo di circa 45°, può aiutare a controllare questa sensazione. Nel frattempo bisogna cercare di respirare normalmente.

Possiamo fare lo stesso per dormire bene, senza tuttavia sdraiarci in posizione del tutto orizzontale. La posizione orizzontale, infatti, peggiora la mancanza di aria perché, a causa della gravità, opprime ulteriormente il diaframma.

Problemi respiratori e senso di soffocamento

In questa categoria possiamo includere patologie di diversa natura. Gli attacchi allergici, l’asma, la bronchite, la COPD (acronimo inglese), la polmonite o qualunque altra infezione delle vie respiratorie possa manifestarsi con un senso di soffocamento.

In questo gruppo possiamo includere anche l’insufficienza respiratoria da Coronavirus. La dispnea (o sensazione di mancanza d’aria) è infatti uno dei sintomi dell’infezione da Coronavirus SARS-CoV-2, responsabile dell’attuale pandemia da COVID-19.

In questi casi, la prima cosa da fare è rivolgersi a uno specialista. Sarà il medico a diagnosticare di quale patologia respiratoria si tratti e a stabilire il trattamento adeguato, nel caso fosse necessario. Il trattamento andrà dal risposo a terapie più specifiche, come quelle antibiotiche.

Mancanza di aria
Il soffocamento nei bambini rappresenta una situazione a rischio, in quanto ostruisce le vie aeree. In alcuni casi può essere necessario il ricovero ospedaliero.

Obesità e senso di soffocamento

Il caso dell’obesità è simile a quello della gravidanza. In presenza di accumulo di grasso nella zona addominale, quest’ultimo esercita pressione sul diaframma e ne ostacola l’espansione, provocando una fastidiosa sensazione di dispnea.

In questo caso, si consiglia di rivolgersi a uno specialista in nutrizione e dietetica per ricevere consigli su come perdere peso in modo sano e responsabile.

Malattie neuromuscolari

Sono diverse le malattie neuromuscolari che possono interessare sia il diaframma sia i muscoli della gabbia toracica, provocando un malfunzionamento dell’apparato respiratorio. In questi casi, sarà lo specialista a elaborare la diagnosi e a stabilire il trattamento adatto.

Conclusioni: cosa fare dinnanzi al senso di soffocamento?

Nel momento in cui sentiamo che ci manca l’aria, l’importante è mantenere la calma. Dobbiamo sederci in un luogo tranquillo e sicuro e cercare di controllare la respirazione.

Se dopo qualche minuto non è tornata normale, bisogna contattare il medico o chiamare il pronto soccorso, in base alla gravità dei sintomi.

Nel caso in cui la dispnea sia dovuta a una patologia, dovremo rivolgerci allo specialista, affinché effettui i controlli necessari. Oltre a ciò, è importante seguire il trattamento prescritto per tenere più possibile i sintomi sotto controllo.

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