Amigdalina o laetrile: usi, proprietà e rischi

Il laetrile, o amigdalina, è popolarmente conosciuto come "vitamina B17". Ciononostante, non si tratta di una vitamina del gruppo B. A quali scopi viene usato?
Amigdalina o laetrile: usi, proprietà e rischi

Ultimo aggiornamento: 02 settembre, 2021

 gL’amigdalina è conosciuta anche come laetrile o vitamina B17. Tuttavia, alcuni esperti non concordano nell’includerla tra le vitamine del gruppo B dal momento che si tratta di un medicinale che contiene amigdalina purificata, che si estrae dai semi di diverse piante appartenenti alla sottofamiglia Amygdaloideae.

Nello specifico, come spiegato in un articolo pubblicato dalla National Library of Medicine, si ottiene da noci crude, semi, vegetali e noccioli di frutti, come le prugne, le albicocche e le mele.

Sebbene le vengano attribuite proprietà medicinali, il suo uso risulta controverso a causa della mancanza di solide evidenze. Cosa è bene sapere al riguardo?

Laetrile o amigdalina: che cosa bisogna sapere

Laetrile o amigdalina è il nome di un farmaco creato negli anni Cinquanta dal Dottor Ernst T. Krebs jr. Secondo, una revisione sistematica pubblicata sulla rivista medica CA: A Cancer Journal for Clinicians Krebs propose l’ipotesi secondo la quale questa sostanza sarebbe in grado di “uccidere le cellule cancerose”.

Nonostante abbia raggiunto una certa popolarità nel corso degli anni Settanta, il suo uso è stato vietato in numerosi stati degli Stati Uniti, dal momento che gli studi ne hanno messo in discussione la sicurezza e l’efficacia.

È stato affermato, inoltre, che provochi un alto rischio di intossicazione da cianuro con gravi conseguenze. L’amigdalina purificata è naturalmente presente nei seguenti alimenti:

  • Semi: miglio, lino e grano saraceno.
  • Noci crude: mandorle amare, mandorle crude e noci di macadamia.
  • Vegetali: carote, aglio, germogli di soia, fagioli e altri.
  • Noccioli: di albicocche, ciliegie, pere e prugne.

Sebbene non sia stata approvata dalla Food and Drug Administration (FDA), è disponibile sotto forma di pastiglie oppure può essere somministrata per via endovenosa o intramuscolare.

Molti siti web pubblicano storie secondo le quali questo trattamento avrebbe dato dei risultati, in realtà, il suo uso non gode di conferme scientifiche. In ogni caso, il rischio di effetti indesiderati è alto.

Amigdalina: somministrazione per via endovenosa.
La possibilità di somministrare il laetrile per via endovenosa è attraente, ma non si tratta di un farmaco approvato.

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Usi principali della amigdalina

L’uso più noto dell’amigdalina si deve al suo presunto potenziale antitumorale. Secondo i suoi sostenitori, contribuisce all’attivazione di un meccanismo conosciuto come “apoptosi”, che consente di inibire la crescita delle cellule tumorali.

All’interno dell’organismo, l’amigdalina si scompone in tre sostanze: cianuro di idrogeno, benzaldeide e prunasina. Secondo un articolo pubblicato su Cochrane Database of Systematic Reviews, il cianuro di idrogeno sarebbe il principale composto antitumorale dell’amigdalina. In particolare, sono stati suggeriti tre possibili meccanismi di azione di fronte a questa malattia:

  • In primo luogo, si pensava che le cellule tumorali contenessero degli enzimi in grado di trasformare l’amigdalina in cianuro. La sostanza riuscirebbe quindi ad arrestare la crescita del cancro. Ciononostante, le evidenze hanno smentito questa ipotesi.
  • Inoltre, è stato anche suggerito che un deficit di vitamina B17 (amigdalina) sia associato alla comparsa del cancro. Anche questa affermazione è stata smentita, dal momento che l’amigdalina non è una vitamina né è naturalmente presente all’interno dell’organismo.
  • L’ultima ipotesi affermava che il cianuro di idrogeno potesse determinare un aumento dell’acidità delle cellule tumorali, portandole così alla morte. In merito a questa affermazione, gli studi hanno riscontrato che la sostanza distrugge sia le cellule sane che quelle maligne.

Le ricerche presentano numerosi limiti, poiché condotte esclusivamente in laboratorio e su animali. Inoltre, i risultati sono eterogenei e oggetto di controversie.

Per il momento, questa sostanza non deve essere presa in considerazione come una possibilità di trattamento nella lotta contro il cancro.

Altri possibili benefici

La maggior parte degli studi sul laetrile parlano dei suoi possibili effetti antitumorali. Ciononostante, ulteriori ricerche hanno stabilito che potrebbe offrire altri benefici per la salute.

A ogni modo, la sostanza non deve assunta presa alla leggera, dal momento che le evidenze che ne confermano l’efficacia sono piuttosto deboli.

Diminuzione della pressione arteriosa

Attraverso il Journal of Al-Ma’moon College è stato reso noto che l’amigdalina si è rivelata utile per ridurre la pressione arteriosa sistolica fino al 28,5%. Allo stesso modo, ha determinato un abbassamento fino al 25% della pressione arteriosa diastolica. Il laetrile eserciterebbe quindi un effetto positivo sulla salute cardiovascolare.

Sollievo dal dolore

Su Biological and Pharmaceutical Bulletin viene indicato che l’amigdalina esercita un effetto antinfiammatorio e analgesico. In questo modo riduce il dolore causato da patologie come l’artrite. Gli studi sono stati condotti su animali e sono quindi necessari dei test eseguiti su esseri umani.

Immunomodulatore

Si ritiene che il laetrile possieda la capacità di stimolare le funzioni del sistema immunitario. Secondo una ricerca descritta su The Journal of Microbiology, Biotechnology and Food Sciences, questa sostanza ha determinato un miglioramento della capacità delle cellule immunitarie di aderire alle cellule del tumore alla prostata.

Studi recenti sulla amigdalina

Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi sugli effetti del laetrile contro il cancro. Uno di essi, pubblicato nel 2020 su International Journal of Nanomedicine, ha stabilito che una combinazione di amigdalina con un enzima chiamato beta-glucosidasi (ß-glu) ha contribuito a eliminare dalla prostata le cellule tumorali.

Nello stesso anno, Current Molecular Pharmacology ha reso noto che l’amigdalina è in grado di eliminare alcune linee cellulari del cancro al seno e, allo stesso tempo, prevenire la sua propagazione in tutto il corpo.

Lo studio più recente è stato condiviso nel marzo 2021 su Journal of Biomolecular Structure & Dynamics, nel quale si afferma che l’amigdalina induce l’apoptosi e presenta un potenziale come farmaco multifunzionale nella terapia contro il cancro. Ciononostante, gli esperti non ritengono conclusivi tali risultati.

Cellule tumorali.
La possibilità di distruggere le cellule tumorali con questo farmaco è latente, ma le evidenze mancano ancora di solidità.

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Possibili effetti secondari

Le evidenze parlano dei potenziali effetti secondari che l’amigdalina è in grado di provocare. Nello specifico, questi effetti sembrano dipendere da avvelenamento da cianuro di idrogeno. Per questa ragione, tra le manifestazioni cliniche troviamo quelle che seguono:

  • Nausea e vomito.
  • Mal di testa.
  • Mal di mare.
  • Pelle bluastra per mancanza di ossigeno.
  • Danno epatico.
  • Pressione arteriosa anormalmente bassa.
  • Abbassamento della palpebra superiore (ptosi).

Questi sintomi tendono a peggiorare, se il consumo di amigdalina avviene per via orale o se questa sostanza viene assunta in maniera simultanea alla vitamina C. Possono presentare delle complicazioni anche a causa del consumo di frutta, vegetali o altri prodotti alimentari che contengono naturalmente la sostanza.

Cosa ricordare dell’amigdalina?

Laetrile, amigdalina o vitamina B17 è stato proposto come un rimedio alternativo contro il cancro. Ciononostante, non esistono evidenze solide che confermino i suoi effetti sulla salute umana.

Per questo motivo la FDA né altro ente regolatore ufficiale l’ha approvata. Al contrario, si informa che il suo consumo comporta dei gravi rischi per la salute. Si raccomanda di evitarne l’utilizzo.

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