6 tipi di pesce che è meglio non consumare

Alcuni pesci sono molto grassi e questo fa sì che vi si concentrino alti livelli di mercurio e che siano, quindi, pericolosi per la nostra salute

Una delle carni più sane e gustose è quella del pesce, un alimento che dovrebbe far parte della nostra dieta regolare. Viene consigliato da medici e nutrizionisti, tuttavia al momento dell’acquisto ci sono alcuni fattori da considerare e invece sottovalutati, soprattutto per alcuni tipi di pesce. Uno di questi è la presenza del mercurio.

Il mercurio e il pesce

Bancarella del pesce

È da tempo, ormai, che diversi studi hanno confermato la presenza di metalli pesanti nel pesce, tra cui spicca il metilmercurio (composto organico derivato dal mercurio). È un elemento molto pericoloso per la nostra salute, naturalmente se ingerito in alte quantità.

La potenziale tossicità però non si ferma solo al mercurio: nel grasso del pesce, infatti, si depositano altri agenti nocivi. Si tratta di elementi inquinanti, che i pesci assumono dall’ambiente.

Derivati della plastica o sostanze chimiche varie sono responsabili della contaminazione dei pesci che finiscono sulle nostre tavole come alimento “sano”.

Occorre tenere presente che un elemento come il mercurio non può essere smaltito; si accumula fino a raggiungere concentrazioni pericolose.

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Pesci che è meglio evitare

Prendendo in considerazione il grado di inquinamento dei pesci, è bene conoscere in quali specie si concentra maggiormente il mercurio.

Tonno rosso

cuoco taglia tonno rosso

Uno dei pesci più facilmente reperibili sul banco del pesce è il tonno, di cui esistono diverse specie. In questo caso è meglio evitare di mangiare troppo spesso il tonno rosso.

Questo consiglio riguarda soprattutto i bambini e le donne in gravidanza. Il tonno rosso andrebbe consumato al massimo una volta alla settimana. 

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Pangasio

Tra le varietà di pesce meno sane, troviamo il pangasio. Proviene dal Vietnam ed è apprezzato soprattutto perché è facile da mangiare, avendo una carne priva di spine. È simile alla sogliola ma costa meno.

Per prima cosa, il suo valore nutrizionale è poco convincente, a cominciare dalla scarsa quantità di acidi grassi omega 3.

Inoltre, il pangasio è risultato inquinato dal trifluralin, un diserbante pericoloso per la nostra salute.

Palombo

Palombo

È uno dei più comuni sulle nostre tavole, cucinato anche come variante più economica del pesce spada; tuttavia, le sue grandi dimensioni rappresentano uno svantaggio.

La grande quantità di grasso, infatti, favorisce l’accumulo di cadmio e di mercurio, entrambi tossici. È bene, pertanto, limitarne il consumo.

Sgombro

Anche lo sgombro viene consumato regolarmente ed è spesso presente nei menù dei ristoranti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ha dichiarato però un alimento a rischio.

Si tratta, infatti, di uno dei pesci a tasso più elevato di mercurio: meglio evitarlo o, per lo meno, meglio non mangiarlo regolarmente.

Tilapia

Filetti di tilapia

Se i pesci menzionati finora sono comuni, che dire della tilapia? È senza dubbio uno dei più commercializzati e consumati.

Si tratta, purtroppo, di uno dei pesci più pericolosi per il nostro organismo. Oltretutto la tilapia, che si può paragonare alla pancetta in quanto a contenuto di grasso, favorirebbe la comparsa del colesterolo LDL o cattivo.

Meglio, quindi, mangiarla con moderazione specialmente se soffrite di artrite, asma o malattie cardiache.

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Pesce spada

Il pesce spada si ciba di pesci più piccoli e raggiunge notevoli dimensioni. Questo lo rende un enorme deposito di grasso e quindi di mercurio. Anche in questo caso sarebbe bene limitarne o evitarne il consumo.

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