Trattamenti per il dolore alla pianta del piede

31 agosto 2014
L'eccessiva pressione nei piedi, che causa la fascite plantare, può essere dovuta a diverse cause, dal sovrappeso all'uso di scarpe poco adatte.

Il dolore alla pianta del piede, o fascite plantare, interessa più precisamente nella parte bassa del tallone, anche se può irradiarsi per tutto il piede o iniziare in un altro punto. Questo problema è provocato da un eccesso di pressione sui piedi, che causa una rottura dei legamenti e genera un dolore intenso e una sensazione di rigidità nella zona del tallone.

Cause della fascite plantare

La fascite plantare viene generata principalmente da:

  • L’eccesso di peso
  • La gravidanza
  • Giornate lavorative troppo pesanti
  • L’utilizzo di calzature non adeguate
  • La presenza di piedi piatti o troppo arcuati.

Sintomi della fascite plantare

I sintomi prodotti dalla fascite plantare generalmente sono:

  • dolore
  • bruciore nella parte bassa del tallone (o esteso a tutto il piede)
  • rigidità

In generale, questo problema si presenta solo in un piede, anche se potrebbe colpire entrambi i piedi allo stesso tempo.

Questo problema è molto più frequente di mattina, quando si fanno i primi passi dopo aver riposato durante tutta la notte oppure dopo aver passato molto tempo seduti o sdraiati; può presentarsi anche dopo aver realizzato una lunga giornata di esercizi o attività in cui si è stati costretti a restare in piedi per molto tempo.

Trattamenti per il dolore alla pianta dei piedi

Il trattamento indicato per il dolore alla pianta del piede consiste fondamentalmente nel ridurre al minimo l’infiammazione.

Rimedi fai-da-te

caminare scalzi

La prima cosa che bisogna fare è stare scalzi il più a lungo possibile. È bene, inoltre, applicare del ghiaccio almeno quattro volte al giorno, lasciandolo per venti minuti ogni volta. Questo aiuta a ridurre l’infiammazione della zona colpita.

Dentro la scarpa è bene inserire un plantare o un supporto su cui appoggiare l’arco del piede, in modo da ridurre il dolore.

Dedicate almeno venti minuti al giorno a praticare degli esercizi di allungamento.

Prendete qualche medicina antinfiammatoria, come l’ibuprofene: vi sarà di grande aiuto, ma non abusatene.

Trattamento medico

Se gli antinfiammatori non danno il risultato desiderato, potete ricorrere ad un trattamento molto più forte ed efficace, come l’iniezione di corticosteroidi. Questi vengono iniettati direttamente nella zona lesionata del legamento, nella pelle del tallone o nell’arco del piede; dopo di che si applica una piccola scossa elettrica che non causa nessun dolore, in modo che lo steroide penetri nella pelle e nel muscolo.

Lo specialista, inoltre, può optare per una terapia fisica, eseguendo degli allungamenti della fascia plantare e del tendine d’Achille. Sono molto raccomandati anche gli esercizi per rinforzare i muscoli inferiori della gamba.

In alcuni casi è necessario l’utilizzo di ferule notturne, che aiutano a stirare il polpaccio e l’arco del piede: queste allungano la fascia plantare e il tendine d’Achille e permettono che il piede si mantenga flesso. Il risultato è una riduzione del dolore e della rigidità di mattina.

All’interno delle scarpe si possono utilizzare degli apparecchi ortopedici che aiutano a distribuire la pressione, in modo da prevenire ed evitare ulteriori danni nella fascia plantare.

Ricordate

È molto importante prestare attenzione ad ogni sintomo che presentate. Se dopo aver iniziato uno dei trattamenti fai-da-te che vi abbiamo raccomandato non notate nessun miglioramento, la cosa migliore è recarvi immediatamente dal vostro medico e seguire il trattamento che vi indicherà.

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