La pressione del gruppo sugli adolescenti: come aiutarli

23 Ottobre 2020
Durante la pubertà e l'adolescenza gli amici diventano lo specchio della condotta dei nostri figli. Cosa succede quando il gruppo preme sull'adolescente spingendolo a compiere determinate azioni? Scopriamo cosa possiamo fare in quanto genitori.

Durante l’adolescenza, gli amici diventano l’unico vero modello da seguire. I figli smettono di prendere d’esempio i propri genitori e iniziano a guardare gli amici per capire come vestirsi, come parlare e come comportarsi. La cerchia di coetanei può spingerli in una direzione o nell’altra. Cosa fare quando la pressione del gruppo sugli adolescenti li schiaccia? 

Tutti noi abbiamo affrontato quella fase in cui desideravamo solo essere accettati. Diventare parte di un gruppo è fondamentale dai 12 ai 20 anni, motivo per cui la pressione del gruppo sugli adolescenti assume un’importanza vitale e può influire positivamente o negativamente sulla sua vita. Scopriamo come aiutare i più piccoli a gestire questo fenomeno.

Come gestire la pressione del gruppo sugli adolescenti

Mostrarsi in maniera diversa da quello che il gruppo considera “normale” vuol dire condannarsi a restare in secondo piano. Analizziamo meglio la situazione.

Cos’è la pressione del gruppo?

Pressione del gruppo sugli adolescenti ed esclusione.
Durante l’adolescenza è fondamentale sentirsi parte integrante di un gruppo sociale.

In un modo o nell’altro, le persone che ci circondano influenzano la nostra vita, in particolar modo durante l’adolescenza quando l’influenza dei coetanei è più sentita che mai. Questo perché in questa fase della vita è forte il desiderio di identificarsi con i ragazzi della propria età. Ad esempio:

  • Diventare come i ragazzi che ammiriamo.
  • Essere accettati da un gruppo.
  • Non sentirsi diversi.
  • Sperimentare.
  • Evitare di essere presi in giro perché “diversi”.

Prendere decisioni non è di per sé facile, ma lo diventa ancor meno quando si ricevono opinioni contrastanti. È proprio questo che succede ai giovani: la pressione del gruppo li spinge in una direzione, anche quando credono che la cosa corretta da fare sia un’altra. Resistere alla pressione del gruppo risulta incredibilmente complicato.

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La pressione del gruppo sugli adolescenti è sempre negativa?

In genere, quando si parla della pressione del gruppo ci si concentra sugli aspetti negativi. In realtà, esiste anche l’altra faccia della medaglia. Come anticipato, la pressione del gruppo sugli adolescenti consiste nell’influenza esercitata dai coetanei, e questa può avere connotazioni positive o negative.

Facciamo un esempio: un amico di nostro figlio è appassionato di lettura e gli consiglia un libro che, dopo sua insistenza, decide di leggere. In questo caso si parla di influenza positiva.

Al contrario, come purtroppo succede più di frequente, il gruppo può spingere un coetaneo a bere alcol, consumare droga, a saltare una lezione o a partecipare a qualche scherzo collettivo contro un altro ragazzino.

Gli amici possono portare il giovane a sviluppare nuove abilità o interessi, ma anche indurlo a realizzare attività rischiose.

Consigli per i genitori

È dovere dei genitori guidare i figli sulla strada che li condurrà a uno sviluppo sano, evitando che partecipino ad attività o azioni che possano presupporre un rischio per la loro integrità fisica ed emotiva. Continuate a leggere per scoprire come aiutare i vostri figli a resistere alla pressione del gruppo.

1. Insegnate ai vostri figli a dire “no”

Ragazza si copre il volto con la mano tesa.
Dire “no” per tempo può allontanare i vostri figli dalle influenze negative.

“No” è una delle prime parole spesso pronunciate dai neonati. Possono passare diversi giorni e spiegazioni prima che imparino a dire “sì”. Diventa però fondamentale insegnare ai figli a valutare fin da piccoli le situazioni e a manifestare un rifiuto quando sussiste un rischio. Potete fare un gioco di ruoli o una rappresentazione teatrale per presentare situazioni a cui i vostri figli devono opporsi.

2. Spiegate ai vostri figli che devono avere un’opinione personale

Lasciarsi condizionare può mettere a rischio l’integrità del ragazzo. Insegnate ai vostri figli a pensare per sé, a considerare diverse opzioni e a valutare tutti i possibili scenari prima di accettare il pensiero del gruppo.

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3. Dialogate con i vostri figli

Conversare con i vostri figli e raccontare loro le situazioni che vi sono capitate da adolescenti può far crescere la loro fiducia in voi. Ciò accorcia la differenza di età e fa capire loro che anche voi alla loro età avete commesso degli errori.

4. Fomentate l’autostima per gestire la pressione del gruppo sugli adolescenti

Padre batte il cinque a suo figlio in un parco.
Fomentare l’autostima fin da piccoli li aiuta a fare parte di un gruppo e a prendere decisioni adeguate.

I ragazzi che godono di buona autostima si lasciano condizionare meno facilmente e cercano di meno l’approvazione dei coetanei. Lavorate sull’autostima dei vostri figli per aiutarli a gestire la pressione del gruppo.

5. Spiegate loro a distinguere tra il bene e il male

Per prendere decisioni, un adolescente prenderà come punto di riferimento le azioni o gli atteggiamenti che ritiene giusti o sbagliati. Prendetevi tutto il tempo necessario a insegnargli i giusti valori. L’educazione ai valori è essenziale per prevenire scenari problematici nella crescita dei figli.

6. Assicuratevi che si circondino di gente perbene

Uno studio condotto nel 2010 ha dimostrato che gli adolescenti con amici che fumano o fanno uso di sostanze corrono maggiori rischi di fumare o provare le stesse sostanze.

La cerchia sociale influirà direttamente sui comportamenti e gli interessi del ragazzo. Anche se non potete scegliere i suoi amici, spetta a voi indirizzarlo verso gruppi più positivi.

Conclusione

Quelle presentate sono solo alcune strategie da usare per aiutare i figli a superare la pressione del gruppo. Vi consigliamo, inoltre, di parlare con loro, scoprire i loro interessi e le loro amicizie, ma anche di stimolare la fiducia che nutrono in voi, così da non sentirsi soli di fronte al minimo problema.