Emergenza cardiaca sul lavoro: cosa fare

Sapere come agire di fronte a un'emergenza cardiaca, in attesa dell'arrivo dei soccorsi, può essere determinante sia in caso di infarto del miocardio sia di arresto cardiaco
Emergenza cardiaca sul lavoro: cosa fare

Ultimo aggiornamento: 12 gennaio, 2021

Un’emergenza cardiaca può presentarsi in qualunque momento e in qualsiasi luogo. Anche se i pazienti devono fare attenzione ai rischi e adottare alcune precauzioni, in linea di massima si tratta di eventi quasi impossibili da prevedere.

Il moderno ritmo di vita ha fatto sì che gran parte della popolazione trascorra la maggior parte della giornata sul posto di lavoro. Per questo motivo, le probabilità che questi episodi si verifichino in ufficio e in azienda sono abbastanza alte.

Le emergenze cardiache si verificano più spesso di quanto non si voglia ammettere:

  • Secondo il Texas Heart Institute, negli Stati Uniti, ogni 34 secondi si verifica un attacco cardiaco.
  • In Italia, ogni anno sono decine di migliaia le vittime per morte improvvisa e fino a 20000 i tentativi di rianimazione.

Differenza tra attacco cardiaco e arresto cardiaco improvviso

Un attacco cardiaco e un arresto cardiaco improvviso sono due cose diverse:

  • Nel primo caso, si ha un margine di tempo superiore rispetto al secondo per cercare di ripristinare la situazione.
  • Nel caso dell’arresto cardiaco improvviso, anche solo alcuni minuti possono essere sufficienti a provocare lo morte del soggetto.

Attacco cardiaco o infarto del miocardio

Emergenza cardiaca: uomo si stringe il petto.

Si verifica quando l’afflusso di sangue verso una parte del cuore si riduce o si interrompe del tutto e ciò a causa – nella maggior parte dei casi – della rottura di una placca delle arterie coronarie.

Questo episodio può essere anche dovuto a un coagulo di sangue a causa di un’ostruzione o a uno spasmo di un’arteria coronaria. Gli attacchi cardiaci non implicano necessariamente che il cuore smetta di battere.

Il sintomo principale è un dolore improvviso e molto intenso al petto che può raggiungere altre zone del corpo, quali braccia, spalle, mandibola, collo o nuca.

Si possono presentare altri sintomi, quali:
  • Affaticamento.
  • Vertigini.
  • Nausea.
  • Sudorazione.
  • Bruciore allo stomaco.
  • Difficoltà respiratorie.
  • Svenimenti improvvisi.

È importante sapere che la sintomatologia di un attacco cardiaco non è la stessa per tutti. In alcuni casi, gli attacchi si verificano senza che il soggetto colpito percepisca nessuno di questi campanelli di allarme oppure quest’ultimo  può confonderli con altri disturbi e, quindi, sottovalutarli.

Arresto cardiaco improvviso

Uomo durante attacco cardiaco.

Si verifica quando il cuore si paralizza del tutto in modo improvviso. Il soggetto rimane privo di flusso sanguigno e di ossigeno al cervello e nel resto del corpo.

I casi in cui si verifica la cosiddetta “morte cardiaca improvvisa” non danno modo al paziente di chiedere aiuto.

Quando il cuore si ferma, la persona sviene all’improvviso, perdendo del tutto conoscenza. Di conseguenza, può interrompersi la respirazione.

Solo in pochi casi il soggetto avverte una sensazione di nausea qualche minuto prima di svenire.

Misure da adottare immediatamente in caso di emergenza cardiaca

Cosa fare in caso di attacco cardiaco.

  • Chiamare subito i numeri di emergenza e chiedere aiuto.
  • In caso di attacco cardiaco, la persona deve essere posizionata su una poltrona (o un divano o una sedia) in modo che stia più comoda possibile e resti calma.
  • È di fondamentale importanza che il soggetto cerchi di continuare a respirare normalmente. Cintura e camicia devono essere sbottonate.
  • In caso di arresto cardiaco improvviso, bisogna controllare le funzioni vitali, ovvero respirazione e polso. Se non c’è alcuna risposta, si deve iniziare subito a praticare un massaggio cardiaco o rianimazione cardiopolmonare (RCP): ponete entrambe le mani sullo sterno del soggetto ed esercitate una pressione verso il basso, mantenendo le braccia stese. Dovete fare pressione sullo sterno per almeno 4 centimetri di profondità, con una frequenza non inferiore a 100 compressioni al minuto. Allo stesso tempo, dovete stabilizzare il ritmo, minimizzando il più possibile le interruzioni.
  • La respirazione bocca a bocca deve essere eseguita solo da persone che conoscono la tecnica, altrimenti l’utilità sarà pari a zero.
  • Se avete a disposizione un defibrillatore esterno automatico (DEA), dovete applicare alcune scariche per cercare di far ripartire il cuore. Questi dispositivi non richiedono una particolare familiarità da parte degli utenti, dato che il loro funzionamento è molto intuitivo.

Vi consigliamo di leggere anche: I sintomi di un infarto: sapreste riconoscerli?

Più rapidamente agiamo, maggiori sono le probabilità che la persona possa superare lo stato di trance.

I casi di arresto cardiaco improvviso richiedono azioni di risposta ancora più rapide. Per ogni minuto trascorso, le probabilità di sopravvivenza a un’emergenza cardiaca diminuiscono del 10%, dunque dopo 10 minuti saranno pari a zero.

Se le persone che circondano il soggetto non agiscono e si limitano ad attendere l’arrivo dei soccorsi, le possibilità di un esito fatale salgono al 95%.

Nota: per sapere come comportarsi in caso di emergenza cardiaca tra le mura di casa, è possibile consultare i consigli forniti dagli esperti pubblicate nel Manuale MSD.

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