Studiare con la musica: cosa dice la scienza

Per alcune persone, ascoltare musica durante le ore dedicate allo studio è una normale abitudine. È importante, però, sapere che cosa afferma la scienza al riguardo. Ne parliamo in questo articolo.
Studiare con la musica: cosa dice la scienza

Ultimo aggiornamento: 18 agosto, 2021

La musica è diventata uno strumento per potenziare il rendimento accademico. Bisogna considerare, però, che non tutte le persone reagiscono allo stesso modo agli stimoli uditivi. Studiare con la musica, di fatto, non sortisce gli stessi effetti su tutti.

Per potersi concentrare sulla materia di studio, alcune persone hanno bisogno di un ambiente tranquillo e privo di rumori. Al contrario, c’è chi memorizza meglio se può disporre di una musica di sottofondo mentre studia.

Studiare con la musica e possibili benefici

Lo stile di apprendimento uditivo stimola le aree del cervello preposte all’acquisizione delle conoscenze. Quando si possiede una predisposizione per imparare attraverso i suoni, ascoltare musica rappresenta una risorsa utile. In particolar modo nel caso delle lingue.

Un altro aspetto importante di cui tenere conto è la capacità di concentrazione. Non tutte le persone riescono a raggiungere lo stesso livello di concentrazione durante lo studio.

Per alcune persone, gli stimoli dell’ambiente circostante non rappresentano una distrazione, mentre per altre sono in grado di far perdere la concentrazione.

Nelle righe che seguono stiliamo un elenco dei modi migliori per trarre profitto dall’ascolto della musica durante le ore di studio. Tenendo conto del fatto che ogni persona è diversa, questi benefici saranno rivolti a chi dimostra di possedere uno stile di apprendimento uditivo e manifesta iperprosessia.

Studiare con o senza musica: ragazza che ascolta musica.
La musica non genera gli stessi stimoli in tutte le persone: per alcune, infatti, risulta utile per studiare, ma per altre no.

1. Volume moderato per studiare con la musica

Quando la musica viene riprodotta a un volume moderato, il cervello è in grado di mantenere la concentrazione sull’attività principale a cui si sta dedicando (lo studio).

In questo caso, la musica produce un effetto rilassante che aiuta al mantenimento della continuità. Il livello di stanchezza mentale diminuisce.

2. Scegliere musica classica

Ci sono alcuni studi, come quello che citeremo più avanti, che confermano i benefici della musica classica nello studio.

Dal momento che la scienza promuove le melodie classiche, risulta affidabile adottare questo metodo e verificare noi stessi i risultati ottenuti.

3. Avere una playlist

La cosa migliore da fare è creare una playlist che eviti le pause lunghe. In effetti, meno sospendiamo lo studio, più efficace sarà quest’ultimo. Si consiglia di fare in modo che le playlist presentino una durata di almeno due ore di seguito.

Svantaggi dello studiare con la musica

Per quanto riguarda il binomio formato da musica e studio, non tutto è rose e fiori. Oltre ai benefici di cui abbiamo parlato, potremmo trovarci di fronte ad alcuni svantaggi.

Nell’elenco seguente vedremo quali sono gli aspetti negativi che derivano dall’ascoltare musica durante le ore dedicate alla concentrazione.

1. Distogliere l’attenzione

Non tutte le persone sono multitasking. Ciò significa che alcune, per potersi concentrare adeguatamente su ciò che devono studiare, hanno bisogno di un ambiente privo di suoni. In definitiva, la musica non passa inosservata da parte del cervello.

2. Regolarizza la bassa produttività

Quando ci abituiamo ad ascoltare musica mentre studiamo ha luogo un condizionamento classico. Per riassumere la questione, il tempo dedicato allo studio si trasforma in uno stimolo condizionato dalle melodie.

Ciò significa che ogni volta che iniziamo a studiare sentiamo la necessità di ascoltare della musica di sottofondo.

Questo condizionamento danneggia la produttività. Da una parte, perché, per riuscire a studiare, diventiamo dipendenti dalla musica. Dall’altra, perché non offriamo al nostro cervello l’opportunità di concentrarsi completamente.

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3. Incoraggia l’uso dei dispositivi elettronici

Accade spesso che le persone ascoltino musica servendosi dei propri telefoni cellulari. Per esempio, è normale vedere adolescenti che riproducono canzoni su YouTube utilizzando lo smartphone mentre studiano. Si tratta di un’attività che costituisce un doppio fattore di distrazione.

Che cosa affermano gli studi?

Uno degli studi che dimostra i benefici della musica classica per il cervello è stato condotto nel 2007 dalla facoltà di medicina dell’Università di Stanford. I risultati indicano quanto segue:

  • La musica classica favorisce la memorizzazione e interpretazione delle informazioni. La ragione è dovuta al fatto che le melodie armoniose, riprodotte a un volume moderato, non impediscono la concentrazione delle persone, ma, al contrario, possiedono un effetto amplificatore.
  • La musica classica esercita sul cervello un effetto simile a quello prodotto da un allenamento. Ciò significa che, quando ascoltiamo della musica classica durante lo studio, si sviluppa un rafforzamento delle aree cerebrali coinvolte nei processi di attenzione, interpretazione e predizione di eventi.

Queste conclusioni suggeriscono che le persone che ascoltano melodie classiche durante lo studio sono destinate a ottenere risultati migliori in campo scolastico. Questo perché il loro cervello interpreta meglio le nuove informazioni ricevute.

Uno studio più recente, condotto nel 2019, ha evidenziato che la musica agisce da attivatore dei centri neuronali del piacere. Questa ricerca rivela che la musica preferita dalle persone provoca un innalzamento del loro livello di motivazione.

Musica per matrimoni.
Alcuni studi scientifici hanno valutato l’effetto delle melodie classiche sul cervello, constatandone il potere di fungere da stimolo cerebrale.

Studiare con la musica: quale scegliere?

In base a quanto abbiamo detto fino a ora, possiamo formulare alcune regole per scegliere la musica da ascoltare durante lo studio.

Bisognerà mantenere sempre un volume moderato, in modo che il suono non rappresenti un fattore di disturbo. Inoltre, i seguenti consigli ci aiuteranno a migliorare lo studio:

  • Tenere a mente quanto afferma la scienza. L’ideale è selezionare un tipo di musica che abbia dimostrato di produrre benefici reali sulle capacità intellettive. È il caso della musica classica.
  • In alcuni casi, gli argomenti di studio non sono nuovi, ovvero non ci troviamo ad acquisire informazioni nuove, bensì a rafforzare quelle già acquisite. In queste circostanze, possiamo scegliere musica che appartenga al nostro genere preferito.
  • Evitare di scegliere la musica con il cellulare. Usare il telefono per la selezione delle piste audio ci predispone a interagire con il cellulare, cosa che risulta controproducente per la nostra concentrazione.

Quando è preferibile il silenzio?

Nonostante i benefici che la musica è in grado di offrirci, non è una buona idea abusare di questa risorsa per studiare. A ogni modo, ogni eccesso risulta dannoso. In questo caso, se ci abituiamo ad ascoltare musica ogni volta che iniziamo a studiare, diventeremo dipendenti da questo sistema.

Potremmo utilizzare la musica per le fasi di studio più avanzate, quando abbiamo già stabilito un primo approccio con l’argomento.

Il silenzio, invece, sarà consigliabile nel corso delle fasi iniziali, quando avremo bisogno della nostra completa attenzione.

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