Antibiotici in gravidanza: possono essere pericolosi?

23 Aprile 2020
Assumere antibiotici in gravidanza può essere rischioso se non soddisfano criteri che rispondono a quanto la scienza conosce al riguardo. Diversi studi di ricerca hanno stabilito nel tempo quali farmaci sono sicuri e quali non lo sono per una donna in gravidanza.

Assumere antibiotici in gravidanza è piuttosto comune. Diversi disturbi accusati dalle donne in gravidanza richiedono infatti una terapia a base di antimicrobici e non esiste alternativa di trattamento.

Prendiamo l’esempio di un’infezione del tratto urinario, o della sua forma più latente la batteriuria asintomatica. Il medico si vede costretto a prescrivere un antibiotico alla gestante.

Ma il punto è che la somministrazione di antibiotici in gravidanza può essere rischiosa se non viene scelto il farmaco adatto e nelle dosi adeguate. Come per tutti i farmaci, esistono reazioni indesiderate di cui tenere conto. Inoltre, durante la gravidanza questi effetti possono danneggiare sia la madre che il feto.

Sebbene vi sia chi è assolutamente contrario a qualunque farmaco di qualunque natura durante la gestazione, sappiamo che questa posizione è estremista. Al momento attuale la scienza ha dimostrato l’affidabilità di diversi farmaci, tra i quali diversi antibiotici.

Bisogna invece astenersi dall’assumere alcuni farmaci specifici. Tra questi si trovano alcuni microbiotici che non devono essere prescritti né assunti in caso di automedicazione in gravidanza, visto che i risultati possono essere disastrosi.

Conseguenza della somministrazione di antibiotici in gravidanza

In caso di assunzione di un antibiotico durante la gravidanza, il farmaco si comporta all’interno del corpo in modo molto simile al solito. Quasi tutti gli antibiotici finiscono per essere espulsi dall’organismo attraverso l’urina.

Nella donna in gravidanza il flusso renale è maggiore e lo è anche il volume di urina prodotta. Questo si traduce in un’eliminazione più rapida dei farmaci e, di conseguenza, in una minore concentrazione degli stessi all’interno del sangue.

Nonostante ciò, bisogna tenere conto della capacità di questi medicinali di attraversare la placenta e di raggiungere il feto. È molto importante, dunque, sapere se il farmaco è teratogeno o meno. Nel primo caso è in grado di provocare una malformazione congenita o un aborto.

Il peggior effetto teratogeno degli antibiotici di questo tipo si verifica nei primi tre mesi di gravidanza, ovvero entro la dodicesima settimana. Quando gli organi saranno già formati, questi farmaci non provocano più alterazioni degli organi, bensì delle funzioni che questi svolgono, il che è comunque pericoloso.

D’altro canto, in caso di somministrazione di antibiotici in gravidanza, va tenuto conto dei possibili effetti sulla placenta. Gli antibiotici che alterano il funzionamento della placenta limitano lo sviluppo del feto, con rispettivo abbassamento di peso.

Donna in gravidanza

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Antibiotici sicuri in gravidanza

La somministrazione di antibiotici in gravidanza è rischiosa se non si seguono le indicazioni e le competenze acquisite dalla scienza su di essi. In altre parole, si possono assumere in tutta sicurezza quando il protocollo lo richieda.

La penicillina e la sua famiglia di antibiotici si sono dimostrati più sicuri per le donne in gravidanza. Gli studi di ricerca, allo stato attuale, non hanno evidenziato alcuna associazione tra questi farmaci e la teratogenesi.

Lo stesso ragionamento si applica per la famiglia delle cefalosporite, ‘imparentate’ con la penicillina. La loro somministrazione è sicura e sono utili per le infezioni del tratto urinario, ad esempio.

Un altro antibiotico tipicamente somministrato in caso di infezioni del tratto urinario in gravidanza, proprio perché altamente sicuro, è la nitrofurantoina. Questo antimicrobico indica l’opzione migliore per le donne in gestazione allergiche alla penicillina.

Per quanto riguarda l’azitromicina, studi eseguiti su animali in gravidanza offrono prove in suo favore. Per questo rientra tra i farmaci di classe B per la gestazione.

I farmaci di classe B sono quelli considerati sicuri da somministrare in gravidanza, in quanto supportati da studi condotti su cavie animali, oltre che dalla frequente somministrazione in contesti clinici. Tutti questi risultati provano l’assenza di coinvolgimento nelle malformazioni congenite.

Antibiotici in gravidanza
Qualunque farmaco assunto in gravidanza deve essere stato prescritto dal medico.

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Antibiotici non sicuri durante la gestazione

Tra gli antibiotici sicuramente controindicati e pericolosi in gravidanza possiamo citare:

  • Aminoglucosidi: sono stati associati a danni renali del feto e a sordità congenita.
  • Tetracicline: interferiscono con lo sviluppo osseo e della cartilagine del feto, così come anche della sua struttura dentaria.
  • Fluorochinoloni: nella pratica clinica ha causato anomalie della cartilagine.

Bisogna anche considerare la nefrotossicità di questi antibiotici sulla madre, e non solo i rischi per il feto. Soprattutto in caso di combinazione di antibiotici, potrebbero manifestarsi effetti indesiderati per quanto riguarda la funzionalità renale della donna in gestazione.

Così come abbiamo parlato dei farmaci di classe B, in questo caso dobbiamo fare riferimento a quelli di classe X. Questa classificazione, riportata sui foglietti illustrativi, aiuta a orientarsi.

Gli antibiotici di classe X sono vietati in gravidanza, perché studi su animali ed esseri umani, così come l’esperienza clinica, hanno dimostrato che sono teratogenici. Se la confezione o il foglio illustrativo del farmaco riportano la dicitura “classe X”, non bisognerà assumerli durante la gravidanza.

Non bisogna mai optare per l’automedicazione, dovrà essere il medico a prescrivere le ricette e a indicare l’uso corretto degli antibiotici in gravidanza. In questo modo proteggerete la vostra salute e quella del bambino, ancora in fase di sviluppo.

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