Cardiopatia congenita: che cos’è?

27 Settembre 2019
La cardiopatia congenita è il difetto di nascita più comune. Il grado di gravità e il trattamento dipendono dal caso specifico. Attualmente la percentuale di sopravvivenza è aumentata in modo considerevole.

La cardiopatia congenita è una malformazione che colpisce circa l’1% delle nascite. È una patologia che si sviluppa durante la gravidanza, quando il cuore del bambino non si è ancora formato del tutto. Il termine “congenita” si riferisce al fatto che la patologia è presente sin alla nascita.

Le statistiche indicano che la cardiopatia congenita è il difetto di nascita più frequente. Grazie ai progressi in ambito scientifico, oggi il numero degli adulti affetti da questo disturbo è superiore a quello dei neonati.

Ovvero, il tasso di sopravvivenza per questa patologia è notevolmente aumentato. I soggetti affetti da cardiopatia congenita che raggiungono l’età adulta richiedono in ogni caso un monitoraggio costante, al fine di prevenire possibili complicazioni.

Cos’è la cardiopatia congenita?

Confronto tra cuore sano e cuore con cardiopatia

Piuttosto che parlare di cardiopatia congenita, si dovrebbe parlare al plurale di cardiopatie congenite. Si tratta, infatti, di un gruppo di malattie la cui caratteristica comune è la presenza di alterazioni strutturali nel cuore.

Queste alterazioni sono dovute a un’anomalia nella formazione di tale organo nel periodo embrionale. Il cuore del bambino inizia a formarsi a partire dal concepimento, ma completa il suo sviluppo solo all’ottava settimana di gravidanza.

Affinché il cuore si formi pienamente, devono compiersi diverse fasi. In genere, la cardiopatia congenita si verifica perché alcune di queste fasi non si sono completate al momento giusto. Il risultato è un cuore malformato.

Cause

Nella stragrande maggioranza dei casi, non è possibile stabilire la causa specifica della cardiopatia congenita. Nonostante ciò, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha evidenziato alcuni fattori che aumentano il rischio di soffrire di tale patologia. Tra questi troviamo:

  • Fattori genetici. I precedenti familiari aumentano il rischio di sviluppare tale patologia. Analogamente, le malattie cardiache congenite speso accompagnano alcune sindromi cromosomiche o genetiche, come la sindrome di Down, la sindrome di DiGeorge e altre.
  • Infezioni. Soffrire di infezioni, come la sifilide o la rosolia, in gravidanza, aumenta il rischio di malformazioni dell’embrione.
  • Stato nutrizionale. Il sovrappeso della donna in gravidanza, l’eccesso di vitamina A, la mancanza di iodio o folati e la presenza di malattie come il diabete mellito, aumentano le probabilità di uno sviluppo anomalo del feto.
  • Fattori ambientali. L’esposizione ad alcuni prodotti chimici, il consumo di alcol e/o tabacco, nonché l’assunzione di determinati farmaci aumentano il rischio di sviluppo delle malattie congenite.

Sintomi e tipi di cardiopatia congenita

Cuore e arterie

I segni della cardiopatia compaiono subito dopo il parto o nei primi mesi di vita. I principali sintomi sono:

  • Difficoltà nell’alimentazione.
  • Respirazione veloce.
  • Labbra viola o bluastre.
  • Ritardo nella crescita.

Leggete anche: Riconoscere un infarto grazie a 5 sintomi

I diversi tipi di cardiopatie congenite sono sostanzialmente classificate in tre gruppi, ovvero:

  • Problemi dovuti all’eccessivo flusso sanguigno nei polmoni. In presenza di questo tipo di patologie si verifica un aumento della pressione e dello sforzo polmonare. Tra essi abbiamo:
    • Dotto arterioso persistente.
    • Comunicazione interarticolare o interventricolare.
    • Canale ventricolare atriale.
  • Problemi di scarso flusso sanguigno nei polmoni. In questo caso, il corpo non riceve sufficiente ossigeno, generando il classico colore blu o viola delle labbra. Tra i disturbi che ne conseguono troviamo:
    • Atresia tricuspide.
    • Atresia polmonare.
    • Trasposizione delle grandi arterie.
    • Tetralogia di Fallot.
    • Ventricolo destro a doppia uscita.
    • Tronco arterioso.
  • Problemi dovuti allo scarso flusso sanguigno nel corpo. Cavità cardiache malformate oppure ostruzioni nei vasi sanguigni impediscono il passaggio del sangue nel corpo. Includono la coartazione dell’aorta e la stenosi aortica.

Può interessarvi anche: Le malattie cardiache non colpiscono solo il cuore

Altri aspetti da considerare

Per poter prevenire le malattie cardiache congenite, è opportuno che la madre effettui regolari controlli medici durante tutta la gravidanza. Inoltre, dovrebbe assumere solo farmaci autorizzati dal medico che la segue ed evitare l’esposizione a sostanze chimiche dannose.

In caso di diabete mellito, è importante tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue. Tuttavia, per quante precauzioni possano essere prese, a volte è impossibile prevenire del tutto le cardiopatie. Sussistono, di fatto, alcuni fattori genetici e persino sconosciuti, che danno logo a questi disturbi.

La cardiopatie congenite presentano diversi livelli di gravità. Dipende tutto dalla natura e dalla gravità della malformazione. A volte tali patologie richiedono un intervento prima della nascita, mentre in altre è possibile attendere il parto.

  • Granado, F. M., & de Cardiología Pediátrica, S. (2008). Epidemiología de las cardiopatías congénitas. Servicio de Cardiología Pediátrica, Hospital Infantil Universitario La Paz, Madrid.[Consultado el 10 de junio de 2013]. Disponible en www.secardioped/protocolos.es
  • Friesen, R. H. (2010). Cardiopatía congénita. In Anestesia. Secretos. https://doi.org/10.1016/b978-84-8174-941-0.50061-6
  • Born, D. (2009). 8. Cardiopatia congênita. Arquivos Brasileiros de Cardiologia. https://doi.org/10.1590/s0066-782×2009001300008