Abbassare il colesterolo con la dieta

17 Agosto 2019
Mangiare sano è fondamentale per tenere sotto controllo il colesterolo. Conoscete già le regole per un'alimentazione corretta? Scopritele in questo articolo.

Il colesterolo è una sostanza presente nelle cellule del nostro organismo ed è indispensabile in molti processi fisiologici. Tuttavia, il suo eccesso è dannoso. Per tale ragione è fondamentale adottare un’alimentazione corretta, in grado di abbassare il colesterolo.

L’ipercolesterolemia raddoppia il rischio di infarto e ictus. Al riguardo, la strategia adottata di solito è quella di ridurre il consumo di cibi ricchi di colesterolo. Tuttavia, considerato che il 90% del colesterolo nel sangue non proviene dal cibo, bensì dall’organismo stesso, ciò si traduce in un’azione inutile e talvolta controproducente.

La Società Italiana di Cardiologia afferma che «la gran parte dei pazienti con ipercolesterolemia cardiovascolare ad alto rischio non tiene sotto controllo i propri valori». E allora, cosa si dovrebbe mangiare per abbassare il colesterolo? Il segreto è agire sulla sintesi endogena.

Cosa mangiare per abbassare il colesterolo

Non eliminare il colesterolo dalla dieta

Sì, avete letto bene. Si tratta di fare esattamente l’opposto di quello che pensate. Il nostro organismo regola il colesterolo attraverso meccanismi di feedback negativo, ovvero più colesterolo c’è, meno ne produce. La produzione endogena può essere frenata solo aumentando il colesterolo introdotto con l’alimentazione.

Quando i livelli di questo grasso sono bassi, vengono attivati diversi processi volti ad aumentarne la produzione. Tuttavia, dovreste fare attenzione alla scelta dei cibi ricchi di colesterolo, poiché alcuni di essi sono dannosi per altre ragioni. In tal senso, l’uovo rappresenta la scelta ottimale.

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Consumare alimenti ricchi di omega 3 e omega 9

Cibi ricchi di Omega 3
Il consumo di alimenti ricchi di omega 3 può aiutare ad abbassare gli alti livelli di colesterolo.

Gli omega 3 e gli omega 9 inibiscono la produzione di colesterolo. Gli omega 3, inoltre, riducono la sintesi delle proteine ​​che lo trasportano nelle arterie e contribuiscono a eliminare le placche di colesterolo già presenti. Gli omega 9 possono essere ottenuti facilmente attraverso alimenti quali l’olio d’oliva.

Tuttavia, gli omega 3 si ossidano facilmente con il calore, pertanto è difficile ottenerli attraverso la sola alimentazione. L’unico modo per garantirne un corretto apporto passa per l’assunzione di integratori. Ricordatevi di scegliere quelli ad alto assorbimento e con una bassa presenza di agenti contaminanti.

Ridurre il consumo di carboidrati ad alto indice glicemico

L’insulina è in grado di attivare i meccanismi necessari ad aumentare la sintesi del colesterolo. È fondamentale evitare il consumo di alimenti che ne aumentino la produzione. Questi sono, principalmente, i cosiddetti carboidrati ad alto indice glicemico (IG).

Consumare alimenti che aumentano le lipoproteine ​​HDL

Avocado per abbassare il colesterolo
Il consumo di alimenti in grado di aumentare le lipoproteine ​​HDL contrasta l’accumulo del colesterolo nelle arterie.

La sigla HDL sta per “lipoproteine ad alta densità”. Non si riferisce a un tipo di colesterolo (di colesterolo ne esiste solo uno), ma al vettore dello stesso. Negli esami del sangue compare come “colesterolo HDL” ed è comunemente noto come “colesterolo buono”.

La sua funzione è fondamentale per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue, in quanto è responsabile del suo trasporto in regioni dell’organismo in grado di utilizzarlo o eliminarlo. Aumentare il consumo di alimenti in grado di incrementare i livelli di HDL costituisce  pertanto un’abitudine indispensabile.

Aumentare il consumo di probiotici per abbassare il colesterolo

Il Lactobacillus Reuteri si è dimostrato efficace nel trattamento dell’ipercolesterolemia, in quanto favorisce l’eliminazione dei sali biliari attraverso l’intestino. In questi casi, l’organismo aumenta l’uso del colesterolo nella formazione di nuovi sali, riducendone pertanto i livelli nel sangue.

Per essere efficaci, i probiotici devono contenerne almeno 10×6 CFU, essere di origine umana e rimanere attivi e vitali nell’intestino.

In breve, non si tratta di eliminare il colesterolo dall’alimentazione, quanto di agire sulla sintesi endogena. Per riuscirsi, si dovrà ridurre il consumo di quegli alimenti che lo attivano e aumentare il consumo di quelli utili a favorire il trasporto verso regioni dell’organismo in grado di utilizzarlo o eliminarlo.