Cos’è la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)?

· 16 dicembre 2015
Anche se la sindrome dell'ovaio policistico è legata ad un eccesso di grasso e a squilibri di tipo fisiologico-ormonale, purtroppo non si conoscono ancora i fattori che influiscono sullo sviluppo di questo problema.

Molte donne presentano un problema chiamato “sindrome dell’ovaio policistico” (sigla PCOS). Questa sindrome è il segnale di un mal funzionamento ormonale e, di conseguenza, interessa molte aree.

Le cause di questa sindrome sono diverse (alimentazione, grasso corporeo, conflitti interiori, stress, etc.). Continuate a leggere per saperne di più!

Ella canta ispirata dalla conoscenza delle ovaie, conoscenza che viene dal profondo del suo corpo, dal profondo della mente, dal profondo dell’anima.

Clarissa Pinkola Estés

Anatomia delle ovaie

 

Ovaio-policistico

Le ovaie sono piccoli organi dalla forma ovale e con un colore perlaceo, situati subito sotto le tube di Falloppio, uno per ciascun lato dell’utero. Hanno il compito di produrre gli ovuli o ovociti.

Quando gli androgeni rimangono elevati, il ciclo ormonale della donna non cambia, quindi tali livelli tendono ad essere statici. Così, nelle ovaie ci sono molte piccole cisti prodotte in ovuli sottosviluppati.

Di conseguenza, con l’ecografia le ovaie possono apparire ingrandite e con numerose cisti sotto la superficie. Per questo motivo, il problema in questione viene chiamato sindrome dell’ovaio policistico.

Leggete anche: 5 fattori che influiscono sulla salute delle ovaie.

La sindrome dell’ovaio policistico

Questo disturbo è un problema che risente dell’influenza delle emozioni, dei pensieri, dell’alimentazione e della storia di vita di una donna.

Attualmente non si parla di una malattia, ma di un segnale di squilibrio fisiologico-ormonale. C’è anche da dire che, nonostante ci siano casi congeniti, in realtà non ci sono cause ereditarie conosciute.

Sfortunatamente, la medicina convenzionale non riesce a spiegare il motivo o il modo in cui si scatena questo problema. Tuttavia, si sa che è collegato all’eccesso di grasso corporeo.

Di fatto, i dati indicano che le donne con la vita molto larga rispetto ai fianchi (fisico a mela) sono più propense a sviluppare queste disfunzioni ovariche.

Un’altra possibilità è che i problemi ormonali siano dovuti a disfunzioni ipotalamiche o ad altri fattori come lo stress emotivo e altri conflitti psicologici.

Il problema principale dell’ovaio policistico

Stress

L’ovaio policistico non produce ovuli e, di conseguenza, il corpo libera troppi androgeni. Il ciclo mestruale della donna, quindi, è inibito o ostruito, infatti le mestruazioni cessano o diventano molto irregolari.

È risaputo che la sovrapproduzione di androgeni è dovuta ad un livello troppo elevato di insulina nel sangue. In base a questo, viene spontaneo chiedersi se il problema non abbia origine nell’alimentazione.

C’è un’alta probabilità che la risposta sia affermativa: se l’alimentazione si basa su una grande quantità di prodotti raffinati, oltre alla sovrapproduzione di androgeni, ci sarà anche un rischio maggiore di obesità, diabete, irsutismo (peli superflui in eccesso, soprattutto sul viso) e malattie cardiache.

D’altra parte, anche l’ormone dello stress, il cortisolo, ha la capacità di aumentare la quantità di insulina nel sangue e, di conseguenza, potenziare la produzione di androgeni.

Trattamento dell’ovaio policistico

Pillola-anticoncezionale

Dato che nella maggior parte dei casi di sindrome dell’ovaio policistico non è possibile stabilirne la causa, il trattamento mira ad attenuare i sintomi. Vediamo quali sono i trattamenti possibili.

Trattamento farmacologico/ormonale

Attualmente, vengono prescritti i seguenti trattamenti:

  • Pillole anticoncezionali
  • Farmaci antiandrogeni
  • Inibitori dell’aromatasi (che modificano il modo di metabolizzare gli ormoni del nostro corpo)
  • Regolatori di insulina
  • Progestinici.

Sia le pillole sia i progestinici impediscono l’eccesso di rivestimento dell’utero, quindi a lungo andare evitano i danni delle mancate mestruazioni.

Anche se possono prevenire alcuni rischi, in realtà questi trattamenti mascherano solamente i sintomi, senza eliminare il problema di fondo che causa l’amenorrea (o mancanza di mestruazioni) e i fastidi che accompagnano la sindrome dell’ovaio policistico.

Vi consigliamo di leggere anche: 7 segnali d’allarme del cancro al collo dell’utero.

Cambiare alimentazione

Verdura-fresca

Apportare dei cambiamenti alla dieta può avere effetti positivi quando si tratta di equilibrare i livelli ormonali. Per questo, bisognerebbe diminuire o eliminare del tutto il consumo di alimenti raffinati e optare per i prodotti naturali.

Gli alimenti ricchi di fibra aiutano a riportare l’insulina a livelli salutari, a sentirsi meglio e ad eliminare l’eccesso di grasso corporeo.

Alcuni consigli

Dato che la sindrome dell’ovaio policistico può dipendere da conflitti emotivi di diversa natura, è importante esplorare e sanare la nostra parte emotiva.

Uno dei compiti da portare a termine è quello di identificare i messaggi negativi che stiamo interiorizzando e che ci stanno facendo del male, bloccandoci. Alla fine, spesso si tratta solo di dare ascolto al nostro flusso emotivo, infatti, come vi abbiamo detto in più occasioni, le nostre strutture neurochimiche sono interconnesse tra loro.

In questo senso, non possiamo permettere a noi stesse di farci del male, quindi non dobbiamo rassegnarci a convivere con questo problema, ma dobbiamo cercare di adattare la nostra vita alle abitudini che ci regalano maggior equilibrio.

Fonte: “Corpo delle donne, saggezza femminile”, di Christiane Northrup.

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