Scoprite i benefici delle alghe per l’ipotiroidismo

· 14 agosto 2015

L’ipotiroidismo è una malattia che colpisce principalmente le donne sopra i 50 anni, ma che può presentarsi anche dopo il parto. Comporta sintomi che influiscono molto sulla qualità della vita e sull’aspetto fisico di chi ne soffre.

In quest’articolo vi spieghiamo come possono aiutarvi le alghe grazie al loro contenuto di iodio e di altri minerali, così come alcuni consigli per farvi scoprire come sono facili e piacevoli da cucinare.

Cos’è l’ipotiroidismo?

L’ipotiroidismo è una malattia sofferta dal 3% della popolazione. Chi soffre di questa malattia, ha livelli più bassi di ormoni tiroidei nel sangue.

Questi sono i sintomi più comuni:

  • Stanchezza
  • Debolezza muscolare
  • Sensazione di freddo
  • Aumento e diminuzione di peso senza un’apparente ragione
  • Depressione
  • Doppio mento nelle persone magre
  • Caduta dei capelli
  • Viso pallido o giallognolo
  • Ritenzione idrica
  • Pelle molto secca
  • Mancanza di pelli nelle estremità esteriori delle sopracciglia.

Qual è la causa?

Le cause più frequenti di questa malattia sono le seguenti:

  • Diversi tipi di tiroidite
  • Problemi congeniti
  • Radioterapia nel collo
  • Medicinali antitiroidei
  • Trattamenti al litio
  • Carenza cronica di iodio

Le alghe

Le alghe sono ancora sconosciute nel mondo gastronomico, anche se si tratta di un alimento medicinale e particolarmente versatile nella preparazione dei nostri piatti.

La maggior parte delle persone che non le utilizza ammette di non conoscerle come ingredienti per la cucina. Tuttavia, aggiungere le alghe ai nostri piatti è molto semplice e può dare un tocco originale alle ricette di ogni giorno.

Grazie alla cucina giapponese, le alghe si stanno introducendo anche nella nostra. Anche le diete vegetariane e macrobiotiche consigliamo di aggiungerle ai nostri piatti per aumentare in modo considerevole la quantità di minerali, tra i quali lo iodio, di cui ha carenza chi soffre di ipotiroidismo.

Prima di darvi alcuni consigli, è molto importante sottolineare che le alghe devono essere biologiche e non contenere sostanze tossiche.

alga wakame Jacqueline

Come usarle?

Ogni alga deve essere impiegata in modo diverso a seconda delle sue caratteristiche. Le più fini vanno solo messe a mollo per qualche minuto, mentre le più spesse devono cuocere dai 30 ai 40 minuti.

Di seguito vi diamo alcuni consigli:

  • Nori: Quest’alga si utilizza in fogli sottili per elaborare il sushi. È sufficiente inumidirla e arrotolarci il riso o il ripieno che scegliete.
  • Kombu: Un pezzo di kombu nei piatti a base di legumi darà alla pietanza una consistenza più “morbida” e migliorerà la digestione.
  • Wakame: Se aggiungiamo un po’ di wakame durante la cottura della crema di verdure, renderà il piatto cremoso, per cui può sostituire il formaggio o le patate.
  • Spaghetti di mare: Ideale come condimento per il riso o per la pasta.
  • Palmaria palmata: Non ha quasi bisogno di essere cotta, per cui è particolarmente indicata per minestre veloci, sughi e salse o insalate.

Esistono due alghe particolarmente benefiche, da assumere sotto forma di integratori:

  • Spirulina
  • Fucus.

Andranno sempre prese solo dopo aver consultato il medico.

sushi

Sale alle alghe

Un’altra opzione per consumare spesso le alghe è quella di preparare voi stessi un sale alle alghe, che potenzierà il sapore dei vostri piatti. Per prepararlo, bisogna macinare il sale marino e le alghe scelte, mescolare il tutto e conservare in un contenitore di vetro ben chiuso. È possibile aggiungere anche piante aromatiche.

Potrete usarlo per sostituire il sale che utilizzate normalmente, per cucinare minestre, stufati ecc.

Vi consigliamo di elaborare il sale con l’alga kep, che è ricca di iodio e viene spesso utilizzata nei sali dietetici già pronti.

alghe wakame Jacqueline

Alimenti che è meglio evitare

Parallelamente al consumo di alghe, dovrete limitare il consumo di quegli alimenti che, anche se per molte persone sono salutari, non sono indicati a chi soffre di ipotiroidismo, poiché bloccano l’assorbimento dello iodio:

  • Crociferi: Cavolo, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, broccoli e cavolo verza.
  • Spinaci
  • Soia
  • Pesche
  • Fagioli
  • Lime

Sono inoltre pericolosi gli alimenti processati e raffinati, così come l’acqua del rubinetto. Optate per acqua di sorgente o acqua minerale.

Immagini per gentile concessione di Jacqueline e Michael Kappel.

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