Glaucoma ad angolo aperto: di cosa si tratta?

Se non viene trattato tempestivamente, il glaucoma ad angolo aperto rischia di condurre alla cecità. Il problema è che solo raramente produce sintomi, motivo per cui in molte occasioni passa inosservato.
Glaucoma ad angolo aperto: di cosa si tratta?

Ultimo aggiornamento: 02 giugno, 2021

Il glaucoma ad angolo aperto è una malattia degli occhi che può condurre alla cecità. Consiste in un danno al nervo ottico che riduce il campo visivo. In numerose occasioni è associato all’aumento della pressione oculare, ma può anche essere caratterizzato da una pressione normale.

Esiste sia il glaucoma ad angolo aperto sia quello ad angolo chiuso, ma il primo è più comune; si stima che corrisponda al 90% dei casi totali. A seconda della regione, può rappresentare la seconda o la quarta causa di cecità al mondo.

Il glaucoma ad angolo aperto viene definito anche “primario” o “cronico”. Si sviluppa lentamente e nel corso di tutta la vita. Progredisce per anni senza manifestare sintomi, finendo così per passare inosservato.

Possibili cause del glaucoma ad angolo aperto

Nella maggior parte dei casi, il glaucoma ad angolo aperto si presenta quando i canali di drenaggio dell’occhio si ostruiscono. Questo fenomeno conduce a un aumento della pressione intraoculare e allo sviluppo di danni al nervo ottico.

Il sistema di drenaggio dell’occhio forma un angolo che si estende dall’iride alla cornea. Da qui si collega con l’esterno attraverso alcuni condotti. Nelle persone colpite da questo tipo di glaucoma l’angolo è aperto, ma il drenaggio non si svolge nel modo corretto.

Le ragioni che possono determinare un drenaggio insufficiente risiedono nel fatto che i condotti sono ostruiti oppure sono troppo stretti. Dal momento che il liquido non viene drenato verso l’esterno, la pressione oculare aumenta, danneggiando il nervo ottico.

Alcune persone possiedono un nervo ottico maggiormente suscettibile alla pressione oculare. Gli africani, per esempio, corrono un rischio maggiore di contrarre questa malattia, così come gli ultrasessantenni soprattutto se latini e anche chi ha precedenti familiari o soffre di diabete.

Terapia insulinica.
Il diabete è una patologia che favorisce la comparsa del glaucoma e che rappresenta un fattore di rischio.

Sintomi principali

Il glaucoma ad angolo aperto si sviluppa in modo molto lento e silenzioso. Nella maggior parte dei casi, le persone si rendono conto della presenza di un problema quando si verifica una perdita della vista. A quel punto, però, il nervo ottico ha già subito danni rilevanti.

La perdita iniziale si presenta nella visione periferica o laterale. Tuttavia, la nitidezza e l’acutezza visiva vengono preservate fino a quando la malattia non si trova in stato molto avanzato. Di solito viene rilevata solamente in seguito a una visita di routine.

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Diagnosi del glaucoma ad angolo aperto

Il caso più auspicabile è che il glaucoma venga identificato tempestivamente, prima che il danno al nervo ottico abbia potuto svilupparsi. Per riuscirci, bisogna sottoporsi a visite oculistiche regolari.

Le persone appartenenti alle fasce a rischio devono sottoporsi a controlli periodici. Si raccomanda quindi di incrementare la frequenza delle visite in base all’età come segue:

  • Prima dei 40 anni: un controllo ogni due o quattro anni.
  • Da 40 a 54 anni: una volta all’anno o una volta ogni tre anni.
  • Da 55 a 64 anni: una volta all’anno o una volta ogni due anni.
  • Più di 65 anni: una volta ogni sei mesi o una volta all’anno.

Per identificare l’eventuale presenza di un glaucoma ad angolo aperto, è possibile sottoporsi a diversi esami. I più frequenti sono quelli che seguono:

  • Tonometria: è un esame grazie al quale si misura la pressione interna dell’occhio.
  • Oftalmoscopia: si esamina il nervo ottico per identificare possibili danni.
  • Perimetria: esame del campo visivo. Consente di determinare se la vista è stata colpita dal glaucoma ad angolo aperto ed, eventualmente, in quale misura.
  • Gonioscopia: stabilisce se l’angolo tra l’iride e la cornea è aperto e ampio oppure stretto e chiuso.
  • Pachimetria: misura lo spessore della cornea.

A volte si eseguono tutti questi esami, mentre, in altri casi, solo alcuni. Non sempre è facile riuscire a diagnosticare il glaucoma ad angolo aperto.

Quali sono le possibilità di trattamento disponibili?

Glaucoma ad angolo aperto: chirurgia laser.
La chirurgia laser è una delle possibilità oggi disponibili per trattare il glaucoma ad angolo aperto e altri disturbi della vista.

Il trattamento del glaucoma ad angolo aperto è volto a ridurre la pressione all’interno dell’occhio. Se il nervo risulta danneggiato, non è possibile recuperarlo.

A ciò si deve l’importanza di una diagnosi e un intervento tempestivi. In generale, esistono tre opzioni terapeutiche:

  • Farmaci: si tratta quasi sempre di gocce. Questi medicinali fanno sì che l’occhio produca meno liquido oppure ne fanno aumentare la fuoriuscita.
  • Chirurgia laser: questo tipo di intervento chirurgico contribuisce a fare in modo che gli occhi riescano a drenare più efficacemente il liquido o a ridurre la quantità prodotta dagli occhi. Si tratta di un intervento ambulatoriale e di solito risulta efficace nel ridurre la pressione oculare.
  • Chirurgia tradizionale: in questo caso il liquido viene reindirizzato per aggirare il sistema di drenaggio che non funziona. Inoltre, è possibile anche creare nuove vie di drenaggio.

Il glaucoma ad angolo aperto non viene trattato sempre allo stesso modo

Il trattamento da scegliere dipende dallo stato del nervo ottico e dalle condizioni di salute del singolo paziente. Il medico indicherà quali sono i benefici di ogni alternativa e consiglierà la più adeguata, in base al caso specifico.

In numerose occasioni, i pazienti trattati con intervento chirurgico tradizionale o laser possono richiedere l’uso di medicinali, dopo l’operazione. Gli effetti positivi dell’intervento possono però scomparire, dopo un certo tempo.

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