Sindrome del tramonto: di cosa si tratta?

8 Gennaio 2021
La sindrome del tramonto può migliorare con l'esposizione alla luce naturale delle prime ore del mattino. 

La sindrome del tramonto è caratterizzata da una sensazione di irrequietezza e disorientamento che si manifesta nel tardo pomeriggio. Si prolunga fino alla notte e può sfociare in ansia e irritabilità.

Si tratta di un disturbo che colpisce quasi il 20% delle persone affette da Alzheimer, la forma più comune di demenza che porta a una riduzione delle facoltà cognitive.

L’Alzheimer altera la memoria, il pensiero, il comportamento e un gran numero di funzioni cognitive. È una malattia progressiva e invalidante con una prevalenza pari al 4,4% nelle persone con più di 65 anni. La sua incidenza e le conseguenze sono dunque importanti. Vediamo in questo articolo una manifestazione di questa malattia, la sindrome del tramonto.

In cosa consiste la sindrome del tramonto?

Donna anziana con le mani sulle tempie per la sindrome del tramonto.

La sindrome del tramonto è uno stato di disorientamento che insorge la sera e che può prolungarsi fino a tutta la notte. Colpisce le persone che soffrono di Alzheimer, generalmente nella fase intermedia della malattia.

I motivi per cui si verifica ciò non sono ancora del tutto chiari. Alcuni studi indicano tra le cause un’alterazione del ritmo circadiano, l’orologio interno che controlla i cicli di veglia e riposo.

Il ritmo circadiano è controllato da un’area del cervello chiamata nucleo soprachiasmatico. Il funzionamento di quest’ultima è collegato alla produzione di melatonina. Si ritiene dunque che la sindrome del tramonto sia dovuta a un’alterazione di quest’area a causa dell’Alzheimer.

Un’alterazione del nucleo soprachiasmatico porta a cambiamenti nella concentrazione di melatonina, il che sfasa il nostro orologio biologico. Ciò genera confusione e disorientamento.

Non sono da escludere, tuttavia, altri fattori. Per esempio, si pensa che anche la stanchezza, la fame e la sete possano influire. Oltre a ciò, il calo della luce pomeridiano, il dolore o il malessere.

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Sintomi

La sindrome della sera non è in realtà una malattia, ma piuttosto un insieme di sintomi che si producono nel tardo pomeriggio. Può verificarsi anche in concomitanza ad altri tipi di demenza.

Il sintomo principale è una sensazione di disorientamento e di ansia. Può inoltre rendere l’anziano aggressivo o indurlo a vagare da un punto all’altro della casa.

Chi ne soffre può arrivare a strapparsi i vestiti, lanciare oggetti, gridare o addirittura ferirsi. In alcuni casi una sonnolenza diurna è seguita da iperattività serale.

Operatrice e donna affetta da demenza.

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Consigli per convivere con la sindrome del tramonto

Non esiste una cura per la sindrome del tramonto, ma una serie di comportamenti possono aiutare a ridurre o prevenire i sintomi. L’ideale è parlarne con il medico. Oltre a questo sarà utile:

  • Cercare di esporre la persona alla luce naturale al mattino presto. Questo facilita la naturale regolazione del ritmo circadiano. Qualora non sia possibile, si può ricorrere alla luce artificiale.
  • Impedire al paziente di dormire durante il giorno. A tale scopo, occorre pianificare delle attività o semplici esercizi. In tal modo viene facilitato il riposo notturno.
  • Anche la dieta è importante, soprattutto ridurre il consumo di dolci ed eliminare la caffeina. La cena dovrà essere leggera perché una digestione pesante disturba il sonno.
  • Cercare di creare un’atmosfera rilassante prima di andare a letto. Non bisogna imporre alla persona con Alzheimer restrizioni fisiche che causano maggiore paura e agitazione.
  • Stabilire abitudini e orari fissi per i pasti e le attività.

Naturalmente, chi soffre di sindrome del tramonto trarrà beneficio dal nostro stato di tranquillità e fiducia. È di grande aiuto, inoltre, avere accanto a sé un oggetto familiare, motivo per cui si sconsigliano i cambi di residenza.

In sintesi

Chiedete consiglio al medico curante se pensate che un parente o amico possa soffrire di Alzheimer o di sindrome del tramonto

Sebbene non sia sempre facile, occorre restare calmi e trasmettere quanta più serenità possibile. Cercate di rispettare una routine per i pasti e le attività quotidiane e, soprattutto, controllate che la persona riposi a sufficienza.

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