Il gonfiore addominale: quando preoccuparsi?

Per alcuni è un problema estetico, per altri un ostacolo al buon vivere. Quali sono le cause del gonfiore addominale e quando dobbiamo preoccuparci?
Il gonfiore addominale: quando preoccuparsi?

Ultimo aggiornamento: 14 aprile, 2021

Il gonfiore addominale è un disturbo comune. Di solito le sue conseguenze non sono gravi, ma può abbassare di certo la qualità della vita. Metà di chi che ne soffre, si sente intralciata nelle attività quotidiane.

Quando occorre preoccuparsi? Le interpretazioni di questo disturbo sono tante quante le persone che ne soffrono. Per alcuni si tratta di un inconveniente passeggero, per altri di un buon motivo per rivedere lo stile di vita. Ne parliamo in questo articolo.

Facciamo un po’ di chiarezza…

La sedentarietà è una delle cause del gonfiore addominale.
Combattere la sedentarietà è una strategia per combattere il gonfiore.

Gonfiore addominale, distensione o pancia gonfia sono termini spesso utilizzati in modo intercambiabile, ma non indicano la stessa cosa.

I medici distinguono tra gonfiore e distensione dell’addome. Il primo termine si riferisce alla sensazione, al sintomo soggettivo. La distensione addominale è invece la valutazione obiettiva di un aumento di volume della pancia, raggiunta attraverso un esame fisico.

Allo stesso modo, occorre chiarire che non è una questione di accumulo adiposo. Il gonfiore addominale colpisce le persone in sovrappeso o magre in egual misura.

Secondo le statistiche indicate da una ricerca del 2013 e pubblicata sulla rivista JNM, quasi un terzo della popolazione mondiale soffre o ha sofferto di questo sintomo, le donne più degli uomini.

Cause del gonfiore addominale

Il motivo più frequente della pancia gonfia sono i pasti abbondanti o sregolati. In questo caso la condizione è passeggera e benigna e non ha altre complicazioni.

Altre cause meritano invece maggiore attenzione:

  • Flatulenza: accumulo di gas intestinali e difficoltà ad espellerli.
  • Sindrome del colon irritabile, con riduzione della funzionalità intestinale.
  • Raccolta di liquidi nella cavità addominale: una condizione grave che richiede trattamento immediato.
  • Gravidanza: durante la gestazione il transito intestinale tende a rallentare ed è accompagnato da una maggiore produzione di gas.
  • Sindrome premestruale: include un insieme di sintomi che di solito vengono avvertiti prima del ciclo, tra cui il gonfiore addominale.
  • Intolleranza al lattosio: quando l’intestino non è in grado di digerire in modo corretto il lattosio, aumenta la fermentazione nel tubo digerente.

Quando preoccuparsi?

Il gonfiore addominale potrebbe avere una causa infettiva.
Oltre alla pancia gonfia è presente anche diarrea o nausea? La causa potrebbe essere un’infezione gastrointestinale.

Il gonfiore addominale è quasi sempre un processo benigno della durata di qualche ore e che tende a risolversi da solo. In alcuni casi, invece, si tratta di un sintomo da approfondire, ma quando?

  • Innanzitutto se il gonfiore non passa. Quando la causa è minore, il malessere scompare nel giro di 24 ore. Nei casi più seri, ovvero quando persiste e aumenta di intensità, è bene farsi controllare dal medico.

Nelle malattie croniche, come la dispepsia, il tempo limite di permanenza del disturbo è di 12 settimane. Lo stesso periodo si considera per condizioni come la celiachia o le sindromi da malassorbimento. In genere questi quadri clinici sono accompagnati da diarrea e importanti cambiamenti digestivi.

Anche la gastroenterite ha sintomi che vanno di pari passo con la distensione addominale. In questi casi possono anche essere presenti eventi come diarrea, vomito e persino la febbre.

  • Quando al gonfiore si associa dolore intenso. In questo caso sarà bene scartare altri problemi come la cirrosi (fase avanzata della cicatrizzazione del fegato), una neoplasia (presenza di una massa tumorale o anomala nei tessuti), coaguli o trombi.

In questo senso, la storia clinica del paziente e la presenza di fattori di rischio possono guidare il medico di base o lo specialista nella diagnosi.

Come ridurre il gonfiore addominale?

Dal momento che la causa principale della pancia gonfia sono i pasti troppo abbondanti, pesanti o frettolosi, seguire alcune abitudini può aiutare a risolvere il problema.

  • Aumentare le fibre nella dieta: frutta e verdura migliorano il transito intestinale. Nei casi in cui la causa del gonfiore è da attribuire alla stitichezza, aumentare il consumo di questi alimenti è il primo passo.
  • Attività fisica: la pratica sportiva migliora il funzionamento del sistema digestivo e favorisce l’espulsione del gas.
  • Idratazione: un buon apporto di liquidi permette di mantenere idratata la mucosa dell’intestino. È da evitare l’acqua gassata.
  • Evitare le gomme da masticare: masticare in eccesso porta aria nell’apparato digerente.
  • Mangiare con calma: i pasti frettolosi alterano i movimenti del tubo digerente. Si consiglia di mangiare lentamente, masticando bene ogni boccone.

L’importanza del controllo medico

In caso di dubbio o se il gonfiore è persistente, la scelta migliore è parlarne con il medico di base. Nel frattempo, seguire i consigli sopracitati aiuterà certamente ad alleviare il malessere.

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