Eritema solare: prevenzione e trattamento

Nei mesi estivi, quando le radiazioni solari sono più intense, è facile soffrire di eritema solare. Le ore di esposizione al sole sono più lunghe e tendiamo a trascurare la protezione della pelle. Ecco come trattarlo. 
Eritema solare: prevenzione e trattamento

Ultimo aggiornamento: 13 agosto, 2020

L’eritema solare è la tipica scottatura causata da un’eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette. In genere i sintomi più intensi si fanno sentire nelle prime 24 ore e poi iniziano a diminuire.

Si tratta, in realtà, di un insieme di condizioni a diversa gravità. Si va dalle lesioni lievi, con desquamazione dello strato superficiale dell’epidermide, all’ustione che stacca parte della pelle e provoca vesciche. In ogni caso, l’area interessata si arrossa per l’afflusso di sangue, ma non sempre è presente un’infiammazione.

Come abbiamo detto, l’eritema solare è conseguenza dell’azione dei raggi ultravioletti del sole. Sebbene i raggi solari abbiano diverse lunghezze d’onda, i più dannosi per la pelle sono gli UVB e UVA.

  • I raggi UVA sono molto penetranti e possono raggiungere perfino il derma che si trova al di sotto dell’epidermide. I danni possono essere a lungo termine: accelerano l’invecchiamento cellulare e favoriscono il tumore alla pelle. 
  • I raggi UVB sono la causa diretta dell’eritema solare. La pelle si abbronza e si brucia. Anche gli UVB sono in grado di alterare le cellule e renderle cancerose. Entrambe le radiazioni solari, pertanto, sono un fattore di rischio oncologico.

Categorie a rischio di eritema solare

Chiunque è soggetto a un eritema solare se si espone in modo sconsiderato al sole, in orari non indicati e senza protezione. Alcune fasce della popolazione, tuttavia, sono più a rischio:

  • Categorie professionali che devono lavorare all’aperto nelle ore centrali.
  • Persone con la carnagione molto chiara. 
  • Chi pratica sport acquatici o attività in montagna: il riflesso dell’acqua o della neve è in grado di bruciare con la stessa intensità della luce diretta.
  • Chi si trova ai tropici, dove l’inclinazione dei raggi del sole è più perpendicolare alla Terra e il tempo di radiazione è più lungo.
  • Persone che assumono alcuni antibiotici, come la doxiciclina.
  • Pazienti cronici con malattie autoimmuni che coinvolgono la pelle, come il lupus eritematoso.
Ragazza applica crema solare sulle braccia.
Tra mezzogiorno e le due del pomeriggio le radiazioni solari sono più aggressive.

Come comportarsi in caso di eritema solare?

In caso di eritema solare, le misure da adottare sono volte a calmare la lesione. In genere non è necessario recarsi dal medico a meno che non si abbiano dubbi circa l’evoluzione della scottatura.

Se già sappiamo di essere stati troppo sotto il sole e che sicuramente apparirà un eritema, sarà utile fare una doccia con acqua fredda non appena rincasati. Si può anche tamponare la pelle con impacchi freddi per calmare l’infiammazione.

È consigliato un abbigliamento ampio e comodo;  lo sfregamento di camicia e pantaloni, oltre a essere doloroso, favorisce lo sfaldamento della pelle che può essere pericoloso in presenza di vesciche.

Se sono comparse vesciche con liquido, è bene non scoppiarle. Meglio lasciarle asciugare senza intervenire troppo, eventualmente applicando pomate antidolorifiche o rinfrescanti. Altrettanto utile può essere l’applicazione di una garza sterile per evitare che si infettino.

Alcuni dermatologi consigliano l’applicazione di pomate a base di centella asiatica. Questa pianta stimola la produzione di collagene e, quindi, la guarigione della pelle. È indicato il paracetamolo per via orale per controllare il dolore.

L’importanza della protezione solare

Cappello, occhiali da sole e crema solare 30.
Una protezione solare con FPS 30 è il minimo raccomandato.

Le creme solari sono un prodotto fondamentale, in estate e durante tutto l’anno. Le associazioni dermatologiche le consigliano in caso di esposizione diretta al sole, a maggior ragione se si appartiene a una categoria a rischio.

Il compito della protezione solare è quello di riflettere le radiazioni o assorbirle, impedendo esse di raggiungere la pelle. L’unità di misura utilizzata per questi prodotti è l’SPF, il fattore di protezione solare, valore che si riferisce alla percentuale di raggi UV filtrati.

Nella pratica, una crema solare con SPF 30 è sufficiente nella maggior parte dei casi poiché blocca il 96,7% delle radiazioni solari. Il viso è da proteggere in modo particolare, soprattutto nei bambini e nelle persone con carnagione molto chiara.

La modalità di applicazione e conservazioni della crema solare è determinante. La prevenzione dell’eritema solare è garantita se la crema viene distribuita in modo uniforme, creando uno strato di almeno 2 mg per centimetro quadrato di pelle.

Proteggersi dall’eritema solare è un’abitudine sana

Per quanto possa sembrare un fattore trascurabile, proteggersi dal sole è un’abitudine importante. È possibile prevenire molti tumori alla pelle rispettando regole basilari di esposizione al sole e usando una buona crema solare.

In caso di dubbi sulla lesione cutanea, sia in caso di scottatura solare o ustione più grave, è meglio rivolgersi al medico che ci saprà consigliare in base alla gravità.

Potrebbe interessarti ...
Protezione solare come crema idratante?
Vivere più sani
Leggi in Vivere più sani
Protezione solare come crema idratante?

Oggi esporremo alcuni dettagli riguardo l'utilizzo della protezione solare come crema idratante e vi spiegheremo la funzione di ognuna di esse.



  • Ruiz Martínez, Mª, and Mª Morales Hernández. “Aproximación al tratamiento del envejecimiento cutáneo.” Ars Pharmaceutica (Internet) 56.4 (2015): 183-191.
  • Zaragozano, Jesús Fleta, Manuel Bueno Lozano, and Luis A. Moreno Aznar. “Quemadura solar y fotodermatosis.” Boletín de la Sociedad de Pediatría de Aragón, La Rioja y Soria 2 (2016): 48-58.
  • Del Pino, Fabiola, et al. “Lupus eritematoso túmido: variante rara del lupus cutáneo.” Dermatología Venezolana 57.2 (2019).
  • Losantos, Raúl, et al. “Rational design and synthesis of efficient sunscreens to boost the solar protection factor.” Angewandte Chemie 129.10 (2017): 2676-2679.