Violenza sessuale e prevenzione gravidanza

· 30 Gennaio 2019
La tutela delle vittime di violenza sessuale è necessaria e obbligatoria da parte dello stato

La consulenza, le prestazioni mediche e le informazioni circa le possibili malattie a trasmissione sessuale o gravidanze non desiderate fa parte della tutela delle vittime di violenza sessuale.

La violenza sessuale ha conseguenze devastanti. La più grave: una gravidanza non desiderata.

La violenza sessuale

Per violenza sessuale si intende qualsiasi azione o comportamento di natura sessuale attuato senza il consenso dell’altra persona. Nella maggior parte dei casi, la vittima è donna e l’aggressore uomo.

Questa forma di violenza contro le donne lascia gravi segni, a breve e a lungo termine. La vittima manifesta traumi di natura fisica, psicologica e anche sociale, dal momento che sono necessari diversi interventi per superare l’accaduto.

Ugualmente, all’interno della violenza sessuale vengono inquadrati tre forme di violenza:

Aggressione sessuale

Denuncia

L’aggressione sessuale è qualsiasi forma di aggressione fisica di natura sessuale attuata senza consenso. Lede la libertà sessuale dell’altra persona tramite l’uso della violenza.

Lo stupro è la forma più grave di aggressione sessuale. Consiste nell’introduzione del pene o di altri oggetti per via orale, anale o vaginale, forzatamente e senza consenso.

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Abuso sessuale

Con l’abuso sessuale si lede la libertà sessuale di un’altra persona, ma in questo caso non si usa violenza o intimidazione. Si impiega l’inganno o la coercizione per abusare così della vittima.

È il caso di abusi contro persone incapaci di dare un consenso valido a causa dello stato di coscienza (droga, incoscienza), di incapacità psichica o età, per esempio un minore.

Mobbing

Con questa forma di violenza sessuale, si sfrutta una situazione di potere o superiorità per coercere o minacciare la vittima.

Da questa posizione superiore, l’aggressore pretende dalla vittima favori di natura sessuale. Include casi di cybermobbing nei quali si manipola e minaccia la vittima per ottenere favori sessuali.

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La visita medica dopo una violenza sessuale

Visita ginecologica

È estremamente importante effettuare una visita medica dopo aver subito una violenza sessuale. In tal modo, si potranno trattare quanto prima i sintomi fisici e psicologici della vittima.

Gli accertamenti medici valuteranno lo stato emotivo del soggetto, così come le condizioni fisiche generali, incluso un esame ginecologico.

Si effettueranno analisi tossicologiche complementari e accertamenti per individuare malattie a trasmissione sessuale e possibili gravidanze.

La diagnosi precoce di possibili MTS e, nei casi più gravi, di gravidanze non desiderate, aiuteranno la prevenzione quando ancora possibile.

Profilassi di MTS

Si tratteranno in maniera preventiva le possibili malattie a trasmissione sessuale. Potranno essere somministrati in maniera preventiva certi farmaci per il trattamento di malattie come la gonorrea, la sifilide o la clamidia.

Si valuterà una possibile infezione da virus HIV o da epatite B. Si effettueranno accertamenti o visite mediche per escludere o individuare prima possibile la malattia. Nei casi di epatite B, si somministrerà un vaccino contro il virus, in caso di vaccinazione previa assente.

Prevenzione di una gravidanza

Per prevenire una possibile gravidanza, se la violenza è avvenuta nelle 72 ore precedenti, alla vittima verrà somministrata la pillola del giorno dopo. Questa ha una grande percentuale di riuscita se assunta in un certo margine di tempo.

Tuttavia, se trascorrono tra le 72 ore e i 5 giorni dalla violenza, la pillola del giorno dopo non è più efficace. In questi casi, si può procedere all’impianto di uno IUD come “anticoncezionale di emergenza”.

Dopo 15 giorni, verrà ripetuto il test di gravidanza. Nei casi più gravi, nei quali non è stato possibile evitare la gravidanza, la donna potrà richiedere l’interruzione della stessa prima delle 14 settimane di gestazione, appellandosi alla Legge sull’aborto.

Infine, le vittime di violenza sessuale dovranno essere monitorate per valutarne la salute mentale. Sarà così possibile trattare lo stress postraumatico o altri disturbi psichici e offrire supporto psicologico per aiutarle a superare l’accaduto.

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