La sindrome da shock tossico legata all’uso degli assorbenti

11 settembre 2016
La sindrome da shock tossico è causata da una tossina di origine batterica che di solito prolifera negli ambienti umidi. Le conseguenze possono essere fatali se il problema non viene individuato in tempo.

La sindrome da shock tossico non è una patologia nuova, ma, nonostante gli sforzi per evitarla, continua a causare numerose vittime in tutto il mondo.

Si tratta di una malattia grave causata da alcune tossine che derivano dal batterio Staphylococcus aureus, la cui proliferazione è legata all’uso degli assorbenti e dei prodotti di igiene intima femminili.

Anche se non è un disturbo comune, il numero dei casi è aumentato negli ultimi anni, molti con conseguenze piuttosto serie.

Uno dei casi che ha maggiormente attirato l’attenzione è quello della modella statunitense Lauren Wasser, la quale ha perso una gamba a causa di questa malattia legata all’uso degli assorbenti interni.

La giovane ventisettenne ha intrapreso una battaglia legale contro la Kotex Natural Balance, che accusa dell’infezione che per poco non le è costata la vita.

Nonostante molti assicurino che sono meno della metà i casi di sindrome da shock tossico legati all’uso degli assorbenti, si continua a fare prevenzione per evitarla.

Che cos’è la sindrome da shock tossico?

Assorbenti-interni sindrome da shock

La sindrome da shock tossico (SST) è una malattia grave, a volte mortale, causata da batteri quali lo  Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pyogenes, la cui proliferazione anomala produce una tossina in grado di scatenare una setticemia.

Può colpire chiunque, ma i primi casi identificati sono quelli di donne che avevano utilizzato assorbenti interni durante il ciclo mestruale.

La sindrome è stata scoperta intorno al 1980 dal microbiologo Philip Tierno e dal suo team. Hanno dimostrato che lo sviluppo di questa malattia è legato alle condizioni favorevoli che i materiali sintetici forniscono ai batteri.

Molti di questi materiali sono ormai proibiti in commercio, ma la malattia continua ad essere un problema e i casi in questione aumentano.

Conviene ricordare che la maggior parte dei casi di SST è legata anche ad altre condizioni, come alcuni interventi chirurgici, e non solo all’uso di assorbenti interni durante le mestruazioni.

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Perché l’uso degli assorbenti interni è associato alla sindrome da shock tossico?

ragazza con assorbente in mano sindrome da shock

Al momento non esiste una spiegazione certa per quanto riguarda la relazione tra l’uso degli assorbenti e la comparsa della sindrome da shock tossico, anche se la prova principale sono i numerosi casi identificati negli ultimi decenni.

I batteriologi e gli esperti di malattie infettive suggeriscono che, data la capacità di assorbimento di questi prodotti e la loro collocazione all’interno della vagina, il batterio sestafilococos aumenti la produzione di tossine perché trova un ambiente adatto per proliferare.

Per di più, questo consente una maggiore concentrazione di ossigeno nella zona, il che aumenta il rischio di infezione.

Per questo motivo,si consiglia di utilizzare il prodotto in questione previe misure di sicurezza e assicurarsi che il grado di assorbimento raggiunto sia sempre il minimo.

In nessun caso bisogna utilizzare lo stesso tampone per più di otto ore.

Quali sono i sintomi della sindrome da shock tossico?

I sintomi più comuni che manifestano le persone affette da questa sindrome iniziano con un malessere generale accompagnato da febbre alta, confusione e nausea.

Man mano che la sindrome avanza, la pressione arteriosa diminuisce, le condizioni della pelle si alterano e sono ricorrenti episodi di vomito e diarrea.

Dato che la sindrome si aggrava rapidamente, potrebbe comportare gravi conseguenze come l’insufficienza renale, epatica o cardiaca.

Se non viene trattata nel modo adeguato, può portare alla morte.

Qual è il trattamento adeguato?

Ragazza-in-ospedale sindrome da shock

In generale, il trattamento prevede la somministrazione di liquidi ed antibiotici in grado di frenare la produzione della tossina.

Si somministrano anche farmaci per ripristinare le condizioni vitali della paziente, tra cui ricordiamo farmaci per controllare l’ipotensione, terapia di supporto o bilanciamento dei fluidi.

In caso di ascesso, l’area in questione viene drenata per eliminare il pus.

È necessario che i pazienti rimangano sotto osservazione per quanto riguarda la pressione sanguigna, la respirazione e, in generale, il funzionamento dei vari organi.

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Quali misure preventive si possono adottare?

ragazza con fiore sul ventre sindrome da shock

Le infezioni legate all’uso degli assorbenti interni non sono comuni, ma questo non significa che non possano presentarsi, soprattutto se non vengono utilizzati in modo adeguato.

  • L’uso di un assorbente interno non deve superare le 8 ore e, di fatto, l’ideale sarebbe sostituirlo ogni 4 o 5 ore.
  • In caso di flusso abbondante, è meglio optare per gli assorbenti esterni o per la coppetta mestruale.
  • Possibilmente, si deve ricorrere agli assorbenti interni solo in casi particolari, come ad esempio una giornata al mare, l’attività fisica o con certi indumenti.
  • L’ideale è scegliere quelli a basso grado di assorbimento, infatti, quanto più flusso assorbono, maggiore è il rischio di sviluppare la malattia.
  • Gli assorbenti vanno tenuti lontano da fonti di calore e dall’umidità per evitare lo sviluppo di batteri.

La sindrome da shock tossico è una malattia che richiede attenzione immediata perché, altrimenti, le conseguenze possono essere fatali.

Si consiglia di consultare subito il medico in caso si manifestassero i sintomi citati e soprattutto in presenza di fattori di rischio.

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