Versamento pericardico: diagnosi e trattamento

9 Agosto 2019
Il mezzo principale attraverso il quale diagnosticare un versamento pericardico è l'elettrocardiogramma. In questo articolo vi diciamo tutte le informazioni relative a questa malattia.

Il versamento pericardico è un problema relativamente frequente nella pratica medica. A volte è associato a una patologia già nota, mentre in altri casi richiede una valutazione e un monitoraggio specifici per stabilirne la causa.

In alcune occasioni è impossibile stabilire la causa del versamento pericardico. Questa condizione può mantenersi invariata per anni, per poi diventare cronica senza provocare alcun problema emodinamico.

Inizialmente il trattamento si concentra sulla risoluzione del problema che dà origine al versamento pericardico e sulla gestione dei suoi sintomi. Tuttavia, quando la causa non è nota, il trattamento clinico adottato corrisponde a quello di una pericardite.

Che cos’è il versamento pericardico

Elettrocardiogramma per rilevare il versamento pericardico
Questa patologia consiste nell’accumulo di liquido tra le membrane del cuore, con conseguente compromissione della salute di questo organo.

Il versamento pericardico viene definito come un accumulo anomalo di liquido nella cavità pericardica. Ricordiamo che il pericardio è formato da due strati: uno viscerale (interno) e uno parietale (esterno).

Lo spazio che si trova tra questi due strati è la cavità pericardica o sacco pericardico. In condizioni normali, contiene fino a 50 ml di liquido sieroso. In presenza di un processo infiammatorio o infettivo, aumenta la produzione di liquido e si verifica il versamento pericardico.

Allo stesso modo, può presentarsi anche a causa della diminuzione di riassorbimento del liquido. Questo fenomeno è dovuto all’incremento della pressione venosa sistemica. A sua volta, l’aumento della pressione si verifica, generalmente, a causa di insufficienza cardiaca congestizia o di ipertensione polmonare.

Diagnosi

La presentazione clinica del versamento pericardico dipende dalla velocità alla quale si accumula il liquido. I sintomi tipici sono costituiti da difficoltà respiratorie e dolore al petto. Abituali sono anche nausea, disfagia, raucedine e singhiozzo.

Quando si sospetta la presenza di un versamento pericardico, generalmente vengono realizzati uno o più dei seguenti esami:

  • Ecocardiogramma. Consente di rilevare l’entità del versamento e lo stato della funzione cardiaca. L’ecocardiogramma transesofageo offre immagini più dettagliate di quelle dell’ecocardiogramma transtoracico ed è quindi più affidabile.
  • Elettrocardiogramma. Questo esame permette di individuare tracce di un possibile tamponamento.
  • Radiografia toracica.Offre un indicatore per stabilire in maniera globale l’entità del versamento pericardico.

Anche se l’esame diagnostico più usato è l’ecocardiogramma, la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica (RM) offrono un campo di visione più ampio. Tuttavia, a causa di costi e disponibilità, si ricorre a queste procedure solo in un numero molto limitato di occasioni.

In ogni caso, la valutazione ecocardiografica permette di determinare cinque variabili fondamentali: dimensioni, tempo di evoluzione, distribuzione, composizione ed effetti emodinamici. La sfida clinica seguente consiste nello stabilire la causa del versamento pericardico, per poter così procedere a definire la linea di trattamento.

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Trattamento per il versamento pericardico

Mano con antinfiammatori
In questi casi, il trattamento farmacologico abituale consiste nella somministrazione di antinfiammatori non steroidei.

Il trattamento del versamento pericardico dipende direttamente dalla quantità di liquido accumulato, dalla presenza o meno di tamponamento cardiaco e dalla causa dalla quale ha origine questa anomalia. In generale, il problema si risolve trattando la causa.

Il primo passo da compiere nella gestione di un versamento pericardico consiste nel valutarne le dimensioni, definirne l’importanza emodinamica e identificare le malattie eventualmente associate. In circa il 60% dei casi, è presente una patologia sottostante.

Se non è presente un tamponamento né un rischio considerevole che possa verificarsi, di solito si prescrivono riposo a letto e un trattamento a base di antinfiammatori. Vengono impiegati anche colchicina e corticosteroidi.

In presenza di tamponamento o di un rischio elevato che il versamento possa proseguire, il trattamento indicato consiste nell’effettuare una pericardiocentesi. Quando non è possibile realizzarla, oppure quando questa non dà risultati, si esegue un drenaggio chirurgico aperto. Quest’ultimo deve comprendere una biopsia e la realizzazione di una finestra pericardica.

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Monitoraggio e prognosi

In genere, il versamento pericardico idiopatico e la pericardite possono contare su una prognosi favorevole. Il rischio di complicazioni è molto basso. I casi di versamento idiopatico cronico presentano una probabilità compresa tra il 30% e il 35% di evolvere in tamponamento cardiaco.

Negli altri tipi di versamento, la prognosi dipende soprattutto dalla causa che li provoca e dall’entità del versamento. Quelli superiori a 10 mm peggiorano ed evolvono a tamponamento fino a un terzo del totale dei casi.

Nei versamenti idiopatici moderati, si raccomanda di eseguire un monitoraggio che preveda un ecocardiogramma ogni sei mesi. Nei casi gravi, andrebbero eseguiti ogni tre mesi. In presenza dei versamenti non idiopatici, invece, il monitoraggio dipenderà dalla patologia che scatena questa anomalia.

  • CLAVERÍA, C., VERGARA, L., NEGRÓN, S., & ZELADA, P. (2009). Derrame pericárdico, enfrentamiento clínico. Revista chilena de pediatría, 80(3), 267-273.