Conseguenze mentali di un infortunio

Al di là della riabilitazione fisica, bisognerà concentrarsi anche sulla gestione delle emozioni viste le conseguenze mentali di un infortunio.
Conseguenze mentali di un infortunio

Ultimo aggiornamento: 24 agosto, 2021

Qualsiasi caso di riabilitazione prevede anche di affrontare le conseguenze mentali dell’infortunio. Oltre a lavorare sugli esercizi e i programmi di fisioterapia volti a rinforzare la muscolatura, recuperare la forza e altri obiettivi fisici, bisognerà anche gestire l’ansia, la paura e l’insicurezza.

La salute riguarda tutto il corpo e, anche una volta tornati in forma e pronti per una nuova gara, se la mente non è presente, gli sforzi saranno stati vani.

Per questo motivo, la psicologia sportiva risulta essenziale per superare le conseguenze mentali di un infortunio.

Conseguenze mentali di un infortunio

È importante comprendere il senso di sconfitta della persona che subisce un infortunio ed è costretta a fermarsi. In questi casi sorgono emozioni tipiche che non devono spaventare né allarmare. È normale provare preoccupazione, angoscia o timore. Anzi, in alcuni casi sono proprio queste le sensazioni che motivano e spingono verso la guarigione.

Bisogna tuttavia fare attenzione nel caso in cui interferiscono con la vita quotidiana. L’insonnia, il senso di svogliatezza costante, la depressione, l’ansia, i pensieri ruminativi, negativi e drammatici sulla propria condizione, tra gli altri.

A prescindere che l’atleta sia esordiente o già affermato, un infortunio non implica solo una pausa in ambito sportivo, ma anche cambiamenti nella sfera personale, relazionale e lavorativa.

La tristezza o l’ira legata alla lesione si manifesterà, in un modo o nell’altro, attraverso la condotta della persona.

Conseguenze fisiche e mentali di un infortunio al ginocchio.
Oltre alla riabilitazione fisica bisogna considerare gli effetti sulla psiche che accompagnano gli atleti infortunati.

Riabilitazione mentale

Accettare la situazione è fondamentale per gestire le emozioni e affrontare il periodo di transazione verso uno stadio più positivo, orientato alla riabilitazione. È inutile restare ancorati a idee disfattiste.

La gestione delle emozioni risulta necessaria per riprendersi dopo un infortunio. Bisogna saper elaborare l’ira, la paura, la tristezza o qualsiasi altro stadio per cui stia passando lo sportivo.

Per affrontare e superare le conseguenze mentali legate a un infortunio è fondamentale la psico-educazione: spiegare all’atleta l’impatto che la salute mentale gioca nel periodo di recupero, affinché comprenda l’importanza di non trascurare quest’aspetto.

Molti psicologi adoperano un approccio indiretto consigliando video o documentari sull’attività sportiva per coinvolgere il paziente e mantenerlo in contatto con la sua area di interesse. È utile anche conversare con persone che in passato hanno superato una lesione.

L’ottimismo e la visualizzazione di scene positive sono cruciali. Fomentare i pensieri che proiettano il paziente in un ritorno alla normalità e che gli permettano di riconoscere il progresso giornaliero, senza lasciarsi sopraffare da “quello che manca”.

Consigli per superare lo stress mentale di un infortunio

Per affrontare al meglio la fase di recupero, è essenziale conoscere il paziente a fondo, oltre a identificare la lesione e analizzare le cause o lesioni simili del passato. Lo sportivo infortunato soffriva di burn out sportivo? Si trovava in un periodo di forte stress o pressione da competizione?

La personalità e le circostanze di vita che ruotano attorno all’atleta influiscono sulle azioni da prendere. Ad esempio, indagare sulle risorse che ha a disposizione, come la capacità di affrontare lo stress o il ruolo che lo sporto gioca nella sua vita.

Grazie alla psicologia sportiva, si può così personalizzare l’intervento e offrire al paziente ciò di cui ha bisogno per superare mentalmente la lesione. Ecco alcune altre raccomandazioni generali.

1. Lavorare sull’accettazione per superare le conseguenze mentali di un infortunio

È fondamentale accettare di aver subito un infortunio e la conseguente pausa nella propria carriera. Anche se spesso la negazione serve a difenderci, in questo caso non riconoscere la realtà dei fatti può essere intralciare il recupero, la motivazione e influire persino sui comportamenti di rischio.

Il dolore legato a un infortunio porterà con sé inevitabilmente ira e tristezza, che è necessario accettare ed elaborare per poter andare avanti.

2. Fomentare la pazienza

Forse uno degli aspetti più difficili per il recupero, specialmente quando le tempistiche di riabilitazione non sono chiare e dipendono dall’evolversi della lesione.

La linea che separa pazienza e frustrazione è estremamente sottile, per cui sarà importante rafforzare continuamente l’idea dell’impegno che si sta mettendo nel processo. Affrontare il recupero come fosse una sfida può aiutare a motivare il paziente.

Si raccomanda inoltre di stabilire obiettivi sul breve termine per evidenziare i traguardi raggiunti e non vedere il giorno della piena riabilitazione come troppo lontano o irraggiungibile.

3. Parlare dell’infortunio

A chi attribuisce l’atleta la causa dell’infortunio subito? Alla sfortuna, allo stress o ad un concorrente avversario? È importante ripassare mentalmente l’episodio e delineare un panorama generale di quanto successo, così da lavorare sugli elementi disfunzionali.

È anche importante conoscere le strategie di gestione del problema del singolo. Non è la stessa cosa avere davanti un paziente che vede la lesione come qualcosa di passeggero e risolvibile, piuttosto che ritenerla la fine della carriera.

La psicologia cognitiva può essere di grande aiuto: possibili esercizi sono la ristrutturazione cognitiva e l’elaborazione di pensieri alternativi.

Un altro aspetto da considerare per superare le conseguenze mentali di un infortunio sta nell’affrontare il motivo della scelta sportiva. Si tratta di far trovare all’atleta la motivazione a non rinunciare, nonostante lo sconforto.

Uomo frustrato a seguito di un infortunio.
Ira, tristezza e frustrazione a causa dell’interruzione della carriera sportiva sono emozioni che vanno gestite.

4. Rilassamento per superare le conseguenze mentali di un infortunio

Il rilassamento è uno strumento chiave per calmare l’ansia da riabilitazione ed eliminare le paure che possono nascere quando finalmente si recupera l’allenamento. Va dunque incluso nel percorso di riabilitazione per calmare lo stress sportivo e prevenire le ricadute.

Tornare ad allenarsi

Per ricominciare a fare sport bisogna progredire passo dopo passo. Stabilire obiettivi piccoli e avanzare gradualmente, oltre a prendersi tutti i periodi di riposo necessari.

Fondamentale è non farsi prendere dalla pressione, rispettare i tempi indicati dal medico ed essere pazienti durante i primi allenamenti. Prendere nota dei movimenti  o sforzi che causano dolore serve per gestire al meglio le pause. Naturalmente, bisogna chiedere aiuto se necessario.

In ambito sportivo la pressione è un’arma a doppio taglio: da una parte stimola l’atleta e lo spinge a superarsi, dall’altra impone su di lui esigenze che possono portare conseguenze fisiche e mentali. Oggi giorno lo sport ha un valore tale che non è raro passare dal piacere della competizione allo stress in poco tempo.

A prescindere dal livello dell’atleta, per affrontare le conseguenze mentali di un infortunio bisogna sempre adottare un approccio non solo medico, ma biopsicosociale. La psicologia sportiva può rivelarsi do grande aiuto per procedere in maniera positiva.

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