Antibiotici per le infezioni delle vie urinarie

30 Agosto 2019
La scienza non ha ancora trovato gli antibiotici perfetti per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie. Tutti quelli disponibili in commercio provocano effetti indesiderati a breve, medio o lungo termine. Inoltre, i batteri tendono a diventare resistenti alla loro azione.

Le infezioni delle vie urinarie sono un disturbo molto comune, che colpisce più spesso le donne a causa della loro conformazione urogenitale. Si stima che almeno una donna su cinque soffrirà di una forma di infezione urinaria almeno una volta nella vita. Nella maggior parte dei casi, il medico prescrive appositi antibiotici per le infezioni delle vie urinarie.

Questi stati infettivi possono colpire qualunque tratto dell’apparato urinario, ovvero la vescica, i reni, gli ureteri o l’uretra. Tuttavia, si calcola che nell’80% dei casi si tratta di infezioni delle vie urinarie basse, ovvero della vescica e dell’uretra.

La forma più comune di infezione urinaria è la cistite nelle donne e la prostatite negli uomini. Negli adulti anziani l’incidenza della malattia è simile in entrambi i sessi. I fattori stagionali o geografici non sembrano avere alcuna influenza in questi casi.

Le infezioni delle vie urinarie

Infezioni delle vie urinarie

Gli agenti responsabili delle infezioni urinarie sono i batteri. Tra il 70% e il 90% dei casi sono infatti dovuti al batterio Escherichia coli. In percentuale inferiore, c’è presenza di batteri come il Proteus mirabilis, lo Staphilucoccus coagulosa, la Klebsiella pneumoniae e l’Enterococco faecale.

Alcune persone presentano una maggiore predisposizione allo sviluppo di malattie delle vie urinarie, si tratta di chi soffre di diabete, di immunodepressione o di chi è avanti con gli anni. Inoltre, c’è un maggiore rischio di infezione in caso di vescica neurogena, sondino o catetere urinario o in chi lamenta uno svuotamento incompleto della vescica.

Le infezioni più comuni del tratto urinario negli uomini sono la prostatite, l’uretrite, l’epididimite o l’orichite. Nelle donne, invece, la cistite – ricorrente o meno – oppure la batteriuria asintomatica (soprattutto in gravidanza e/o a causa di vescica iperattiva).

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L’uso di antibiotici per le infezioni delle vie urinarie

Di solito si ricorre agli antibiotici per intervenire in prima istanza e combattere le infezioni delle vie urinarie. I più utilizzati sono quelli che appartengono a uno dei seguenti gruppi:

  • Antibiotici chinolonici. Vengono impiegati nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie basse. In generale, si somministrano inizialmente per endovena e poi per via orale, visto che vengono digeriti facilmente. Possono essere assunti dalle donne in gravidanza dopo il terzo trimestre di gestazione.
  • Gli amminoglicosidi. Sono antibiotici battericidi, utilizzati soprattutto quando l’infezione è causata dai bacilli gram negativi. Vengono somministrati per brevi lassi di tempo, proprio perché hanno effetti tossici.
  • Cefalosporine. L’assunzione di cefalosporine di prima generazione è sconsigliata. Si consigliano solo quelle di seconda generazione per le infezioni lievi e quelle di terza generazione per le infezioni più gravi.
  • Aminopenicilline / inibitori della beta-lattamasi. Consigliate soprattutto in caso di infezioni lievi e per le donne in gravidanza, in quanto non colpiscono il feto. Molti batteri, però, sono resistenti a questi antibiotici per le infezioni delle vie urinarie.
  • Trimetoprim/ sulfametossazolo (TMP/SMX). Da somministrare solo se è stato possibile rilevare esattamente il batterio che causa l’infezione e se è stata provata la sua sensibilità a tale farmaco. In caso contrario, non è consigliabile.
  • Nitrofurantoina. Si utilizza per evitare principalmente che l’infezione diventi ricorrente, ma non è consigliata per le donne nel primo trimestre di gestazione.
  • Fosfomicina Trometamolo. Efficace contro i batteri gram positivi e gram negativi. Viene somministrato in un’unica dose ed è uno dei gruppi di antibiotici più impiegati ed efficaci.

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Dati da tenere a mente

Analisi da laboratorio

La terapia a base di antibiotici viene somministrata tenendo conto dell’agente specifico responsabile delle infezioni urinarie. Tuttavia, considerando che nella maggior parte dei casi sono causate dall’Escherichia coli, l’ideale è iniziare il trattamento contro questo batterio mentre si attendono i risultati di laboratorio.

Gli antibiotici, così come la maggior parte dei farmaci, provocano diversi effetti indesiderati. Alcuni sono immediati e, quindi, compaiono poco dopo l’assunzione. Di solito sono febbre, nausea, diarrea, vomito, mal di testa, eruzioni cutanee, problemi ai tendini e danni ai nervi.

Altri effetti indesiderati possono comparire a medio o a lungo termine. Ciò si deve principalmente al fatto che la maggior parte degli antibiotici colpiscono la flora vaginale e intestinale, per cui aumentano la predisposizione alla proliferazione di batteri e funghi dell’apparato ginecologico e di quello digerente.

Il problema principale è che i batteri diventano facilmente resistenti agli antibiotici.

Gli scienziati sperano che nei prossimi anni i batteri non sviluppino resistenze ad antibiotici per le infezioni delle vie urinarie come la norfloxacina, la ciprofloxacina, l’amoxicillina, l’ampicillina ecc. Al momento, solo la fosfomicina trometamolo sembra essere abbastanza resistente a questo effetto.

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