Emergenza cardiaca al lavoro: cosa fare

Sapere come agire di fronte a un'emergenza cardiaca, in attesa dell'arrivo dei soccorsi, può essere determinante sia in caso di infarto del miocardio sia di arresto cardiaco

Un’emergenza cardiaca può presentarsi in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.

Sebbene alcuni fattori di rischio predispongano una persona a episodi di questo tipo, in linea di massima sono quasi impossibili da prevedere.

Il moderno ritmo di vita ha fatto sì che gran parte della popolazione trascorra la maggior parte della giornata sul posto di lavoro. Per questo motivo, le probabilità che questi episodi si verifichino in ufficio e in azienda sono abbastanza alte.

Le emergenze cardiache si verificano più spesso di quanto non si voglia ammettere:

  • Negli Stati Uniti, ogni 34 secondi si verifica un attacco cardiaco.
  • In Italia, ogni anno sono decine di migliaia le vittime per morte improvvisa e fino a 20000 i tentativi di rianimazione.

Differenza tra attacco e arresto cardiaco improvviso

Un attacco cardiaco e un arresto cardiaco sono due cose diverse:

  • Nel primo caso, si ha un margine di tempo superiore rispetto al secondo per cercare di ripristinare la situazione.
  • Nel caso dell’arresto cardiaco, anche solo alcuni minuti possono essere sufficienti a provocare lo morte del soggett.

Attacco cardiaco o infarto del miocardio

Uomo si stringe il petto

Si verifica quando l’afflusso di sangue verso una parte del cuore si riduce o si interrompe del tutto e ciò a causa – nella maggior parte dei casi – della rottura di una placca delle arterie coronarie.

Questo episodio può essere anche dovuto a un coagulo di sangue a causa di un’ostruzione o a uno spasmo dell’arteria coronaria. Gli attacchi cardiaci non implicano necessariamente che il cuore smetta di battere.

Il sintomo principale è un dolore improvviso e molto intenso al petto che può raggiungere altre zone del corpo, quali braccia, spalle, mandibola, collo o nuca.

Si possono presentare altri sintomi, quali:
  • Affaticamento
  • Vertigini
  • Difficoltà respiratorie
  • Nausea
  • Sudorazione
  • Bruciore allo stomaco
  • Svenimenti improvvisi

È importante sapere che la sintomatologia di un attacco cardiaco non è la stessa per tutti. In alcuni casi, gli attacchi si verificano senza che il soggetto colpito percepisca nessuno di questi campanelli di allarme oppure può confonderli con altri disturbi e, quindi, a sottovalutarli.

Arresto cardiaco improvviso

Uomo durante attacco cardiaco

Si verifica quando il cuore si paralizza del tutto in modo improvviso. Il soggetto resta senza flusso sanguigno né ossigeno al cervello e nel resto del corpo.

I casi in cui si verifica la cosiddetta “morte cardiaca improvvisa” non danno modo al paziente di chiedere aiuto.

Quando il cuore si ferma, la persona sviene all’improvviso, perdendo del tutto conoscenza. Di conseguenza, può interrompersi la respirazione.

Solo in pochi casi il soggetto avverte una sensazione di nausea qualche minuto prima di svenire.

Misure da prendere in caso di emergenza cardiaca al lavoro

Cosa fare in caso di attacco cardiaco

  • Chiamate subito i numeri di emergenza e chiedete aiuto.
  • In caso di attacco cardiaco, la persona deve essere posizionata su una poltrona (o un divano o una sedia) in modo che stia più comoda possibile e resti calma. Deve respirare il più tranquillamente possibile. Cintura e camicia devono essere sbottonate.
  • In caso di arresto cardiaco, dovete controllare i parametri vitali, ovvero respirazione e polso. Se non c’è alcuna risposta, dovete iniziare subito a praticare un massaggio cardiaco o rianimazione cardiopolmonare (RCP): ponete entrambe le mani sullo sterno del soggetto ed esercitate una pressione verso il basso, mantenendo le braccia stese. Dovete fare pressione sullo sterno per almeno 4 centimetri di profondità, con una frequenza non inferiore a 100 compressioni al minuto. Allo stesso tempo, dovete stabilizzare il ritmo, minimizzando il più possibile le interruzioni.
  • La respirazione bocca a bocca deve essere eseguita solo da persone che conoscono la tecnica, altrimenti l’utilità sarà pari a zero.
  • Se avete a disposizione un defibrillatore esterno automatico (DEA), dovete applicare scariche per cercare di far ripartire il cuore. Questi dispositivi non richiedono una particolare familiarità da parte degli utenti, dato che il loro funzionamento è molto intuitivo.

Più rapidamente agiamo, maggiori sono le probabilità che la persona può superare lo stato di trance. I casi di arresto cardiaco improvviso richiedono azioni di risposta ancora più rapide.

Per ogni minuto perso, le probabilità di sopravvivenza a un’emergenza cardiaca diminuiscono del 10%, dunque dopo 10 minuti saranno pari a zero.

Se le persone che circondano il soggetto non agiscono e si limitano ad attendere i soccorsi, le possibilità di un risvolto tragico dell’emergenza cardiaca salgono al 95%.

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