Aiutare il bambino ad affrontare la morte di un familiare

15 Gennaio 2020
La morte è un fatto naturale della vita, ma quando ci tocca da vicino ci sconvolge. Il bambino ha bisogno del nostro aiuto per affrontare il lutto ed esprimere il suo dolore.

La morte fa parte della vita, ma quando ci riguarda da vicino e colpisce una persona cara, chi le era vicino ne è coinvolto. Aiutare il bambino ad affrontare la morte può essere difficile perché ancora non ne capisce completamente il significato. È importante soprattutto fargli capire che può esprimere i suoi sentimenti senza timore.

Il concetto di “morte” dipende dall’età

Bambino triste e genitori che discutono
Il significato della morte cambia con l’età.

La comprensione del bambino sul tema della morte dipende dall’età. Un bambino di due anni percepirà unicamente l’assenza della persona che è venuta a mancare. A partire dai 3 anni, i bambini possono credere che la morte sia temporanea o reversibile. Tra i 5 e i 6 anni, cominciano a capire che è definitiva e assimilano la differenza tra la vita e la morte.

Il bambino per allora sa che le persone muoiono, ma fino agli 8-9 anni di età non riesce a immaginare che lui stesso potrebbe morire. È a partire dal decimo anno di vita che si comincia a comprendere la morte nella sua totalità.

La reazione dei bambini di fronte alla morte

Bambino con la testa appoggiata sul braccio
I bambini reagiscono in funzione di quello che osservano in famiglia

La reazione di un bambino di fronte alla scomparsa di una persona cara si adegua a quanto osserva nei propri familiari. Nelle famiglie in cui si parla apertamente di questo argomento, i figli hanno maggiori possibilità di manifestare il dolore e la tristezza. Al contrario, se in famiglia il tema della morte è un tabù, sarà più difficile affrontare un evento simile, perché il bambino non sa come esprimere quello che sente.

Alcuni bambini manifestano il proprio dolore con il silenzio, altri con la tristezza. Altri, ancora, possono assumere un comportamento di sfida, difficile da gestire. Ci sono anche casi di regressione, ansia, rabbia o depressione. La reazione dipende molto dal legame che lo univa alla persona defunta.

La risposta del bambino alla morte di un familiare si può manifestare anche a scuola. Possono sorgere problemi come disturbi dell’attenzione e della concentrazione, della memoria (dimenticanze frequenti) con conseguente calo del rendimento scolastico.

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Strategie per aiutare il bambino ad affrontare la morte di una persona cara

Così come conta l’età del bambino, è altrettanto importante il grado di vicinanza con il familiare deceduto. La morte del nonno, la nonna, la zia o un cugino non sarà traumatica quanto la morte di uno dei genitori o di un fratello. Tuttavia, è necessario quanto più possibile aiutarlo ad affrontare il tutto, a esprimere il dolore della perdita.

Comunicare la notizia prima possibile

Non ci sarà mai un momento ideale per annunciare la morte di una persona cara. È quindi bene farlo prima possibile. Se la scomparsa riguarda il padre o la madre, è meglio che sia il genitore vivo a comunicarne il decesso. Se il genitore è molto sconvolto dal dolore, tuttavia, sarà bene affidare questo compito a un altro familiare stretto.

Evitare gli eufemismi

La nonna “ci ha lasciati”. Ai bambini occorre dire chiaramente che la morte è definitiva. Rispondete a tutte le loro domande in modo naturale e con la maggiore calma possibile. Usate un linguaggio appropriato all’età del bambino, affinché vi possa comprendere bene.

Non è necessario fornire al bambino dettagli che non richiede. Se il motivo del decesso è l’età avanzata o una malattia, spiegategli che tutti moriremo quando invecchieremo o se ci ammaleremo. Se si tratta di un incidente, ditegli che l’accaduto ha avuto conseguenze sul corpo della persona scomparsa.

Aiutare il bambino a esprimere quello che sente

Bambina che piange e madre preoccupata
Lasciare che liberi le proprie emozioni è un modo per aiutare il bambino a superare il lutto

La morte di un genitore provoca un grande vuoto. Il genitore vivo deve farsi carico dei bisogni affettivi o emotivi del bambino quando riceve la notizia o durante il funerale. Detto in altro modo, magari il bambino ha bisogno di un abbraccio per poter piangere. Altri bambini avranno bisogno di parlare o addirittura di giocare ed essere iperattivi durante il funerale. Lasciateli esprimere. Certamente mentre giocano, stanno cercando di gestire le emozioni che li assalgono.

No all’iperprotezione anche se l’intento è aiutare il bambino

È idea diffusa che si debba proteggere i bambini dall’idea della morte. Li si allontana dai funerali, si evita di parlare della persona scomparsa o di piangerla. Alcuni adulti arrivano a inventare storie sul decesso, evidentemente per difendere i bambini dal dolore.

Sebbene le intenzioni siano buone, questo non aiuta i bambini. I piccoli hanno bisogno di esprimere le emozioni, di poter dire liberamente che sentono la mancanza di una persona quando non c’è più.

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Esprimere il proprio dolore

Ai vostri figli farà bene vedervi piangere in questi casi. Manifestando apertamente il dolore che sentite, aiutate i bambini a esprimere a loro volta il senso della perdita.

Consentendovi di piangere, state insegnando ai vostri figli che il pianto è un fatto necessario e naturale quando si perde un proprio caro. Naturalmente bisogna evitare di spaventarli: quello di cui non hanno certo bisogno è di vedervi crollare, al punto da temere di perdervi. È il modo in cui l’adulto gestisce il proprio dolore ad aiutare il bambino a superare il lutto.

Dire addio è il primo passo per superare il lutto

Bambina che scrive
Incoraggiare il bambino a scrivere una lettera può essere un buon modo per aiutarlo ad affrontare la morte di un familiare.

Se il bambino assisterà o meno al funerale dipende dalla famiglia e dal bambino stesso. Se è abbastanza grande, è importante spiegargli cosa succederà nel corso del rito funebre. In questo caso il bambino può chiedere di restare a casa, decisione che dovrà essere rispettata. 

Se invece decide di presenziare alla cerimonia, potrebbe volerla abbandonare in qualsiasi momento. Anche in questo caso, occorre rispettare la sua volontà, senza obbligarlo a restare. A tale scopo, è meglio prendere accordi con una persona intima e di fiducia che possa ritirarsi con il bambino se manifesta questo desiderio.

In ogni caso, fate in modo che il bambino possa salutare la persona cara, anche se decide di non assistere al funerale. Ciò può avvenire, ad esempio, attraverso una lettera oppure, trascorso qualche tempo, con una visita al cimitero. Dare la possibilità di dire addio significa aiutare il bambino a fare il primo passo verso l’elaborazione del lutto, ma non deve per forza avvenire davanti al corpo della persona scomparsa