La tenosinovite: cos’è e come viene trattata?

30 Ottobre 2020
La tenosinovite è dolorosa e provoca impotenza funzionale. Le articolazioni interessate dal problema perdono forza e diventa difficile eseguire movimenti prima possibili. Scoprite in cosa consiste il trattamento di questa patologia così comune in traumatologia.

La tenosinovite è una delle patologie più comuni in traumatologia. Insieme alla tendinite, è uno dei disturbi più frequenti a carico dei tendini.

Un tendine è un tratto di tessuto fibroso che unisce i muscoli e le ossa del corpo ed è fondamentale per il controllo dei movimenti di diverse parti dell’organismo.

La tenosinovite ha un’incidenza elevata non solo negli sportivi, di fatto può colpire chiunque. Trattarla è fondamentale per prevenire danni al tendine.

Cos’è la tenosinovite?

La tenosinovite è l’infiammazione della guaina sinoviale, lo strato che riveste e protegge i tendini. In condizioni normali, questa struttura produce il liquido sinoviale che permette di mantenere il tendine lubrificato.

In presenza di lesione, la produzione di liquido può subire un’alterazione e la guaina si infiamma. Questi due eventi, sintomo di tenosinovite, provocano il malfunzionamento del tendine, che perde la sua funzione meccanica.

A prescindere dal tendine interessato, il danno si può tradurre in una disfunzione motoria. Per esempio, in caso di danno a un tendine dell’articolazione della spalla, probabilmente sarà impossibile muovere il braccio oppure si avvertirà un intenso dolore durante il movimento.

Uomo con la tenosinovite al piede.
Gli sportivi rappresentano la categoria più spesso colpita da tenosinovite.

Cause

Questa patologia presenta un’ampia eziologia (ovvero fattori scatenanti). In linea di massima, si fa una distinzione tra tenosinovite acuta e cronica a seconda della durata. Entrambe provocano dolore alla palpazione e limitano i movimenti.

È importante sottolineare che non si tratta di una malattia che colpisce solo gli sportivi, chiunque può soffrirne. Ciononostante, è vero che nella maggior parte dei casi interessa individui che eseguono con una certa regolarità movimenti ripetitivi.

Lo stesso accade quando si tende a mantenere la stessa postura a lungo, come quando si sta in piedi per molte ore. In alcuni casi la tenosinovite è dovuta ad accumuli di calcio, gotta o alti livelli di colesterolo.

Non possiamo dimenticare la tenosinovite (o tendinite) di De Quervain, una delle forme più conosciute. Colpisce i tendini del polso coinvolti nel movimento del pollice. In alcune persone questo patologia può derivare da un’infezione.

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Come possiamo trattare la tenosinovite?

Il trattamento della tenosinovite varia a seconda della causa scatenante. Lo scopo è calmare il dolore e l’infiammazione, motivo per cui la prima raccomandazione è stare a riposo.

L’ideale sarebbe evitare più possibile di muovere la parte interessata. In alcuni casi i medici immobilizzano la parte con supporti, stecche o bendaggi. In genere, inoltre, viene stabilito un piano terapeutico a base di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene.

Si può procedere con iniezioni di corticosteroidi qualora il dolore non accennasse a diminuire. Anche applicare sull’area interessata degli impacchi di ghiaccio riduce l’infiammazione. D’altra parte, quando la causa è un’infezione, si prescrivono antibiotici specifici.

Un articolo pubblicato dall’Università Manuela Bartrán spiega che la stimolazione elettrica nervosa transcutanea è un’opzione di trattamento nei casi di tenosinovite di De Quervain. Si tratta di una tecnica che ha lo scopo di calmare il dolore.

Un altro studio dell’Università de la Frontera afferma che l’applicazione delle onde d’urto extracorporee migliora l’infiammazione che accompagna questo disturbo. Entrambe le tecniche sono innovative e rappresentano dei progressi nel trattamento della tenosinovite.

Ulteriori raccomandazioni per il trattamento della tenosinovite

Il trattamento base della tenosinovite può migliorare la situazione, ma è possibile che la guarigione non sia totale. Molto spesso sono necessarie la riabilitazione e la fisioterapia per migliorare e rafforzare ulteriormente la parte. La debolezza prolungata è nociva, soprattutto per gli sportivi che vogliono riprendere ad allenarsi e a svolgere la propria attività.

Ciò consente anche di prevenire future lesioni, visto che si tratta di un disturbo recidivo. In questi casi l’unica soluzione è l’intervento chirurgico.

L’approccio chirurgico può essere di vario tipo sulla base del quadro clinico. In linea di massima, si opta per l’artroscopia, che prevede piccole incisioni che lasciano una cicatrice poco visibile e poco invasive per i tessuti.

Infiammazione del gomito.
L’immobilizzazione riduce la pressione sui tessuti molli delle articolazioni favorendo la guarigione.

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Come prevenire il problema

Sebbene le cause siano di varia natura, alcune misure generali aiutano a prevenire la tenosinovite. Prima fra tutte, evitare movimenti ripetitivi nella vita di tutti i giorni. Oltre a ciò, bisognerà rafforzare i muscoli per migliorare la stabilità delle articolazioni.

Riscaldarsi prima di fare attività sportiva e allenarsi rispettando i propri limiti è fondamentale per ridurre le probabilità di incorrere in future lesioni. Lo sforzo eccessivo è alla base di numerosi traumi che sfociano in conseguenze dolorose.

Infine, è fondamentale non trascurare l’igiene e la cura delle ferite per evitare che si infettino. Ciononostante, si consiglia di rivolgersi al medico in presenza dei sintomi di una possibile infezione batterica.

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