L’intimo legame emotivo tra madre e figlia

· 20 settembre 2016
L'unione emotiva tra madre e figlia, oltre ad una componente psicologica, presenta una spiegazione scientifica relazionata al sistema limbico, che ne rende simili i meccanismi di reazione

Il legame tra madre e figlia va molto oltre il vincolo dell’educazione, dell’affetto e dello stesso contesto in cui crescere e relazionarsi.

Esiste un dato curioso da tenere in considerazione rivelatoci da uno studio pubblicato sulla rivista ScienceDaily: la struttura cerebrale che regge le nostre emozioni potrebbe trasmettersi di madre in figlia.

Con esso, neurologi, psichiatri e psicologi hanno una base su cui capire un po’ meglio la predisposizione a sviluppare un determinato tipo di carattere o, persino, ad avere un maggiore o minore rischio di soffrire, ad esempio, di depressione.

Vogliamo chiarire che questo lavoro, realizzato dall’Università della California, non vuole dire che se nostra madre era o è propensa a soffrire di crisi d’ansia, automaticamente noi avremo lo stesso problema; c’è il rischio, una probabilità.

Oltre a ciò, risulta altrettanto interessante sapere che questa capacità comune a molte donne di affrontare le diversità, di trovare forze insospettabili dinanzi a situazioni complesse si trasmette tramite questo vincolo femminile.

È una cosa meravigliosa ed eccezionale.

Vi forniamo maggiori dati a seguire.

Il legame invisibile tra madre e figlia

Al giorno d’oggi sappiamo che ci sono molte malattie che “hanno un genere”. L’emicrania, la fibromialgia o la depressione colpiscono in maggior numero le donne che gli uomini.

È come se la struttura cerebrale, con la sua rete neuronale, o quel sistema nervoso centrale capace di amplificare il dolore nel caso della fibromialgia, sia una prerogativa della genetica femminile.

Al giorno d’oggi la scienza non è ancora riuscita a dare una spiegazione al riguardo.

Tuttavia, per quanto riguarda il mondo delle emozioni, sembra avere già qualche risposta a questa incognita sul perché a volte madri e figlie condividono questa unione emotiva, talvolta positiva, talvolta un po’ più complessa.

Vediamolo nel dettaglio.

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Il sistema limbico

Parliamo prima di tutto di una struttura cerebrale importante e potente: il sistema limbico. Potremmo descriverlo come l’artigiano delle nostre emozioni.

  • Il sistema limbico si incarica di regolare e processare il nostro intero mondo emotivo. È in esso che si ubica la nostra memoria emotiva e dove si sviluppano i tratti fondamentali della nostra personalità.
  • Il sistema limbico è a sua volta formato da altre strutture, come l’ippocampo o l’amigdala, responsabile anche di emozioni quali la paura o la capacità di integrare ricordi.
  • La coordinatrice di questo studio è stata la psichiatra Fumiko Hoeft, specialista in infanzia ed adolescenza. Il suo obiettivo principale era verificare l’esistenza di similitudini in diverse regioni cerebrali tra familiari (madre e figlia, padre e figlio…).
  • Tramite diverse prove di risonanza magnetica non invasiva, ha scoperto che madri e figlie condividono la stessa forma ed attività neurochimica nel sistema limbico, un’area che, come già sappiamo, è intimamente unita al mondo emotivo.

neuroni - madre e figlia

C’è una “predisposizione” a soffrire degli stessi problemi emotivi

Ripetiamo ancora una volta che una predisposizione non è una causa diretta: è un rischio, una probabilità. Questo dato è risultato così importante per il campo medico per i seguenti motivi:

  • Qualsiasi problema emotivo, come può essere lo stress o la depressione, ha come base una stessa attività neurochimica in cui vi sono fluttuazioni tra la dopamina, la norepinefrina, l’epinefrina…
  • Se madre e figlia condividono questa stessa attività cerebrale, con deficit e fluttuazioni simili nel sistema limbico, vuol dire che, possibilmente, dinanzi agli stessi stimoli, alle stesse situazioni o agli stessi problemi, i meccanismi di reazione saranno simili. 

Con questi dati potremmo, senza dubbio, prevenire determinate malattie psicologiche che hanno come base questo componente genetico.

Le figlie non sono copie delle madri

Data questa informazione, vi è la possibilità che molta gente pensi che, in un certo modo, le figlie siano copie delle madri. Per lo meno, per quanto riguarda la dimensione emotiva.

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Non è così. Per capirlo meglio, pensiamo, ad esempio, a vari aspetti: se le nostre madri soffrono di ipertensione, diabete, trombosi venosa cronica, disfunzioni della tiroide o obesità, non vuol dire che le loro figlie abbiano un 100% di probabilità di sviluppare gli stessi problemi.

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  • Bisogna interpretare questa informazione per quello che è: un dato di cui tenere conto per poter prevenire certi aspetti.
  • Una figlia non sarà mai la copia della madre. La sua situazione personale è un’altra, la sua educazione, la sua personalità, il suo atteggiamento e i suoi valori possono essere molto diversi.
  • A volte, quando una figlia è cresciuta vedendo la madre isolata in stanza, affrontando la sua oscurità, la sua solitudine e la sua complessità emotiva, conoscerà una realtà che, in futuro, vorrà evitare.
  • La sua prospettiva personale sarà diversa. Nonostante esista una predisposizione, l’esperienza vissuta in casa le offrirà adeguate strategie per essere resiliente, per essere più forte ed evitare lo stesso problema di depressione.

Come dato finale, bisogna anche segnalare che tale studio ha permesso di scoprire che, mentre l’eredità materna è vincolata al mondo emotivo, la genetica del padre può predisporre i figli alla dislessia o all’autismo.

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