Carboidrati buoni e cattivi: sfatiamo alcuni miti

24 aprile 2018
Il problema, quando si tratta di perdere peso, non è tanto il consumo di carboidrati, quanto la difficoltà a distinguere quelli buoni da quelli cattivi. I primi, infatti, sono indispensabili per la nostra salute

Deliziosi e irresistibili: i carboidrati possono essere il peggior nemico di una dieta dimagrante.

Inutile dire che aumentano il rischio di incorrere in malattie come il cancro, diversi disturbi neurologici, scompensi cardiaci e diabete, vero?

Facendo ricerche su internet, troverete chi vi dice che i glucidi ingrassano e fanno ammalare e chi assicura – nutrizionisti compresi – che sono invece imprescindibili per la nostra salute.

Ma allora, esistono i carboidrati buoni?

Mito 1: I carboidrati inevitabilmente ingrassano

Nel momento in cui ingeriamo un cibo ad alto contenuto di carboidrati, il sistema digestivo lo scompone in tipi di zucchero più semplici, tra cui il glucosio. Quando nel sangue aumenta il tasso di glucosio, il pancreas comincia a produrre più insulina.

Questo ormone fa sì che le cellule possano assorbire e trasformare il glucosio in energia. L’insulina, d’altro canto, è anche coinvolta nell’immagazzinamento dei grassi. Per questo motivo si parla di cattivi carboidrati che provocano un aumento di peso.

Però non tutti gli zuccheri sono uguali. Considerate che una mela e una ciambella hanno circa 25 grammi di carboidrati.

Quale delle due fa innalzare velocemente i livelli di glucosio? La ciambella, ovviamente.

A differenza della mela, che contiene 4,4 grammi di fibra, la ciambella ne contiene 0,8. Le fibre aiutano a ritardare l’assorbimento di glucosio nel sangue.

Inoltre la mela, sempre grazie alle sue fibre, fornisce un senso di sazietà più prolungato. Tutto questo la rende un alimento ricco di carboidrati buoni.

In altre parole, il tipo e la qualità degli zuccheri consumati determinano una risposta variabile del nostro corpo. 

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Mito 2: Una dieta ricca di carboidrati non è naturale per un essere umano

noci

Una teoria sulla nocività dei carboidrati si basa sulla convinzione che i popoli antichi seguissero diete povere di zuccheri. 

In realtà il consumo variava a seconda delle latitudini. Si dice, ad esempio, che le tribù inuit consumassero scarse quantità di carboidrati, non avendo accesso a frutta o ad un’alimentazione variata. Si sa, tuttavia, che ottenevano i glucidi masticando pelle di balena, fegato di tricheco, bacche, frutta secca, tuberi e alghe marine quando disponibili.

Il consumo di glucidi è stato molto vario nelle diverse culture antiche, ma per quanto alcune dovessero impegnarsi un po’ di più, tutte prevedevano l’assunzione di carboidrati buoni.

Mito 3: Si può perdere peso solo seguendo una dieta chetogenica

insalata pesi e quaderno con penna

Si pensa che meno carboidrati introduciamo, più rapidamente perderemo peso. Naturalmente passare da una dieta ad alto contenuto di carboidrati ad una dieta a basso contenuto, porta a bruciare più facilmente i grassi del corpo.

Nonostante ciò, consumare sempre meno glucidi non conduce necessariamente al sospirato peso forma.

Per alcune persone una dieta chetogenica porta al dimagrimento, perché si finisce per ridurre l’apporto calorico complessivo, si aumenta il consumo di alimenti ricchi di proteine e di fibre o si mangia spesso meno del dovuto.

Altre persone, tuttavia, non dimagriscono altrettanto facilmente; si attiva, infatti, un processo di compensazione di alcuni ormoni, tra cui il cortisolo, che aumenta quando non consumiamo carboidrati buoni.

Sebbene sia una reazione normale, un’eccessiva produzione di cortisolo può essere negativa per la salute se contemporaneamente:

  • Avete un affaticamento surrenale.
  • Non vi esponete abbastanza al sole.
  • Siete sotto stress.
  • Non dormite le giuste ore di sonno.

Una riduzione drastica di carboidrati, non accompagnata da una buona dieta o da un miglioramento nello stile di vita, non porta necessariamente a un risultato veloce.

Mito 4: Consumare pochi carboidrati non ha mai fatto male a nessuno

Donna incinta

A molte persone può fare bene una dieta a basso tenore di glucidi, ma per la salute di altre potrebbe essere negativa.

Durante la gravidanza, ad esempio, è necessario consumarne una dose sufficiente per assicurare il corretto sviluppo cerebrale del bambino. Inoltre, senza glucidi è facile aumentare il consumo di proteine. Se questo arriva a superare il 25% delle calorie totali, il bambino potrebbe nascere sotto peso o addirittura aumenta il rischio di morte prenatale.

In chi pratica sport può portare ad un calo nel rendimento, a un aumento di peso o a tempi di recupero dopo l’allenamento più lunghi.

In presenza di ipotiroidismo, seguire una dieta scarsa di carboidrati buoni porta ad un abbassamento nei livelli di insulina. Il corpo, di conseguenza, non riesce a trasformare correttamente l’ormone inattivo T4 in ormone attivo T3. Per questo motivo, i sintomi dell’ipotiroidismo possono comparire improvvisamente.

Infine, può creare scompensi nella produzione di sostanze utili alla flora intestinale, dando origine a problemi di varia natura, dall’obesità alle malattie della pelle.

Mito 5: Le diete a basso contenuto di carboidrati sono pericolose e inutili

donna misura con metro grasso addominale

Una dieta a ridotto apporto di carboidrati cattivi è una potente arma terapeutica contro:

  • sovrappeso
  • diabete di tipo 1 e 2
  • sindrome metabolica
  • ovaio policistico
  • lesioni cerebrali traumatiche
  • epilessia
  • alzheimer
  • parkinson
  • ansia
  • depressione

È possibile che molte di queste patologie abbiano tra le cause un consumo eccessivo di zuccheri raffinati, ma non tutti sono allo stesso livello e non tutti cattivi.

Per questo motivo è importante essere ben informati su come introdurre i carboidrati buoni nella vostra dieta quotidiana e ridurre quelli nocivi. 

Chiedete al medico consigli sulla vostra dieta ideale, in base alle vostre esigenze.

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