Il bambino respira male? 6 consigli

14 Agosto 2020
In caso di difficoltà respiratorie acute o croniche, bisogna sempre consultare il pediatra per risalire alla causa. Seguendo questi consigli, inoltre, potete migliorare la respirazione dei vostri bambini sin da subito.

Sebbene di solito la causa risieda in un eccesso di muco, a volte le difficoltà respiratorie possono nascondere altre condizioni. Ecco cosa fare se il bambino respira male.

Dispnea infantile

La dispnea è la difficoltà, più o meno grave, a respirare correttamente. Il bambino sente di avere il fiato corto, motivo per cui a volte smette persino di parlare per riprendere fiato.

Si tratta, tuttavia, di un sintomo che può essere causato da molte condizioni. Spesso il motivo della dispnea è un semplice raffreddore, che porta a un accumulo di muco e ostacola il passaggio dell’aria. Ma può trattarsi anche della conseguenza di bronchite, laringite, asma o tonsillite.

Allo stesso modo, può essere sintomo di allergia, polmonite e, ovviamente, della presenza di un corpo estraneo in gola. Non possiamo dimenticare, infine, che anche lo stress e l’ansia possono causare dispnea.

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Che fare se il bambino respira male?

1. Quando andare al pronto soccorso?

Madre e figlia dal pediatra.
Quando la difficoltà respiratoria è persistente o grave, bisogna portare subito il bambino dal medico.

Occorre decidere se portare il bambino al pronto soccorso sulla base del grado di difficoltà respiratoria. In caso di respiro sibilante o rumoroso, colore bluastro delle labbra o dell’incavo dello sterno e respiro accelerato, bisogna chiedere assistenza medica.

Anche quando non si tratta di un’urgenza, se il bambino respira male bisogna consultare il pediatra. Il professionista determinerà la diagnosi e un trattamento adeguato.

2. Mantenere la calma

Qualunque sia il motivo della dispnea, è importante mantenere la calma. Questo vale sia per i genitori sia per gli operatori sanitari. Se siamo agitati, finiremo per preoccupare il bambino, aumentando quindi la sua difficoltà respiratoria.

3. Evitare gli ambienti “pesanti”

Bambino in auto subisce fumo passivo.
L’esposizione al fumo e agli ambienti con aria pesante può compromettere la salute respiratoria dei più piccoli.

Se il bambino presenta difficoltà respiratorie, bisogna portarlo fuori dagli ambienti poco sani. È importante, per esempio, non esporlo al fumo passivo. Prendere aria fresca e ossigenare i polmoni lo aiuterà a sentirsi meglio e a calmare l’ansia.

Dovremmo sempre fare attenzione alla qualità dell’aria che respira il bambino, anche se non presenta sintomi respiratori.

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4. Lavaggio del naso se il bambino respira male

La soluzione salina è un ottimo rimedio per sciogliere muco e catarro. In questo modo aiutiamo il bambino a respirare meglio. Nel caso dei più piccoli, è bene ricorrervi con frequenza al fine di evitare fastidiosi accumuli.

Il lavaggio del naso libera i seni nasali, impedendo al muco di ostruirli. Aiuta, quindi, a prevenire o calmare le difficoltà respiratorie. Se tuttavia la dispnea non accenna a migliorare, occorre andare al medico per accertarne la causa.

5. Far dormire il bambino sulla schiena o in posizione semi-sdraiata

Far dormire sulla schiena se il bambino respira male.
Una posizione adeguata durante il sonno aiuta il bambino a mantenere un buon flusso d’aria e a respirare meglio.

La postura del bambino al letto è importante per prevenire la dispnea notturna. Meglio evitare che il piccolo dorma sulla pancia o completamente sdraiato. Una posizione semi-sdraiata, rivolta verso l’alto, faciliterà il flusso di muco e la respirazione.

6. Mantenere adeguati livelli di umidità in casa

I livelli di umidità dentro casa possono migliorare o peggiorare la dispnea. Usate un umidificatore per mantenere l’umidità a livelli adeguati.

Se il bambino respira male, risalite sempre alla causa

Le difficoltà respiratorie possono dipendere da cause molto diverse. Se il sintomo è acuto o persiste, risulta necessario consultare il medico in modo da risalire alla causa e iniziare subito il trattamento.

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