5 cose che ancora non sai sulla mia depressione

· 10 novembre 2016
La persona affetta da depressione non desidera essere sempre triste e assorta nei suoi pensieri. Di fatto, è colei che ha più voglia di uscire da questo carcere personale

La depressione è una delle malattie mentali più comuni nella nostra società. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), interessa quasi 350 milioni di persone e nei prossimi anni la cifra potrebbe aumentare.

Non possiamo dimenticare che questo disturbo colpisce anche i bambini e buona parte della popolazione giovane.

Ogni anno la depressione sfocia in un gran numero di suicidi, ma i dati non sempre vengono citati dai mezzi di comunicazione.

Parliamo, senza dubbio, di uno di quei disturbi detti “invisibili”. Come nel caso della fibromialgia, del lupus e del disturbo bipolare.

Sono sofferenze non visibili a prima vista, che non lasciano ferite e verso le quali, di solito, la popolazione non è per nulla empatica.

Non è facile nemmeno per i professionisti della salute diagnosticare o trattare queste malattie. I consulti di assistenza primaria non hanno quasi tempo e vi sono occasioni in cui non si riceve la diagnosi corretta.

I trattamenti farmacologici utilizzati, inoltre, non sono sempre così efficaci. È necessario anche un punto di vista psicoterapeutico e supporto da parte della società e delle istituzioni, in modo da essere più rispettosi nei confronti di questa realtà.

Forse per questo, in molti casi le persone depresse si sentono sole. Oggi nel nostro spazio vogliamo parlare di alcuni dati che tutti dovremmo conoscere riguardo questa malattia.

1. La depressione non si cura da un giorno all’altro

Donna triste che guarda in basso

Il tempo di guarigione da una depressione dipende dalla sua gravità. L’aspetto più complesso è che gli altri, spesso, fanno pressioni alla persona con frasi poco adeguate come “Sii più positivo” o “Non è niente, devi prendere le cose in un altro modo”.

  • Si richiede una ristrutturazione interna molto delicata. Oltre ai farmaci, la persona deve realizzare un viaggio interno molto complesso, per imparare ad analizzare in un altro modo i suoi pensieri, le sue emozioni
  • Dopo tre mesi e dopo il trattamento farmacologico, la persona può notare qualche miglioramento. Tuttavia, a volte possono restare alcuni sintomi come stanchezza, insonnia o astenia. Dimensioni che, in un dato momento, potrebbero riattivare la malattia.

Sono necessari tempo, aiuto, pazienza e molto coraggio.

2. La depressione si manifesta molte volte con ansia

A volte le persone devono aspettare molto tempo prima di ricevere la diagnosi, perché il problema viene confuso con altri.

Vi consigliamo di leggere anche “Malumore e apatia cronica: la depressione nascosta”

“Sei solo stressato, devi affrontare le cose con più calma” o “Ti do qualcosa per l’ansia”…

Si tratta di un’impostazione errata, perché la depressione presenta numerosi aspetti, molti comportamenti che non sempre sono visibili a prima vista.

  • Il 65% dei pazienti affetti da depressione è solito provare una forte ansia. 
  • Molti di loro presentano malumore, apatia, rabbia perenne e non riescono a divertirsi.

È necessario rivolgersi ad un bravo professionista che ci offra una diagnosi consona.

3. La mia depressione non dipende dalla tristezza

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È comune associare uno stato depressivo alla tristezza. Tuttavia, la maggior parte delle volte è come una “palla gigantesca” nella quale si integrano molti aspetti.

  • La debolezza, la delusione, la frustrazione, la rabbia, le preoccupazioni, la paura… sono molteplici pennellate che rinchiudono, poco a poco, la persona nel suo carcere personale.
  • Non possiamo nemmeno dimenticare che la componente genetica ha un peso importante.
  • Allo stesso modo, processi come la depressione stagionale, relazionata con l’assenza di luce solare e con la sensazione di solitudine, rappresenta un’altra realtà che è bene saper riconoscere.

Riassumendo, la depressione ha molteplici origini, da quelle situazionali ed emotive a quelle biochimiche.

4. Nessuno sceglie questa malattia

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La depressione non è sinonimo di debolezza, di assenza di coraggio o di una carattere carente di strategie personali. Tutti noi, infatti, in qualche momento della nostra vita possiamo soffrire di un disturbo mentale.

Nessuno è immune alla sofferenza o persino ad un’alterazione dei propri neurotrasmettitori. Non possiamo dimenticare che la depressione è, in molti casi, un “naufragio chimico” del cervello, del quale non sempre abbiamo totale controllo.

5. La depressione distorce i miei pensieri, devi capirlo

Questa malattia si appropria della persona in tutti i sensi. Le toglie energia, motivazione e persino autonomia.

Smettiamo di preoccuparci della nostra igiene, se dobbiamo mangiare o meno. Probabilmente ci metterà in bocca parole che non desideriamo pronunciare.

  • Il malumore, la suscettibilità, il negarsi di uscire di casa, di fare progetti, di trascorrere momenti piacevoli in compagnia delineano una situazione molto complessa per numerose famiglie.
  • È necessario che gli altri lo capiscano, che siano sensibili riguardo al fatto che è la malattia stessa a parlare e che siano pazienti, più gentili e affettuosi.

Prima o poi questo tunnel buio si supera. Il coraggio interiore, il sostegno della famiglia e bravi specialisti sono, senza dubbio, i migliori pilastri per riuscirci.

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