Vasopressina: che cos’è e come agisce

28 Ottobre 2019
Anche se la funzione principale della vasopressina è quella di regolare l'attività dei reni, la sua influenza si estende anche all'apparato cardiovascolare e al sistema nervoso centrale.

La vasopressina, nota anche come ormone antidiuretico o ADH, viene secreta dai neuroni magnocellulari dell’ipotalamo, dai quali passa alla neuroipofisi e, infine, al sangue. La sua azione consiste nel contribuire a regolare la quantità di acqua all’interno dell’organismo attraverso il controllo di quella prodotta dai reni.

Si tratta di un oligopeptide formato dall’unione di 9 aminoacidi. Gli aminoacidi che compongono questo ormone sono cisteina, tirosina, glutammina, prolina, un gruppo amminico, fenilalanina, arginina, asparagina e un gruppo carbossilico.

Funzione della vasopressina

Reni e produzione di acqua

Anche se la sua funzione principale è quella di regolare l’attività dei reni, la vasopressina esercita una certa influenza anche sull’apparato cardiovascolare e sul sistema nervoso centrale.

Questo ormone viene secreto come risposta all’ipertonicità dei fluidi corporei. Di conseguenza, i reni riassorbono l’acqua e la restituiscono al sangue attraverso i tubuli del nefrone, normalizzando la tonicità dei fluidi corporei.

Come conseguenza del riassorbimento renale dell’acqua, la concentrazione dell’urina aumenta e il suo volume ne risulta diminuito. Quando la vasopressina viene liberata in alte concentrazioni, può far salire la pressione del sangue, perché induce una moderata vasocostrizione.

Quali effetti produce?

Effetti sui reni

Agisce sui reni per migliorare una serie di processi che concentrano l’urina. Promuovendo la concentrazione di urina, la vasopressina provoca il riassorbimento netto di acqua libera da parte del fluido extracellulare.

La vasopressina agisce sul rene dando luogo a tre effetti principali:

  • Aumenta la permeabilità all’acqua dei tubuli collettori iniziali e corticali. Inoltre, incrementa quella del dotto midollare esterno e interno del rene. In questo modo, si verificano un riassorbimento di acqua e l’espulsione dell’urina maggiormente concentrata.
  • Incrementa la permeabilità della porzione midollare interna del dotto collettore verso l’urea.
  • Aumento dell’assorbimento di sodio attraverso l’ansa ascendente di Henle.

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Effetti sul sistema nervoso centrale

L’ormone antidiuretico rilasciato dai neuroni ipotalamici è coinvolto nella regolazione della pressione arteriosa e della temperatura. Esistono prove che indicano che questo ormone può produrre effetti analgesici, che dipendono dal sesso e dallo stress.

Effetti vascolari

La vasopressina è un potente vasocostrittore, in grado di aumentare profondamente la resistenza vascolare sistemica, aspetto che giustifica il nome originale dell’ormone: vasopressina, appunto.

Come viene regolata la ADH?

Osmolarità dei fluidi extracellulari

Generalmente, il rilascio di vasopressina viene controllato mediante l’osmolarità dei fluidi extracellulari. La diminuzione dell’osmolarità riduce la secrezione di ADH, mentre il suo aumento porta alla crescita della secrezione di ADH.

I recettori presenti nel cuore e nei grandi vasi sanguigni identificano la pressione arteriosa bassa o una riduzione del volume del sangue, che si verifica in presenza di un’emorragia o quando è in corso un processo di disidratazione. In queste circostanze, stimolano il rilascio di vasopressina.

La secrezione di ormone antidiuretico si verifica anche se la concentrazione di sali nel flusso sanguigno aumenta. Se questa concentrazione raggiunge livelli anormalmente bassi, ci troviamo di fronte a un caso di iponatriemia.

L’ormone antidiuretico viene rilasciato anche a causa della sete, della nausea, del vomito e del dolore. In questo modo, agisce per mantenere il volume di liquido presente nel sangue durante momenti di stress o quando si verificano lesioni.

Che cosa accade se è presente un eccesso di ormone antidiuretico?

Gli alti livelli di ormone antidiuretico fanno sì che i reni trattengano acqua all’interno del corpo. Esiste una malattia chiamata sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico.

Nei pazienti che soffrono di questa sindrome, si verifica un’eccessiva produzione di vasopressina in casi nei quali non è necessario. Questo fenomeno provoca una ritenzione spropositata di acqua che diluisce il sangue, dando luogo a una concentrazione di sale molto bassa.

Gli alti livelli di ormone antidiuretico possono essere provocati dagli effetti collaterali dei farmaci e da malattie dei polmoni, della parete toracica, dell’ipotalamo o dell’ipofisi.

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E se possiedo poco ormone antidiuretico?

Malattie dei reni

Livelli bassi di ormone antidiuretico faranno sì che i reni espellano acqua in eccesso, dunque il volume dell’urina è destinato ad aumentare, con conseguenti disidratazione e diminuzione della pressione arteriosa. I bassi livelli di ormone antidiuretico possono indicare la presenza di un danno all’ipotalamo o alla ghiandola pituitaria, oppure di polidipsia primaria.

Conclusione

Nella pratica quotidiana della medicina intensiva, la vasopressina si sta configurando come un’ottima alternativa terapeutica, da sola o in combinazione con altri vasocostrittori.

  • Teres, J. (1983). VASOPRESINA. Gastroenterologia y Hepatologia.

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  • González Chon, O., & García López, S. M. del C. (2002). Vasopresina: Usos en la práctica cardiovascular. Archivos de Cardiologia de Mexico.