Anemia e insufficienza cardiaca: come sono correlate?

Anemia e insufficienza cardiaca sono strettamente correlate, essendo la prima una delle comorbidità più prevalenti e associata ad un aumento della mortalità tra i pazienti.
Anemia e insufficienza cardiaca: come sono correlate?

Ultimo aggiornamento: 14 aprile, 2022

Anemia e insufficienza cardiaca sono correlate. L’anemia è una delle comorbidità più frequenti nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica, in particolare la forma scompensata, e quindi rappresenta un importante problema di salute.

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’anemia è una condizione in cui il numero di globuli rossi o la concentrazione di emoglobina al loro interno è inferiore al normale. L’emoglobina è responsabile del trasporto di ossigeno ai tessuti.

La prevalenza dell’anemia nello scompenso cardiaco è variabile e dipende da una serie di fattori. Tuttavia, è chiaro che la presenza persistente del quadro clinico aumenta i tassi di mortalità a lungo termine.

Definire l’anemia

Secondo la definizione dell’OMS, si parla di anemia se i valori di emoglobina nel sangue sono inferiori o uguali a 12 grammi per decilitro nelle donne in età fertile. E inferiori o uguali a 13 grammi per decilitro negli uomini e nelle donne in postmenopausa.

L’insufficienza renale cronica è una comorbidità molto comune nei pazienti con insufficienza cardiaca, a causa della diminuzione del flusso sanguigno ai reni. Se parliamo, quindi, di persone con malattia renale cronica, la National Kidney Foundation considera anemia quando l’emoglobina è inferiore o uguale a 12 grammi per decilitro negli uomini e nelle donne in postmenopausa.

Prevalenza dell’anemia nello scompenso cardiaco

Le stime che riguardano la concomitanza tra anemia e insufficienza cardiaca non sono precise, con una variabilità, a seconda delle fonti, tra il 9,9% e il 50%. Questo scarto dipende dalle differenze tra le popolazioni studiate.

La percentuale più alta di persone con entrambi i disturbi si trova negli anziani e nelle donne con classe funzionale III-IV (insufficienza cardiaca avanzata), in trattamento farmacologico intensivo, con maggiori comorbidità associate (ipertensione, nefropatia cronica e diabete mellito).

È chiaro che più alta è la classe funzionale, maggiore è la percentuale di pazienti con anemia e insufficienza cardiaca. Nelle donne è quasi 2 volte più frequente che negli uomini.

Sangue anemia.
L’anemia è definita dal numero di globuli rossi o dalla concentrazione di emoglobina.

Le cause sono diverse

L’anemia nello scompenso cardiaco è multicausale. Il più delle volte, la sua origine è sconosciuta. Tuttavia, le eziologie più importanti sono le seguenti:

  • Carenza di ferro: può essere dovuta a una ridotta assunzione di questo elemento (dovuta alla perdita di appetito), malassorbimento o perdite croniche (come sanguinamento gastrointestinale associato al consumo di aspirina).
  • Diminuzione della produzione di eritropoietina: un ormone essenziale, responsabile della produzione di globuli rossi nel midollo osseo. Ciò può essere dovuto alla presenza di una malattia renale cronica (molto comune nei pazienti con insufficienza cardiaca) e all’uso di farmaci della famiglia degli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) o degli antagonisti del recettore dell’angiotensina (ARB).
  • Diminuzione della produzione di globuli rossi nel midollo osseo: il prodotto di un’infiammazione cronica, che genera sostanze come il fattore di necrosi tumorale alfa, l’interleuchina 1 e l’interleuchina 6.
  • Emodiluizione: nello scompenso cardiaco è presente un maggiore volume plasmatico che genera una diluizione degli elementi cellulari del sangue.

Il trattamento è individualizzato

Prima di stabilire un trattamento per l’anemia, deve essere compensata l’insufficienza cardiaca, soprattutto se ci sono segni di congestione dovuti all’aumento del volume plasmatico.

Di solito si assiste a un miglioramento dell’anemia nello scompenso cardiaco con la prescrizione di eritropoietina sottocutanea e ferro per via endovenosa. Inoltre, l’aumento dei livelli di emoglobina porta a un miglioramento di altri sintomi, con un aumento della frazione di eiezione e un minor uso di diuretici a lungo termine.

Ferro per via endovenosa per l'anemia nello scompenso cardiaco.
L’anemia può scompensare un paziente con insufficienza cardiaca al punto da richiedere il ricovero in ospedale per la stabilizzazione.

Si raccomandano basse dosi di eritropoietina, perché aumenta il rischio di trombosi e di ipertensione arteriosa.

L’effetto dell’anemia sui sintomi dell’insufficienza cardiaca

L’anemia è causa di scompenso nell’insufficienza cardiaca, dal momento che genera ripercussioni nel trasporto di ossigeno ai tessuti. Questo aggrava i sintomi dell’insufficienza cardiaca.

Per compensare il deficit di ossigeno, vengono prodotti cambiamenti nel sistema circolatorio. Il cuore lavora di più e batte più rapidamente, portando a tachicardia e crescita anormale delle pareti del miocardio.

La presenza di anemia, insufficienza cardiaca e insufficienza renale cronica è una triade molto comune. Questi tipi di pazienti richiedono un follow-up speciale e intensivo.

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