Borsite trocanterica: che cos’è e come si cura

20 Agosto 2019
Dagli anni sessanta, le infiltrazioni a base di corticosteroidi sono la terapia d'elezione per la borsite trocanterica.

La borsite trocanterica è l’infiammazione che colpisce la borsa del trocantere, la sporgenza situata sulla parte superiore del femore. La borsa è una sacca piena di liquido che agisce da cuscinetto tra i muscoli, i tendini, le ossa e le articolazioni.

Nel bacino sono presenti due borse che più facilmente si irritano e si infiammano: la borsa che copre il grande trocantere e la borsa dell’ileo psoas, presente nella parte interna del bacino. L’infiammazione di quest’ultima dà luogo alla condizione chiamata borsite dell’ileopsoas. Il dolore, in questo caso, tende a irradiarsi in tutta l’area inguinale. Si tratta di un’infiammazione meno comune della prima, ma trattata in modo simile.

Fattori di rischio e cause

Protesi dell'anca

La borsite trocanterica può colpire chiunque, ma è più comune nelle donne e nei soggetti di mezza età o anziani.

Esistono alcuni fattori di rischio che ne facilitano la comparsa. Tra questi:

  • Lesioni da uso eccessivo. Le cause scatenanti possono essere la corsa, salire le scale o altre attività che comportano movimenti ripetitivi.
  • Lesione dell’anca da carico eccessivo, da trauma diretto o dopo essere rimasti sdraiati sullo stesso lato per un periodo prolungato.
  • Disturbi della colonna vertebrale, come la sclerosi, l’artrite o altre patologie.
  • Dismetria degli arti inferiori. Sono molte le persone ad avere una gamba più corta dell’altra.
  • Chirurgia. Un intervento nell’area del bacino o la presenza di un impianto protesico possono irritare i tessuti e dare luogo alla borsite.
  • Speroni ossei o depositi di calcio: possono svilupparsi nei tendini che collegano i muscoli al trocantere. Possono irritare la borsa e causare infiammazione.

Sintomi della borsite trocanterica

Il sintomo tipico è il dolore nella parte laterale del bacino, nell’area del grande trocantere. La sensazione dolorosa può anche estendersi alla gamba, fino a raggiungere il ginocchio seguendo il percorso della bandelletta ileotibiale.

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Questo sintomo può diventare più intenso quando il paziente si sdraia o si siede sul lato coinvolto, quando accavalla le gambe, quando sale le scale, dopo aver fatto sport o dopo essere stato a lungo seduto o sdraiato.

Diagnosi

Per effettuare la diagnosi, il medico deve procedere prima di tutto a un esame fisico, accertando mediante palpazione l’origine del dolore.

Può, inoltre, richiedere altri esami che servono a scartare altri tipi di lesione o a evitare complicanze. Tra le prove diagnostiche troviamo:

  • Raggi X. Di solito non sono specifici. Nel 40% dei casi vengono rilevate microcalcificazioni nella zona trocanterica o irregolarità nel contorno del grande trocantere che non sembrano avere significato clinico. Sono utili per escludere una coxopatia o una trocanterite di tipo infettivo.
  • TAC: permette di individuare alterazioni ossee e depositi calcarei perilesionali.
  • Risonanza magnetica.
  • Scintigrafia.
  • Ecografia.

Trattamento della borsite trocanterica

Borsite trocanterica, paziente e fisioterapista

Dagli anni sessanta, le infiltrazioni a base di corticosteroidi sono state la terapia d’elezione per la borsite trocanterica.

Esistono, tuttavia, diversi approcci a questo disturbo, di tipo chirurgico e non chirurgico.

Terapie non chirurgiche

In molti casi è già possibile avvertire sollievo apportando alcuni cambiamenti nelle abitudini di vita, come:

  • Modificare le attività che causano o peggiorano i sintomi.
  • Terapia a base di farmaci FANS – come l’ibuprofene – che servono a calmare l’infiammazione e il dolore.
  • Utilizzo di ausili per la deambulazione come il bastone.
  • Sarà altrettanto utile la fisioterapia per rafforzare e aumentare la flessibilità del bacino.
  • Come abbiamo anticipato, infine, si ricorre spesso alle infiltrazioni di cortisone che è ancora considerato il trattamento più efficace. È, tuttavia, importante limitare il numero di iniezioni visto che un uso prolungato può danneggiare i tessuti circostanti.

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Terapia chirurgica

Questo trattamento si riserva ai casi più gravi. Se la borsa permane infiammata o continua a essere dolente dopo aver provato le terapie sopra menzionate, il medico può indirizzare verso la chirurgia.

La tecnica attualmente utilizzata è la rimozione artroscopica della borsa. Con questo metodo, viene rimossa la borsa da una piccola incisione sul fianco mediante artroscopio (strumento dotato di una piccola telecamera).

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