Canalizzare le emozioni tramite il cibo

9 giugno 2017

Quando siamo annoiati, depressi o ansiosi, mangiamo. Tramite l’alimentazione proiettiamo i nostri sentimenti e questo non sempre è sano.

Nell’articolo di oggi vi spieghiamo perché siamo soliti canalizzare le emozioni tramite il cibo.

L’alimentazione è relazionata alle emozioni

Questo non ci è nuovo. Oltre alla necessità fisica di  alimentarci, spesso il cibo si trasforma in uno sfogo alle nostre frustrazioni, alla tristezza e all’amarezza.

D’altro canto, in ogni civiltà gli alimenti sono associati alla festa, alle celebrazioni o alle riunioni con le persone care. Tant’è che una mangiata e una chiacchierata possono essere davvero terapeutiche.

È difficile non relazionare l’alimentazione alle emozioni, perché si tratta di un’abitudine ereditata da varie generazioni. Il problema si presenta quando i sentimenti associati al cibo non sono gratificanti o vantaggiosi.

I famosi disturbi alimentari si basano su una “relazione insalubre” con ciò che mangiamo.

Gli alimenti possono trasformarsi in una necessità, una negazione o una proiezione di problemi emotivi di cui soffriamo e che non possiamo ancora risolvere.

Mangiare a causa dell’ansia, della depressione o della noia forse ha un effetto calmante, ma temporaneo.

È bene sapere, inoltre, che in questi momenti la scelta degli alimenti non è oggettiva, ma si è soliti optare per ingredienti poco sani, zuccherati, fritti, salati o grassi.

Se a questo sommiamo il fatto che sono sempre più numerosi i prodotti che contengono additivi, è difficile scegliere di mangiare un frutto (ad esempio) invece di biscotti al cioccolato quando siamo tristi.

Quando abbiamo bisogno di consolarci, cerchiamo alimenti che ci creano dipendenza.

Leggete anche:  9 alimenti da evitare durante la dieta

I motivi per i quali optiamo con una certa frequenza per determinati alimenti possono essere vari, anche se ne esistono alcuni frequenti e che riguardano la maggior parte delle persone.

Stress

Comporta la perdita di controllo riguardo il tipo e la quantità di alimenti assunti. Forse alcune persone stressate mangiano più o meno rispetto ad altre.  

Ciò che è certo è che questa emozione non ci permette di prenderci il tempo necessario per preparare cibi più elaborati e sani, cosa che conduce alla scelta di prodotti dannosi per la salute.

Essere insoddisfatti del proprio aspetto

È il caso più frequente per quanto riguarda gli adolescenti. In questo caso si seguono diete troppo restrittive oppure si assumono grassi e zuccheri contro la depressione provocata da obesità e sovrappeso.

Noia

Ci buttiamo sul divano o sul letto senza sapere cosa fare oppure optiamo per andare in cucina, aprire il frigorifero e mangiare, come se si trattasse di un’attività che ci intrattiene.        

Capita anche quando realizziamo attività routinarie al lavoro o, semplicemente, quando guardiamo la televisione.

Malessere o rabbia

Dopo una discussione con il partner, un problema familiare o un fatto poco piacevole, ci sono maggiori probabilità che mangeremo di più. Tutto allo scopo di canalizzare l’ira o la rabbia tramite gli alimenti.

Depressione, tristezza o lutto

Molte persone, quando sono tristi, mangiano in eccesso, soprattutto alimenti troppo zuccherati. L’immagine tipica della depressione è quella di una persona sul letto con una vaschetta di gelato.

Una domanda che sorge spontanea riguardo a questo è: perché scegliamo di assumere alimenti poco sani per canalizzare le emozioni? Cosa ci spinge ad assumere cibi calorici, grassi, salati o zuccherati piuttosto che alimenti sani?

Per comprenderlo, dobbiamo parlare di ricompensa cerebrale. Ci sono esperienze che attivano nella mente una sorta di “bottone” che ci motiva a ripetere determinate condotte.

Tutte le volte che facciamo qualcosa che richiede molto lavoro o sforzo, ci togliamo lo sfizio di ricompensarci comprando vestiti, andando al ristorante o altro.

Le tre esperienze che attivano il bottone della ricompensa nel cervello sono:

  • Il sesso
  • Le relazioni sociali
  • Il cibo

A partire da queste si connette il sistema limbico emotivo con i centri del piacere grazie alla dopamina.

La liberazione di questo neurotrasmettitore produce ormoni come, ad esempio, le endorfine, che hanno il compito di provocarci piacere, gratificazione e felicità.

Come accade con qualsiasi altra sostanza che crea dipendenza (alcol, sigarette, droghe), il cibo agisce in modo che, una volta ingerito, ci sentiamo felici e per qualche momento ci dimentichiamo dei problemi.

Ebbene, perché scegliamo alimenti poco sani per canalizzare le emozioni che ci invadono? Per una questione di sopravvivenza.

  • Anticamente, i nostri antenati passavano intere settimane senza mangiare.
  • Quando finalmente trovavano del cibo, il cervello optava per la scelta di prodotti calorici che potessero formare riserve di energia. Vale a dire che i grassi e gli zuccheri attivavano (e continuano ad attivare) la ricompensa cerebrale.

Leggete anche: Dimagrire controllando le quantità di cibo

Come evitare di canalizzare le emozioni tramite il cibo

Si tratta di un processo che forse richiederà mesi, ma ne vale la pena. A poco a poco ridurremo il consumo di alimenti calorici e opteremo per alternative più sane.

Un trucco più che efficace consiste nel posizionare un cesto di frutto in bella vista in cucina. Un’altra opzione è quella di andare al supermercato dopo pranzo e di non fare la spesa senza ragionare.

Forse conviene nascondere i prodotti poco sani e, ovviamente, ritagliarsi del tempo per cucinare piatti più vari.

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