Cos'è il riflesso di presa nei bambini?

Il riflesso di presa nei bambini costituisce una risposta motoria a uno stimolo esterno. La presenza di questo riflesso indica un adeguato sviluppo neurologico.
Cos'è il riflesso di presa nei bambini?

Ultimo aggiornamento: 04 luglio, 2022

Il riflesso di presa nei bambini può essere di due tipi: palmare (nelle mani) o plantare (nei piedi). Per stimolarlo si può esercitare una leggera pressione, a cui il bambino risponderà chiudendo la mano o inarcando il piede. In entrambi i casi, il riflesso di presa permette di valutare la risposta motoria degli arti superiori e inferiori.

È importante notare che quando non compare, può essere un segno di un possibile problema neurologico, poiché entrambi i riflessi sono regolati dal midollo spinale. Diamo un’occhiata a tutto questo in modo più dettagliato.

Riflessi primitivi

Alcune risposte motorie si verificano in maniera involontaria nei bambini. Questi sono in gestazione da prima del momento della nascita, si evolvono man mano che il bambino cresce e si sviluppano fino a scomparire naturalmente.

Questi movimenti, detti riflessi primitivi, sono mediati da diverse strutture del sistema nervoso:

  • Midollo spinale.
  • Mesencefalo.
  • Tronco encefalico.
  • Corteccia cerebrale.

Tra le risposte motorie ci sono le seguenti:

  • Riflesso di suzione: ha a che fare con l’alimentazione e si manifesta con un movimento di suzione quando qualcosa tocca o sfiora la bocca del bambino.
  • Riflesso di ricerca: prima di un certo stimolo, il bambino gira la testa da una parte all’altra. Questa risposta tende a scomparire entro 4 mesi.
  • Moro: Se la testa del bambino torna indietro, estenderà le braccia e le gambe e poi le unirà. Questo riflesso inizia a scomparire dopo 2 mesi.
  • Tonico del collo: quando il bambino gira la testa, allunga anche il braccio da quel lato e lascia l’altro piegato. È un movimento difensivo, simile a quello che fanno i pugili.
  • Camminata automatica: quando il bambino si trova tra le braccia, toccando la pianta dei suoi piedi, proverà a camminare mettendo un piede davanti all’altro.
  • Tonico labirintico: compare tra la nascita e i primi 2 mesi del bambino, scomparendo a 4 o 6 anni. Si manifesta quando la testa ruota, cosa che farà allungare il braccio e la gamba del bambino dallo stesso lato.

Oltre a quelli menzionati, ce ne sono altri come il tracciamento visivo, l’orientamento uditivo e il riflesso di presa, di cui parleremo di seguito.

Il bambino afferra il riflesso.
Alcuni movimenti della prima infanzia sono stereotipati, il che significa che vengono eseguiti sempre allo stesso modo con lo stesso stimolo.

Per saperne di più: Stimolare lo sviluppo cerebrale del bambino

Cos’è il riflesso di presa?

Il concetto di riflesso di presa si riferisce al movimento o alla risposta motoria a contatto con un oggetto. È palmare (se è nelle mani) o plantare (nei piedi).

Per suscitare un tale riflesso, il neonato può essere stimolato esercitando una leggera pressione. In entrambi i casi la risposta è simile: il bambino fa un movimento di chiusura, come se cercasse di afferrare l’oggetto.

Riflesso di presa palmare

È capitato a molti di noi che, quando mettiamo il dito accanto la mano di un neonato o tocchiamo le sue manine, ci afferrino con fermezza e non lo lasciano andare. Ciò è dovuto al riflesso di presa palmare.

Tale risposta motoria involontaria si manifesta fin dal momento della nascita, purché vi sia un normale sviluppo neurologico. Il riflesso di presa palmare si verifica durante i primi 2 mesi di vita, poi diminuisce. Si stima che scompaia dopo i 5 mesi.

Riflesso di presa plantare

Nel riflesso di presa plantare, invece, il movimento che si fa è inarcare le dita dei piedi verso l’interno, come se si volesse chiudere l’arto. In alcuni casi, quando viene stimolato con una penna, si flette in modo tale da afferrare persino l’oggetto.

Anche a causa di questo riflesso, a volte è difficile mettere i calzini o le scarpe ai bambini.

Come il precedente, il riflesso di presa plantare è presente dalla nascita; tuttavia rimane più a lungo, scomparendo intorno ai 9 o 10 mesi, in coincidenza con la posizione in piedi del bambino o con i suoi primi passi.

Importanza del riflesso di presa

Si pensa che questi due riflessi primari siano stati ereditati dai nostri antenati, quando gli esseri umani avevano più peli. In questo modo, i neonati si aggrappavano al corpo della madre di fronte a un pericolo imminente, proprio come fanno i primati.

Tuttavia, insieme agli altri citati, i riflessi di presa palmare e plantare sono indicatori importanti per il medico durante la valutazione e la diagnosi di neonati e lattanti.

Allo stesso modo, la loro presenza aiuta a confermare che lo sviluppo del sistema nervoso centrale sta avvenendo correttamente. Se il riflesso di presa non si manifesta o non scompare all’età prevista, potrebbe essere il sintomo di qualche disturbo.

In questo senso, la persistenza potrebbe influenzare l’evoluzione o l’acquisizione di alcune abilità successive. Se il riflesso di presa plantare dovesse persistere, sarebbe difficile per il bambino iniziare a camminare normalmente, poiché non sarebbe in grado di fare il piede piatto.

D’altra parte, il riflesso di presa palmare è importante per alcune abilità motorie. Ad esempio, è legato al fatto di poter pizzicare con le dita quando si impugna una matita o una posata.

Piedi di un bambino con un riflesso di presa.
Il riflesso di presa plantare deve scomparire per consentire i tentativi di deambulazione.

Quando andare dal dottore?

Alla nascita del bambino vengono effettuati una serie di esami e test, volti ad escludere o rilevare eventuali patologie. Il riflesso di presa palmare e plantare sono da osservare perché sono indicativi di un’adeguata evoluzione neurologica. E se tutto va bene, non c’è nulla di cui preoccuparsi al riguardo.

Tuttavia, se nel tempo si osserva una situazione irregolare in relazione a questi riflessi primitivi (ad esempio, se non scompaiono al momento giusto), vale la pena consultare un medico. Il professionista può raccomandare di eseguire degli studi specifici per determinare la causa.

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