Trapianto di pancreas: indicazioni e rischi

Con un trapianto di pancreas, il paziente diabetico non avrà più bisogno di assumere insulina per il resto della vita. Inoltre sarà ridotta l'incidenza di malattie associate a livelli elevati di zucchero nel sangue. Quando è indicato e in che cosa consiste?
Trapianto di pancreas: indicazioni e rischi

Ultimo aggiornamento: 06 maggio, 2021

Il trapianto di organi è una procedura medica che ha come obiettivo la sostituzione di un organo danneggiato con uno sano. Nel 2016 ne sono stati eseguiti 53345 in tutta l’America, secondo la Pan American Health Organization. Il trapianto di pancreas registra tra le più alte percentuali di successo. 

Il pancreas è un organo addominale che partecipa alla produzione di enzimi digestivi e ormoni per il controllo dei livelli di zucchero nel sangue. Il trapianto di pancreas migliora notevolmente la prognosi e la qualità della vita dei pazienti con diabete mellito grave, riducendo le complicazioni della malattia.

In che cosa consiste il trapianto di pancreas?

Il trapianto di pancreas è un intervento chirurgico in cui viene impiantato un pancreas sano e funzionale, in sostituzione di uno danneggiato o inefficiente. Questo intervento può essere eseguito in modo isolato, anche se è dimostrato che nel 88% dei casi viene eseguito contemporaneamente a un trapianto di rene.

Il pancreas viene prelevato da un donatore con diagnosi di morte cerebrale; una volta estratto, può essere trasportato in contenitore con sistema di raffreddamento per un periodo massimo di 20 ore.

L’intervento chirurgico di trapianto del pancreas si realizza in circa tre ore. L’organo donato viene collocato nella parte inferiore destra dell’addome. Il pancreas malato, invece, non viene estratto durante l’intervento.

Durante l’operazione, il chirurgo collega i vasi sanguigni del pancreas donato con i vasi sanguigni del paziente. L’organo viene di solito impiantato con una porzione donata di duodeno, per cui anche questa parte viene fusa direttamente con l’intestino o con la vescica del ricevente.

Nei casi in cui il trapianto di pancreas è associato anche a un trapianto di rene, la procedura può estendersi fino a sei ore.

Medico spiega il trapianto di pancreas con un modello di plastica.
Il pancreas è un organo con funzioni digestive ed endocrine. È il principale organo coinvolto nel diabete.

Quando si esegue il trapianto di pancreas?

Il pancreas è l’organo responsabile della produzione di insulina, un ormone anabolico in grado di abbassare i livelli di zucchero nel sangue. I pazienti diabetici sono caratterizzati da uno squilibrio nella produzione di insulina o da una sua assenza.

Il trapianto di pancreas consente di recuperare la capacità fisiologica di produrre insulina, riducendo le alterazioni e le complicanze associate al diabete. Tuttavia questa procedura non è considerata lo standard terapeutico.

È di solito rivolto ai pazienti con diabete mellito di tipo 1, a causa della necessità di somministrazione esterna e continua dell’ormone. Tuttavia, è stato evidenziato che anche alcuni pazienti con diabete mellito di tipo 2 possono beneficiare di questo intervento.

L’associazione tra diabete e disturbi renali è ciò che ha motivato lo sviluppo della tecnica chirurgica. Questo fatto spiega perché la maggior parte delle procedure vengano eseguite in contemporanea o prima di un trapianto di rene.

Rischi associati all’intervento

Il trapianto di pancreas è una procedura chirurgica invasiva, quindi non è priva di complicanze, così come avviene negli altri trapianti. I rischi generali dell’intervento comprendono reazioni avverse al farmaco e disturbi respiratori associati all’anestesia.

Esistono, invece, complicazioni tipiche del trapianto di pancreas, tra cui spiccano la formazione di trombi, fistole, infiammazione del pancreas, infezioni e rigetto dell’organo.

1. Trombosi

La trombosi rappresenta uno dei rischi più comuni del trapianto di pancreas; si manifesta nei primi giorni dopo l’intervento. I trombi di solito si formano nel sistema venoso a seguito di lesioni vascolari o alterazioni emodinamiche.

Questa complicanza è responsabile della perdita precoce dell’organo donato nel 5 – 6% dei casi. Per prevenire questo rischio, dopo l’intervento, lo specialista prescrive di solito eparina e antiaggreganti piastrinici.

2. Fistole

Sono comunicazioni patologiche che si possono verificare sulla linea di giunzione con l’organo donatore. In fase precoce sono il risultato di errore tecnici o di ridotto flusso sanguigno nel tessuto, mentre lo stadio tardivo è associato a infezioni virali o rigetto dell’organo.

Attualmente la loro incidenza è diminuita grazie al miglioramento delle tecniche mediche. Le fistole richiedono in genere un intervento chirurgico e trattamento medico specifico.

3. Pancreatite

L’infiammazione del pancreas è una complicazione postoperatoria immediata. È una conseguenza del tipo di conservazione prima dell’intervento e della manipolazione dell’organo. Nella maggior parte dei casi, la pancreatite è autolimitante e non pregiudica il funzionamento dell’organo.

4. Infezioni

L’immunosoppressione e lo stesso diabete aumentano il rischio di infezioni. È dunque essenziale una terapia antibiotica e il monitoraggio continuo.

5. Rigetto acuto

Il rigetto del pancreas donato è un evento che avviene nel 20% dei casi di trapianto. In questa situazione, è essenziale un intervento tempestivo per ottenere la migliore prognosi nel paziente.

Preparazione al trapianto di pancreas

Il trapianto di pancreas richiede preparazione fisica e psicologica, dal momento che sarà condizionato da alcune variabili prima, durante e dopo l’operazione.

Prima dell’intervento

Una volta individuata la necessità di trapianto del pancreas, lo specialista fornisce al paziente indicazioni sulle strutture specializzate. Il paziente è libero di scegliere la struttura di preferenza.

Il team medico inizierà un periodo di valutazione globale del paziente che di solito dura da uno a due mesi. Verranno inoltre effettuate una serie di analisi per attestare lo stato di salute del ricevente. Tra gli esami ricordiamo:

  • Analisi del sangue.
  • Test HIV.
  • Radiografia del torace.
  • Prove della funzionalità renale.
  • Elettrocardiogramma ed ecocardiogramma.
  • Valutazione psicologica.

Una volta stabilita l’idoneità, la struttura mette il paziente in lista di attesa, in base allo stato di salute e alle necessità del paziente. Il periodo di attesa per un trapianto di pancreas può andare da pochi mesi ad alcuni anni.

In attesa dell’intervento, è importante mantenersi in buona salute. Per questo è bene attenersi alle seguenti raccomandazioni:

  • Recarsi a tutte le visite mediche e seguire le indicazioni dello specialista.
  • Mantenere un peso sano, con una dieta bilanciata e con esercizio fisico lieve o moderato.
  • Evitare il consumo di alcol e di tabacco.
  • Realizzare attività rilassanti che favoriscano il benessere psicologico.
  • Preparare il necessario per il trasferimento in ospedale.

Durante l’intervento

Il trapianto di pancreas viene eseguito in anestesia totale che può essere somministrata per via inalatoria o endovenosa.

L’intervento viene realizzato attraverso un’incisione nell’addome, che servirà per impiantare l’organo del donatore ed eseguire la sua corretta connessione con gli altri organi del ricevente.

Il team medico terrà sotto stretto controllo tutti i segni vitali del paziente. Il procedimento dura di solito 3 ore ma può prolungarsi in caso di trapianto simultaneo.

Dopo l’intervento

Una volta terminato l’intervento, il paziente resterà in terapia intensiva per un paio di giorni per monitorare eventuali complicazioni; verrà quindi trasferito nel reparto di rianimazione per una settimana.

Al momento delle dimissioni, l’equipe medica può chiedere al paziente di restare vicino al centro per due o tre mesi. È essenziale un rigoroso monitoraggio e sorveglianza medica.

Lo specialista prescriverà diversi farmaci che devono essere assunti per evitare complicazioni. I farmaci immunosoppressori favoriscono l’accettazione del nuovo organo da parte del corpo e prevengono il rigetto acuto. Tuttavia è anche importante assumere antibiotici per prevenire lo sviluppo di infezioni.

Dopo il trapianto di pancreas la terapia antibiotica.
La terapia post intervento include immunosoppressori e antibiotici.

Consigli dietetici dopo il trapianto di pancreas

Una volta casa, è fondamentale seguire una dieta sana che favorisca il recupero del pancreas e il mantenimento della sua funzionalità. Allo stesso tempo, la dieta combinata con l’esercizio fisico permette il controllo del peso.

Sarà essenziale la valutazione da parte di un nutrizionista. In generale, i principali consigli per una dieta sana dopo il trapianto di pancreas sono i seguenti:

  • Dieta ricca di proteine animali come pesce, pollame e carne magra.
  • Alta percentuale di frutta e verdura, almeno 5 porzioni al giorno.
  • Alimenti ricchi di fibre.
  • Latticini a basso contenuto di grassi.
  • Riduzione del consumo di sale e grassi saturi.
  • Riduzione del consumo di caffeina e alcol.
  • Bere molta acqua e liquidi.
  • Evitare la frutta e i succhi acidi come il pompelmo e l’arancia.

I farmaci sono i migliori alleati dopo il trapianto di pancreas

Con un trapianto di pancreas riuscito, il paziente non avrà più bisogno di assumere insulina per il resto della vita. Inoltre sarà ridotta l’incidenza di malattie associate a livelli elevati di zucchero nel sangue.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il corpo rischia costantemente il rigetto del nuovo organo. Pertanto sarà necessaria una terapia immunosoppressiva prolungata, che potrebbe essere mantenuta per il resto della vita. Inoltre, un costante controllo medico offre gli strumenti per una vita sana e priva di complicazioni.

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