Daltonismo, come vede la persona daltonica?

3 Giugno 2020
Il daltonismo è una malattia genetica che comporta un'alterazione nella percezione dei colori. Le persone daltoniche possono presentare diversi gradi di gravità; differiscono anche le modalità attraverso cui i loro cervelli interpretano i colori. Vorreste saperne di più?

Il daltonismo è una malattia che altera la percezione dei colori. L’occhio umano è in grado di interpretare il colore delle cose attraverso le onde luminose che raggiungono la retina.

All’interno della retina sono presenti delle cellule specializzate, chiamate coni. I coni contengono al loro interno dei pigmenti, caratterizzati da tre diverse sensibilità: rosso, verde e azzurro. La combinazione dei tre pigmenti dà vita a una gamma molto più ampia di colori, così da consentirci di cogliere la realtà a colori e non in bianco e nero.

Dopo che i coni hanno ricevuto le informazioni contenute nell’onda luminosa, l’impulso si propaga fino a raggiungere il nervo ottico. Possediamo due nervi ottici, ognuno dei quali è posto dietro a ogni bulbo oculare. Il tragitto di entrambi si combina nel cosiddetto chiasma ottico e raggiunge il cervello per consentire ai neuroni di realizzare l’interpretazione finale delle informazioni.

In caso di daltonismo, il colore non viene percepito normalmente. Anche se l’onda luminosa è la stessa, nell’individuo daltonico le informazioni vengono interpretate in maniera erronea. Si stima che ne soffrano circa l’8% degli uomini e lo 0,5% delle donne.

Che cos’è il daltonismo?

Il disturbo conosciuto come daltonismo è una malattia genetica. Viene trasmesso attraverso il cromosoma X, che è uno dei due cromosomi umani che determina il sesso. Per questa ragione, la sua prevalenza è nettamente maggiore tra la popolazione maschile.

Il daltonismo viene definito come l’incapacità di distinguere i colori. All’interno di questa definizione è compreso un gran numero di varianti della malattia, che vanno da lievi cambiamenti di gamma quasi impercettibili fino allo scambiare un colore per un altro. In generale, esistono tre forme classiche di daltonismo:

  • Monocromatismo: è la forma meno frequente della malattia. È anche quella che causa il maggior numero di complicazioni per il paziente, perché di solito è associata ad altri sintomi, come la fotofobia o il nistagmo. Il prefisso “mono” fa riferimento al fatto che, dei tre tipi di cono (verde, rosso e azzurro), solo uno è funzionante.
  • Dicromatismo: al contrario della precedente, è la forma più frequente di daltonismo. Dei tre tipi di coni, uno è mancante, mentre gli altri due funzionano. All’interno del dicromatismo sono presenti tre ulteriori varianti in base al colore che non viene percepito. Quando il problema interessa il cono rosso, si parla di protanopia; di deuteranopia nel caso del verde; infine, di tritanopia quando interessa quello azzurro.
  • Tricromatismo: è il caso in cui tutti i coni funzionano, ma in alcuni di essi sono presenti delle alterazioni che riducono la sensibilità nel percepire le differenze tra i colori.
Visita dall'oculista
Il problema del daltonismo risiede nella retina, dove uno o più coni non svolgono la propria funzione.

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Altre cause del daltonismo

Anche se il daltonismo è una malattia genetica legata al cromosoma X, può dipendere anche da altri fattori. Tra le patologie che causano daltonismo possiamo trovare:

  • Cataratte: le cataratte opacizzano il cristallino. Questa opacità riduce la lucentezza di ciò che viene percepito dall’esterno ed è in grado di alterare la percezione del colore. Si tratta di una condizione che oggi può essere risolta chirurgicamente.
  • Morbo di Parkinson: non tutti i malati di Parkinson sono anche daltonici, ma può accadere che vengano colpite le cellule nervose della retina che captano le onde luminose.
  • Sindrome di Kallmann: non sempre questa patologia è associata alla presenza di daltonismo, ma in alcuni individui quest’ultimo fa parte dei sintomi manifestati. Nella sindrome di Kallmann il problema principale risiede nella ghiandola pituitaria.
  • Neuropatia ottica ereditaria di Leber: si tratta di una patologia a trasmissione genetica. I colori più colpiti sono il rosso e il verde.
  • Farmaci: il daltonismo può manifestarsi come effetto collaterale da assunzione di medicinali. Il farmaco maggiormente associato a questo problema è la tiagabina, impiegata nel trattamento dell’epilessia. Quando il suo uso viene sospeso, il soggetto recupera la sua normale capacità di visione.

Come vede chi soffre di daltonismo?

È bene chiarire che un daltonico non vede in toni di grigio né in bianco e nero. È possibile, però, che percepisca una desaturazione cromatica.

Esiste anche la confusione dei colori, percepita dagli individui che non presentano alterazioni dei coni. Tuttavia, il daltonico non la percepisce come una confusione, ma come una maniera di interpretare il colore. La persona interessata, infatti, ha sempre visto il mondo in questo modo, fin dalla nascita: questa è la sua percezione della realtà.

I test eseguiti negli ambulatori oftalmologici a fini diagnostici sono vari e hanno carattere soggettivo. Il paziente deve riferire ciò che vede e quali colori ritiene di percepire, in modo che la sua visione possa essere paragonata con la cosiddetta normalità.

L’esame più famoso è rappresentato dal test di Ishihara, composto da tavolette contenenti dei numeri formati da cerchi colorati. Le differenze di colore tra i cerchi sono lievi e si ritiene che un daltonico abbia serie difficoltà nel distinguerne i bordi.

Donna che prova gli occhiali
Il daltonismo viene diagnosticato attraverso dei test effettuati in un ambulatorio oftalmologico.

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Che cosa devo fare se penso di essere daltonico?

Se ritenete di poter soffrire di daltonismo, dovreste consultare un oftalmologo. Il medico vi sottoporrà agli esami del caso e stabilirà se presentate un’alterazione nella percezione dei colori. In generale, non c’è ragione di preoccuparsi, visto che la maggior parte dei daltonici conduce una vita perfettamente normale.

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