La polmonite e i suoi effetti sul corpo

28 Aprile 2020
La polmonite è una malattia molto comune a livello mondiale, ma spesso ci si chiede in che modo colpisce il corpo. Come vedremo, gli effetti dipendono da molteplici fattori che riguardano sia la persona che il microorganismo colpito.

La polmonite è un’infezione che colpisce gli alveoli polmonari. Questi ultimi sono delle piccole sacche rivestite di vasi sanguigni, all’interno delle quali avviene uno scambio di gas, ovvero accolgono l’ossigeno dall’esterno in cambio del diossido di carbonio (CO2), che viene espulso. Vista la funzione degli alveoli polmonari, è facile capire perché la polmonite è così rischiosa per la vita umana.

Si calcola che ci siano da 2 a 10 casi l’anno di polmonite ogni 1000 abitanti, di cui tra il 20 e il 35% necessita di ricovero ospedaliero. In assenza di altre patologie, il tasso di mortalità è dell’1%, ma può raggiungere il 40% dei pazienti ricoverati, soprattutto nei reparti di terapia intensiva (TI). In base al quadro clinico del paziente, può aggravarsi.

Per scoprire quali effetti la polmonite può avere sul corpo, in questo articolo vi parleremo del processo messo in atto dall’organismo dal momento in cui avviene l’infezione fino alla manifestazione della malattia.

Effetti della polmonite sul corpo

La polmonite è la conseguenza di due diverse situazioni che si presentano all’unisono:

  • Ingresso e proliferazione di microorganismi negli alveoli.
  • Risposta infiammatoria dell’ospite, che determinerà le manifestazioni cliniche e la gravità della malattia.

In che modo i microrganismi raggiungono i polmoni?

La polmonite è causata da batteri, virus, funghi e parassiti, tenendo conto che batteri e virus sono i patogeni più comuni. Allo stato attuale viene individuato un numero sempre maggiore di virus come causa scatenante della polmonite. Esistono due tipi di polmonite:

  • Polmonite batterica secondaria rispetto a un’infezione virale del tratto respiratorio. Per esempio, l’influenza spesso si complica fino a sfociare in polmonite batterica.
La polmonite

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Le vie respiratorie sono continuamente esposte ai microrganismi. I polmoni possono essere colonizzati da batteri, virus e da altri microrganismi mediante i seguenti meccanismi:

1. Aspirazione di microrganismi presenti nella gola

Il nostro apparato respiratorio e digerente sono strettamente connessi mediante la faringe. La faringe unisce il naso e la bocca alla laringe (apparato respiratorio) e all’esofago (apparato digerente). Dopo aver attraversato la faringe, i cibi che ingeriamo devono passare attraverso l’esofago, visto che nella laringe può entrare solo dell’aria. Esiste una struttura chiamata epiglottide che chiude la laringe, impedendo il passaggio di cibo, indirizzato verso l’esofago.

Durante il sonno, la muscolatura della gola e dell’epiglottide si rilassa, per cui potrebbero avvenire delle microaspirazioni. È questo il nome dato al passaggio di piccoli elementi contenuti nella faringe, quali saliva, cibo, alla laringe. Queste microaspirazioni possono contenere microrganismi che una volta attraversata la laringe, arrivano ai polmoni. Questo meccanismo è associato alla maggior parte dei casi di polmonite, persino in assenza di patologie pregresse.

D’altro canto, alcune persone presentano un minore controllo dell’epiglottide. Ciò permette abbondanti inspirazioni di alimenti, bevande o saliva in direzione della laringe, provocando la colonizzazione dei polmoni.

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2. Inalazione

Inspiriamo continuamente piccole dosi di microrganismi dell’aria che possono passare attraverso le vie respiratorie. Tali microrganismi possono provenire da una persona infetta che tossisce o che starnutisce senza protezione, contagiando chi le sta intorno.

3. Via ematica

Questo meccanismo in genere si verifica nelle persone dal sistema immunitario compromesso, ovvero in persone immunodepresse. Vale a dire che il loro corpo non possiede un meccanismo di difesa forte a tal punto da poter lottare contro le infezioni.

Queste persone possono presentare, per esempio, batteri che circolano nel sangue. Tali batteri possono attraversare le vie respiratorie, colpendo i polmoni. Insomma, la via ematica si basa sul passaggio di microrganismi dal sangue ai polmoni. Per fortuna, il contagio con questa modalità è piuttosto raro.

4. Infezione della pleura o del mediastino

I polmoni sono rivestiti da uno strato che prende il nome di pleura. Questa membrana può infettarsi e, data la vicinanza ai polmoni, l’infezione può trasferirsi a questi ultimi.

Oltre a ciò, tra i polmoni troviamo diverse strutture che formano il mediastino; tra queste si trova il cuore. In alcuni casi, anche questa parte può contrarre infezioni che possono trasferirsi ai polmoni.

5. Polmonite in ospedale

Le persone ricoverate per altre malattie possono contrarre la polmonite in ospedale. Il meccanismo di contagio più comune in questi casi è associato al ventilatore, ovvero a pazienti intubati con respiratore.

L’intubazione si basa sul passaggio di un tubo che dall’esterno si muove in direzione della laringe, impedendo che l’epiglottide possa svolgere la sua funzione di tutela delle vie respiratorie dai microrganismi. I patogenti esterni trovano così una via facilitata per entrare nei polmoni e infettarli.

Per questo motivo l’intubazione va effettuate solo in situazioni particolari, quando la vita del paziente è in pericolo e qualora non riuscisse a respirare normalmente con altri mezzi.

Paziente sottoposto a intubazione a sequenza rapida

Meccanismi di difesa del corpo

Se questi microrganismi entrano nei polmoni vengono facilmente eliminati dai meccanismi di difesa del nostro corpo, ovvero:

  • Il riflesso della tosse, che aiuta a espellere il muco e i corpi estranei.
  • Le ciglia delle cellule che rivestono le vie aeree polmonari, che impediscono ai microrganismi di invadere i polmoni. Queste ciglia sono come piccoli filamenti mobili che spingono il muco e i corpi estranei verso l’alto, in modo da espellerli con la tosse.
  • Le cellule dei polmoni producono sostanze che attaccano i microrganismi distruggendoli.
  • Nei polmoni sono presenti cellule del sistema immunitario il cui compito è proteggere gli alveoli. Assumono il nome di macrofagi alveolari e la loro funzione è quella di “mangiare” i microrganismi e di ucciderli.

Quando questi meccanismi di difesa falliscono, quando il microrganismo è particolarmente potente o quando viene inalata una grande quantità di microrganismi, ecco che il corpo sviluppa la polmonite.

In che modo reagisce il nostro corpo alla polmonite?

Se i meccanismi di difesa principali non sono stati in grado di espellere il microrganismo, il nostro corpo produce una risposta infiammatoria. Tale risposta infiammatoria è dovuta al rilascio di sostanze da parte dei macrofagi alveolari:

  • Sostanze che provocano febbre. Con l’aumento della temperatura corporea i microrganismi possono rimanere inattivi e deteriorarsi più facilmente.
  • Sostanze che attraggono altre cellule che si occupano della difesa, come i neutrofili. Oltretutto, i neutrofili sono responsabili di secrezioni purulente. Queste ultime possono ostruire gli alveoli, impedendo la produzione dello scambio gassoso e provocando una sensazione di soffocamento causata dal mancato raggiungimento del sangue da parte dell’ossigeno.

Per poter capire meglio i meccanismi, poniamo il seguente esempio: i macrofragi sono i soldati in prima linea in una battaglia, ma si rendono conto di aver quasi perso la battaglia, chiamano quindi i rinforzi perché li aiutino a sconfiggere il nemico. Questi rinforzi sarebbero il resto delle cellule immunitarie.

Ma i rinforzi richiesti dai macrofagi possono provocare alcune manifestazioni cliniche dannose per la persona. Per questo motivo, affinché l’organismo smetta di produrre questa risposta di difesa, il paziente deve essere trattato correttamente così da eliminare il microrganismo.

Conclusioni: in che modo la polmonite agisce sul corpo?

Per riassumere, deve essere chiaro che le manifestazioni cliniche della polmonite non sono dovute all’agente patogeno, bensì alla risposta infiammatoria della persona. Per questo motivo, le persone con un sistema immunitario più forte presenteranno maggiori sintomi rispetto alle persone immunodepresse.