L’eccessiva preoccupazione per la salute

2 Settembre 2020
L'eccessiva preoccupazione per la salute induce a prestare troppa attenzione a ogni possibile fastidio e a pensare di essere malati senza, probabilmente, esserlo davvero.

Viviamo in un’epoca caratterizzata dal continuo bombardamento informativo. I messaggi sulla cura e la protezione del corpo sono all’ordine del giorno e ciò ha contribuito a creare un clima nel quale l’eccessiva preoccupazione per la salute è diventata una costante della realtà quotidiana.

Con il termine “salute” si definisce lo stato di benessere fisico, emotivo e sociale. Non si intende solo l’assenza di malattia. Al giorno d’oggi è sempre più frequente incontrare persone che temono di ammalarsi o che si ammalino i loro cari.

Proteggere il proprio benessere e condurre uno stile di vita sano è fondamentale per prevenire possibili malattie, ma l’eccessiva preoccupazione per la salute, al contrario, può costituire un problema. Nelle prossime righe vi spieghiamo quali strategia adottare per affrontare questa situazione.

In cosa consiste l’eccessiva preoccupazione per la salute?

Come è facile immaginare, preoccuparsi per la propria salute è del tutto naturale. Abbiamo tutti un po’ paura di ammalarci. È perfettamente normale e persino positivo se ci porta a migliorare le nostre abitudini, come seguire una dieta equilibrata o fare sport con costanza.

Al tempo stesso, ci induce a prestare attenzione ai sintomi di una possibile patologia e a consultare il medico quando necessario. Se però la preoccupazione cresce senza motivo, rischia di generare ansia.

Quando ciò accade, i pensieri negativi e la paura di ammalarsi si impossessano delle nostre menti. Si genera uno stato d’allarme per cui ogni minimo dolore o il rischio di contagio fanno subito pensare alla malattia.

La disinformazione generale sulle diverse situazioni mondiali ha fatto sensibilmente aumentare la paura nella popolazione. Si è creato un fenomeno di preoccupazione collettiva che va oltre quella individuale e che accomuna grandi gruppi di persone nel medesimo stato di allerta.

L’ansia può anche portare a compiere azioni irrazionali. Se l’eccessiva preoccupazione per la salute non viene tenuta a bada, si rischia di adottare misure drastiche tendenzialmente controproducenti, che invece di proteggerci favoriscono la comparsa della malattia.

Donna con le mani sulle tempie.
Le preoccupazioni eccessive, in qualunque ambito, sono dannose.

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Quali sintomi indicano un’eccessiva preoccupazione per la salute?

Il confine tra preoccupazione motivata ed eccessiva è alquanto sottile. Esistono tuttavia alcuni sintomi che possono indicarci che abbiamo superato tale limite. In primo luogo, si verifica lo stato d’allerta sopradescritto.

Dare peso a un fastidio o un dolore, per quanto insignificanti, può indicare un’ossessione. A maggior ragione quando si iniziano a cercare informazioni sull’argomento e risulta impossibile non pensarvi. La persona organizza la propria esistenza attorno al presunto problema, dunque le relazioni familiari, lavorative e di amicizia risultano compresse da tale ossessione.

Molte persone arrivano persino a considerarlo il sintomo di una specifica malattia. Etichettano la loro ipotesi con il nome di una patologia che autodiagnosticano, spianando la strada all’ipocondria.

In questo caso, cominciano a preoccuparsi delle conseguenze della presunta malattia. Tendono a farne argomento di conversazione frequente e totalizzante, senza lasciare spazio ad altre interpretazioni.

D’altro canto, l’eccessiva preoccupazione per la salute può manifestarsi anche con un rigido controllo dell’alimentazione o dell’attività fisica. È comune, inoltre, assumere farmaci non necessari o integratori vitaminici.

Ragazza che è ossessionata dalla dieta.
Improvvisi cambiamenti nell’alimentazione possono indicare l’eccessiva preoccupazione per la salute

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Cosa si può fare in questi casi?

Risulta indispensabile in questi casi chiedere un aiuto professionale. Quando la preoccupazione si trasforma in ansia, è meglio consultare uno psicologo per trovare soluzione al problema. La psicoterapia rappresenta in genere il trattamento più indicato.

È altrettanto importante ricordare che le varie le fonti d’informazione a cui abbiamo accesso non sempre sono affidabili. Bisogna verificare i contenuti letti ed evitare di cadere vittime della paura. Su internet sono disponibili una moltitudine di articoli, ma dobbiamo verificare l’affidabilità degli autori e dei siti che consultiamo.

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  • Pérez, Sara Mercedes Pérez. “Cibercondría: La hipocondría virtual.” Ágora de enfermería 20.3 (2016): 104-110.
  • Arnáez, Sandra, Gemma García-Soriano, and Amparo Belloch. “Hipocondría y pensamientos intrusos sobre la enfermedad: desarrollo y validación de un instrumento de evaluación.” Psicología Conductual 25.1 (2017): 165.
  • Rodríguez, Concepción Fernández, and Rafael Fernández Martínez. “Tratamientos psicológicos eficaces para la hipocondría.” Psicothema 13.3 (2001): 407-418.