Analisi delle urine: quali disturbi è possibile rilevare?

L'obiettivo principale di questo esame medico è stabilire la presenza o l'assenza di determinati componenti nelle urine.
Analisi delle urine: quali disturbi è possibile rilevare?

Ultimo aggiornamento: 02 aprile, 2020

Le analisi delle urine aiutano a stabilire la presenza o l’assenza di determinate sostanze nelle urine e, quindi, di una possibile malattia o di un disturbo. Quest’informazione è essenziale per formulare una diagnosi.

Si tratta di un test diagnostico volto a rilevare diversi disturbi di salute. Queste analisi esaminano l’aspetto, la concentrazione e il contenuto di un campione di urina. I risultati possono suggerire la presenza di una malattia che verrà poi confermata con altri metodi.

È importante notare che le analisi delle urine non consentono, da sole, di ottenere una diagnosi definitiva. Sarà, infatti, il medico a interpretare i risultati. Vengono eseguite per stabilire la presenza di un disturbo, ma anche per prevenirlo o monitorarlo.

Le analisi delle urine rilevano sostanze che il corpo non è in grado di trattenere o, viceversa, che devono essere eliminate. Con solo 10 millilitri di urina, è possibile ottenere chiare indicazioni di un buon numero di malattie come diabete, mieloma multiplo e insufficienza renale.

A cosa servono le analisi delle urine?

In termini generali, il medico richiede le analisi delle urine per uno dei seguenti scopi:

  • Valutare la funzionalità dei reni: la densità delle urine consente di stabilire se i reni funzionano correttamente o meno.
  • Rilevare la presenza di germi: in caso di sospetta infezione alle vie urinarie, verranno prescritte le analisi delle urine per rilevare la presenza di germi e/o per identificare il tipo esatto di germe che è presente grazie a una successiva urinocultura.
  • Rilevare la presenza di alcune sostanze: ci sono sostanze che in condizioni normali non dovrebbero essere presenti nelle urine. Se lo sono, possono indicare un disturbo di salute.
  • Valutare l’impatto di alcune malattie o farmaci: la presenza o i livelli di alcuni elementi consente di stabilire se una malattia è migliorata o peggiorata o se un farmaco ha causato un effetto collaterale indesiderato.
Prescrizione delle analisi delle urine

Tipi di analisi delle urine

Esistono diversi tipi di analisi delle urine a seconda della procedura utilizzata per eseguirle e dello scopo per cui vengono prescritte. I più comuni sono i seguenti:

  • Urinoscopia: è l’analisi dell’aspetto delle urine a occhio nudo. Colore, torbidità e odore forniscono dati importanti, ma non definitivi.
  • Sedimento urinario: si effettua in laboratorio e consiste nella separazione dei liquidi dai solidi presenti nelle urine. Questi ultimi vengono esaminati al microscopio per determinare la presenza di determinate particelle o elementi cellulari.
  • Esame biochimico: si effettua in laboratorio e consente di stabilire la presenza di alcune sostanze o elementi che possono essere indicativi di una malattia. È un’analisi più approfondita condotta da biochimici con tecniche speciali.
  • Esame microbiologico: si tratta dell’esame colturale delle urine, anche chiamato urinocoltura, in grado di stabilire se vi è un’infezione, nonché di identificare il germe che la provoca.

I risultati delle analisi delle urine

Diagnosi del medico in base ai risultato delle analisi delle urine
Il medico indicherà quali analisi fare e in quale momento dell’iter diagnostico.

La prassi è quella di effettuare un’osservazione generale delle urine per rilevare eventuali caratteristiche anomale nell’aspetto. In condizioni normali, le urine sono trasparenti e non emanano un forte odore. Se appaiono torbide o emette un odore molto forte, si può sospettare un problema.

In seguito a questa prima analisi superficiale, si procede con una striscia reattiva. Si applica, quindi, un piccolo campione di urine e si osservano le strisce: se cambiano colore significa che è  presente una sostanza che non dovrebbe trovarsi nelle urine; viceversa, è tutto sotto controllo. Questo strumento rileva:

  • Acidità o pH: se è anomalo, suggerisce problemi al livello del tratto urinario o dei reni.
  • Densità: l’alta densità è un sintomo di disidratazione.
  • Proteine: l’elevata presenza di proteine ​​suggerisce un problema ai reni.
  • Glucosio: se le urine contengono glucosio, il paziente potrebbe soffrire di diabete.
  • Corpi chetonici: anch’essi indicativi di diabete e, in particolare, di scompensi che potrebbero essere gravi.
  • Bilirubina: la sua presenza suggerisce la presenza di malattie epatiche o danni al fegato.
  • Sangue: può essere un segno di infezione, disturbo ai reni, calcoli renali, tumore ai reni o alla vescica. È un segno che richiede l’esecuzione di metodi di analisi più precisi per formulare la corretta diagnosi.
  • Nitriti o leucociti esterasi: suggeriscono la presenza di un’infezione.

In conclusione

La presenza di alcune sostanze nelle urine richiede un’analisi di laboratorio più dettagliata, come quella del sedimento urinario, un esame biochimico o microbiologico. Sarà il medico a determinare i passaggi da seguire. È essenziale seguire le sue istruzioni per evitare di saltare qualsiasi passaggio e soprattutto rivolgersi sempre al professionista se si notano alterazioni nelle urine.

Potrebbe interessarti ...
Esercizi di Kegel per controllare l’incontinenza urinaria
Vivere più sani
Leggi in Vivere più sani
Esercizi di Kegel per controllare l’incontinenza urinaria

Gli esercizi che vi proponiamo sono stati ideati dal ginecologo statunitense Arnold Kegel allo scopo di combattere l'incontinenza urinaria.



  • del Carmen Laso, M. (2002). Interpretación del análisis de orina. Archivo argentino pediatría, 100(2), 179.