Stato vegetativo: tutto quello che c’è da sapere

26 Maggio 2020
Lo stato vegetativo è una condizione clinica caratterizzata dalla perdita della coscienza di sé e della consapevolezza dell'ambiente. In questo articolo parleremo delle cause, i sintomi, la diagnosi e la prognosi.

Esistono svariati disturbi in grado di alterare lo stato di coscienza dell’essere umano e lo stato vegetativo occupa un posto di rilievo in questo ambito. In passato, tale termine veniva utilizzato per descrivere lo stato di pazienti incoscienti, sottoposti a terapie di supporto vitale.

Solo intorno agli anni ’70, due rinomati neurologi, Brian Jennet e Freud Plum, hanno elaborato una descrizione scientifica di tale disturbo. Da allora, sono stati pubblicati numerosi articoli inerenti lo stato vegetativo da diverse prospettive, pur rimanendo un argomento tuttora controverso.

Cos’è lo stato vegetativo?

Per spiegare meglio questa condizione, possiamo iniziare dividendo il cervello in due parti a seconda delle funzioni che controllano:

  • Gli emisferi cerebrali controllano il pensiero e il comportamento, rendendoci consapevoli di noi stessi e del nostro ambiente. In essi troviamo più lobi – frontale, temporale, occipitale, parietale – con le loro rispettive funzioni, eseguite dai neuroni presenti nella corteccia di detti emisferi.
  • Il diencefalo, costituito da talamo e ipotalamo, e il tronco encefalico, controllano le funzioni vitali. Tra esse abbiamo il ciclo sonno-veglia, la temperatura corporea, la respirazione, la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, ecc. Questa parte del cervello costituisce il cervello primitivo.
Traumi cranici

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Lo stato vegetativo è una condizione di lunga durata che si produce quando gli emisferi cerebrali smettono di funzionare. Ne consegue che il soggetto risulta incosciente di sé e dell’ambiente. Tuttavia, il cervello primitivo continua a operare le sue funzioni vitali.

«Non sono né incoscienti né in coma nel senso usuale della parola, sono svegli senza coscienza».

– Jennet e Plum –

Cause dello stato vegetativo

Sono diverse le cause dello stato vegetativo, in quanto qualsiasi disturbo in grado di provocare danni cerebrali può causarlo.

Generalmente, accade che, rimosso l’agente causale le funzioni del tronco encefalico e del diencefalo riprendano, ma non avviene altrettanto con la corteccia cerebrale o la funzione corticale. Le cause più frequenti sono:

  • Trauma cranico: per esempio un motociclista senza casco che ha un incidente in moto e batte la testa.
  • Un disturbo che priva il cervello di ossigeno, come l’arresto cardiaco o l’arresto respiratorio.

Tra le altre cause abbiamo tumori, emorragie, infezioni cerebrali, stadi avanzati di demenza come l’Alzheimer, ecc. Questi disturbi non danneggiano il cervello primitivo, bensì la corteccia cerebrale.

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Sintomi dello stato vegetativo

I soggetti in stato vegetativo possono eseguire azioni che potrebbero farci pensare che possano essere coscienti, ad esempio:

  • Aprire gli occhi. Il paziente può alternare periodi di riposo nel quale gli occhi sono chiusi, con periodi nei quali gli occhi sono aperti.
  • Possono respirare, suggere, masticare, tossire, vomitare, deglutire, emettere suoni, ecc.
  • Reagire a stimoli come rumori forti e talvolta può sembrare che sorridano o aggrottino le sopracciglia.

Tuttavia, tali reazioni vengono eseguite dal cervello primitivo senza alcun tipo di coscienza. Sono il risultato di riflessi involontari comuni a tutti gli esseri umani.

Come si accerta lo stato di incoscienza?

Per stabilire se un soggetto è cosciente, ci deve essere intenzionalità nelle sue azioni. Ciò indicherebbe la sua interazione con l’ambiente esterno:

  • Il paziente può aprire e chiudere gli occhi ed eseguire movimenti oculari, ma senza scopo apparente. I movimenti sono casuali e indipendenti dagli stimoli posti. Ad esempio, se ha gli occhi aperti e gli mettiamo davanti una matita, non la seguirà con lo sguardo se iniziamo a muoverla.
  • Non esegue alcun movimento volontario o intenzionale. Fa un gesto o alza un arto perché reagisce agli stimoli intensi a cui è sottoposto. Tra essi, svegliarsi di soprassalto a causa di forti rumori. Il resto dei movimenti sarà costituito da riflessi primitivi, come la suzione, masticare, deglutire, ecc.
  • Non riesce a parlare né a emettere parole. Se emette suoni, si tratterà di grugniti o suoni gutturali.
  • Se gli viene dato un ordine verbale o scritto non lo eseguirà, non avrà alcuna reazione.

Come si può vedere, il paziente non è cosciente di alcunché, ma il cuore e i polmoni continuano a funzionare. In altre parole, la pressione sanguigna e le funzioni cardiorespiratorie risultano intatte.

Paziente in ospedale

Diagnosi

La diagnosi è bastata sulla valutazione dei sintomi da parte di un medico. Pur presentando il quadro clinico completo dello stato vegetativo, il paziente sarà tenuto sotto osservazione per un certo periodo di tempo affinché si possa confermare tale stato. In caso contrario, si corre il rischio di ignorare eventuali segni di coscienza.

Si potranno eseguire degli esami di imaging per valutare quale parte del cervello è stata colpita e prevederne il trattamento. Per verificare la presenza di segni di coscienza, vengono utilizzati diagnostici come la risonanza magnetica funzionale o l’elettroencefalogramma, al fine di misurare l’attività cerebrale.

Purtroppo, questi esami non sono in grado di rilevare il livello di coscienza dei pazienti, ma solamente se ci sono segni di coscienza non determinabili a occhio nudo. Tali risultati influiscono sul tipo di cure da intraprendere nel lungo termine e le probabilità di guarigione.

Prognosi dello stato vegetativo

In genere, lo stato vegetativo viene considerato persistente quando supera i 30 giorni. Tuttavia, si è visto che la causa, la durata e l’età del paziente sono fattori in grado di modificare la prognosi.

Potrebbe verificarsi un recupero, in una condizione valutata come permanente, ma sarà sempre minimo, con rilevanti postumi che interferiscono pesantemente sulla qualità della vita.

Trattamento dello stato vegetativo

I soggetti in stato vegetativo necessitano di assistenza sanitaria integrale. In particolare, dovranno essere fornite loro le seguenti misure:

  • Misure preventive per i problemi dovuti all’immobilizzazione: possono verificarsi contratture o piaghe nelle zone di appoggio. Il ristagno di sangue nelle vene può causare trombi o coaguli di sangue. Per evitare ciò, il paziente dovrà essere mobilizzato in modo passivo.
  • Nutrizione adeguata: attraverso tubi che vanno dalla bocca/naso allo stomaco o direttamente allo stomaco. I nutrienti si possono somministrare anche per via endovenosa.
  • Scrupolosa pulizia dei tubi e del paziente per evitare possibili infezioni.

Le probabilità di un non recupero

In questi pazienti il recupero è alquanto improbabile. I medici, la famiglia e talvolta il comitato etico dell’ospedale dovranno affrontare la questione relativa al trattamento. Le volontà del paziente riguardo ai trattamenti, se noti o scritti nel testamento biologico, dovranno essere tenuti in considerazione.

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