Super contagiatore: che cos’è e quali sono le cause?

18 Maggio 2020
Il super contagiatore è in grado di trasmettere una malattia a un più alto numero di persone. Vediamo perché succede e le sue implicazioni in questa pandemia.

La pandemia da Coronavirus continua a far parte della nostra vita, costringendoci a familiarizzare con alcuni termini. Dai test per lo screening ai tassi, alle previsioni e le statistiche, ci troviamo a dover interpretare una vasta quantità di informazioni epidemiologiche. Oggi parliamo di una nuova definizione: il super contagiatore.

Che cosa significa e quale ruolo gioca in questa epidemia? Rispondere a queste domande è importante per capire come contribuisca a diffondere il virus.

Che cos’è un super contagiatore?

Viene definito come un malato in grado di infettare un più alto numero di persone rispetto alla media. Facciamo un esempio:

  • Il valore R0 del Coronavirus (il numero di riproduzione di base) si situa tra l’1,4 e il 2,5 secondo l’OMS. Questo significa che ogni persona infettata, nel corso della malattia, può contagiare in media più di una persona, ma meno di tre.
  • Il virus della SARS aveva un R0 di circa tre. Ma anche durante questa epidemia sono stati individuati super contagiatori in grado di infettare fino a 36 persone. Vale a dire, in questi soggetti il numero di riproduzione individuale della malattia era 10 volte più alto rispetto agli altri malati.
  • Erano stati osservati casi di super contagiatori già a Wuhan, in Cina. Un esempio chiaro, il malato che ha trasmesso il COVID-19 ad almeno 16 operatori sanitari.

Bisogna aver chiaro un concetto: se l’R0 rappresenta una media, l’indice di contagiosità individuale di un super contagiatore è eccessivo. Una volta definito il termine, è altrettanto importante capire il ruolo dei super contagiatori durante una pandemia.

Donna con mascherina in strada affollata
Le persone classificate come super contagiatori COVID-19 possono infettare un più alto numero di individui rispetto alla media dei malati.

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Un gioco statistico

Come tutti i fenomeni naturali, anche questo è spiegato da un teorema matematico. È necessario entrare nell’universo dei numeri con il principio di Pareto. Secondo questo teorema, in ogni dinamica in cui è presente una causa e un effetto, è solo una piccola porzione delle cause a contribuire maggiormente al risultato finale.

È la regola 20/80. In questo caso, il 20% delle persone infette causa l’80% dei contagi. Chiaramente, non tutti i casi di super contagio rispondono a questa regola, ma si tratta di una distribuzione già osservata in altre epidemie.

Si parla di super contagiatore anche quando non viene soddisfatta la proporzione 20/80. Ma perché avviene?

Fattori di rischio

Esistono diverse teorie sui motivi per cui cui un malato possa infettare un così elevato numero di persone. La causa precisa, tuttavia, non è nota.

  • Co-infezione con altri agenti patogeni. La coesistenza di più di un agente patogeno può portare a una maggiore trasmissibilità di uno o più di essi ad altre persone. Studi sull’HIV condotti su pazienti con altre malattie accessorie hanno evidenziato una maggiore aggressività della malattia rispetto alla media.
  • Persone immunodepresse. Un sistema immunitario indebolito potrebbe non essere in grado di bloccare in modo efficace la diffusione del virus all’interno del corpo, aumentandone la carica virale. Una carica virale superiore alla media è legata a una maggiore capacità di trasmissione.
  • Sistema immunitario troppo reattivo. Un’altra possibilità è che il sistema immunitario della persona infettata sia tanto reattivo da far passare inosservata la malattia. In questo modo è più facile che il malato, conducendo una vita normale, infetti un alto numero di persone.
Donna spaventata circondata da coronavirus
Al momento non si conosce il motivo preciso per cui alcune persone agiscano da super contagiatori. Sono diverse le teorie possibili.

Una ricerca pubblicata sulla rivista Synapse ha offerto risultati interessanti. Durante la pandemia di SARS è stato avviato un monitoraggio: pazienti considerati super diffusori vs pazienti normali. Contrariamente a quanto si possa credere, nei due gruppi non sono emerse differenze nei sintomi.

Sia i super contagiatori sia i pazienti normali presentavano i classici effetti della malattia come febbre e danni polmonari. È stata osservata una sola differenza: per il paziente super contagiatore si è resa necessaria una degenza più lunga in ospedale.

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Super contagiatore, una definizione piena di incognite

Individuare e capire il ruolo del super contagiatore in questo contesto è un lavoro complesso. Tuttavia, le organizzazioni sanitarie sottolineano l’importanza di identificare questi soggetti per prevenire ulteriori contagi in situazioni di pandemia.