Effetti dello stress sul cuore, quali sono?

20 Novembre 2020
Sebbene i meccanismi esatti dell'interazione tra mente e corpo non siano ancora del tutto chiari, è dimostrato che lo stress emotivo favorisce un ampio ventaglio di malattie. Scoprite il suo legame con il cuore.

I fattori psicologici possono condizionare in modo negativo diversi organi del corpo umano. Oggi vogliamo concentrarci sugli effetti dello stress sul cuore e sul sistema cardiovascolare.

Possiamo forse dire che tutte le malattie hanno un collegamento con la salute mentale. Mente e corpo sono in stretta relazione e in interazione costante. Quando perdiamo il nostro equilibrio psicologico, aumentano i fattori di rischio di morbilità e mortalità.

Che cos’è lo stress?

Lo stress è il modo in cui il corpo reagisce a situazioni pericolose o impegnative. Questa reazione ha il compito di proteggerci dalle minacce.

In piccole dosi le situazioni stressanti non dovrebbero mettere a repentaglio la salute. Ma quando sono costanti, o troppo forti, cominciamo a risentirne.

Lo stress interviene in quasi tutte le malattie, anche quando è ben noto il loro meccanismo di patogenesi. Le malattie coronariche, il diabete, l’emicrania, la sindrome dell’intestino irritabile o la fibromialgia sono solo alcuni esempi.

Impiegato stressato tra fogli che volano in aria.
Lo stress lavorativo aumenta il rischio di sviluppare le malattie cardiovascolari.

Quali sono gli effetti dello stress sul cuore e sul sistema cardiovascolare?

La relazione sfavorevole che intercorre tra lo stress e la malattia cardiaca ischemica è già stata dimostrata da una ventina di anni analizzando pazienti affetti da malattia coronarica. Molte altre ricerche hanno confermato questi dati. I meccanismi precisi di questo legame non sono però del tutto noti.

Sono varie le ipotesi che cercano di spiegare come lo stress emotivo possa provocare un infarto acuto del miocardio, oppure fare aumentare la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, il tono vascolare o persino la capacità di aggregazione piastrinica. Tutto sembra collegato al rilascio dei neurotrasmettitori.

Un aumento importante della frequenza cardiaca o della pressione sanguigna potrebbe portare a una maggiore richiesta di ossigeno da parte del miocardio. In determinate condizioni, ovvero quando sono presenti altri fattori di rischio, ciò può portare a un infarto miocardico acuto.

L’insieme di questi fattori si riferiscono, inoltre, ad anomalie del sistema nervoso autonomo, l’area neurale responsabile delle azioni involontarie, come la respirazione o il battito cardiaco.

Di fronte a fattori di rischio come la presenza di placche aterosclerotiche nelle piccole arterie, una scarica proveniente dal sistema nervoso potrebbe causare un accidente all’interno della placca. Il tipico caso è quando gli ateromi si rompono e ostacolano la circolazione interrompendo il flusso di ossigeno ai tessuti.

Inoltre, le situazioni stressanti della vita quotidiana possono indurre il fumatore a fumare di più. O favorire, in altre persone, un atteggiamento sbagliato verso il cibo, con un conseguente aumento dei livelli di colesterolo nel sangue.

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Quando lo stress agisce sul cuore: quali sono i sintomi?

Alcune persone sono più sensibili allo stress per questioni caratteriali o per le esperienze vissute. Soprattutto per queste persone, sarà molto importante sviluppare meccanismi che aiutino a gestire in modo sano i fattori che le privano del giusto equilibrio.

Quando lo stress comincia ad agire sul cuore, i classici sintomi sono le palpitazioni, la tachicardia ovvero una sensazione martellante al petto.

Anche il dolore al petto può essere sintomo di stress cardiaco. Non è sempre espressione di un infarto, ma è una sensazione sorda e fastidiosa, un senso di oppressione costante che alterna periodi di maggiore intensità a momenti di calma.

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Come prevenire gli effetti dello stress sul cuore?

Riconoscere il collegamento tra stress e malattie cardiache è un primo passo verso la prevenzione. Alcune persone tendono più facilmente a entrare in una situazione di questo tipo, con maggiore rischio di infarto o ictus.

Prevenire gli accidenti cardiovascolari è certamente possibile. Insieme a una corretta alimentazione e all’esercizio fisico, esistono tecniche in grado di calmare lo stress. Si possono eseguire metodi di rilassamento nei momenti di maggiore crisi emotiva. Al tempo stesso sarà bene evitare i fattori che scatenano lo stress e che ci sono già noti. 

In generale, lo scopo di un programma per la gestione dello stress è ridurne l’impatto. Non si possono mai eliminare del tutto le fonti dello stress, ma si possono limitare se non trasformarle in stimoli utili al miglioramento personale.

Donna stressata con mano sulla fronte.
È importante saper gestire lo stress per ridurre il rischio cardiovascolare.

Quando occorre andare dal medico?

È impossibile prevedere in quale misura lo stress agirà sul cuore. Ciò nonostante, trovarsi in una situazione critica o dolorosa, come un lutto, dovrebbe già farci considerare la possibilità di un aiuto specialistico per evitare le conseguenze negative.

Oltre a ciò, sarà di grande aiuto adottare uno stile di vita sano. In altre parole, seguire un’alimentazione equilibrata, evitare il fumo o l’eccesso di alcol ed eseguire attività fisica regolare preferibilmente aerobica. Adottare una sana igiene del sonno è un’altra strategia che ci aiuterà a calmare l’ansia.

Infine, se possibile, occorre evitare o ridurre le situazioni che ci fanno sentire sotto pressione. Questo non solo avrà un impatto positivo sulla salute del cuore, ma sul benessere in generale.

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