L’ovaio policistico: cos’è e come si cura

· 27 febbraio 2014

Scopriamo insieme e con parole semplici che cos’è l’ovaio policistico. Come sappiamo bene, le ovaie fanno parte degli organi genitali femminili e hanno come funzione principale quella di produrre e secernere ormoni sessuali e ovuli.

In generale, si tratta di strutture pari e simmetriche. Hanno una forma ovale, molto simile a quella delle mandorle. Hanno un colore tendente al grigio. Sono collegate ai due lati dell’utero e ancorate al pavimento pelvico. In più, sono di peso e dimensioni ridotte.

Per le loro caratteristiche, possiamo dire che le ovaie svolgono la stessa funzione dei testicoli maschili. Che cos’è l’ovaio policistico e come si cura?

Che cos’è l’ovaio policistico?

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) consiste in particolare in uno squilibrio degli ormoni sessuali. Tra le altre cose, questa condizione è la causa più comune di:

  • Infertilità femminile.
  • Presenza di cisti nelle ovaie.
  • Cambiamenti nel ciclo mestruale.
  • Altri problemi di diversa natura.

L’ovaio policistico è conosciuto anche come sindorme di Stein-Leventhal ed è considerata una delle principali malattie che colpiscono le donne in età riproduttiva. Le cause e i sintomi sono diversi e complessi. La maggior parte delle volte però, è legata ad una questione genetica.

Ovaio policistico

Come già abbiamo detto, l’ovaio policistico provoca delle alterazioni nella produzione di certi ormoni. Principalmente si tratta estrogeni e progesterone. Il cui compito di solito è quello di aiutare le ovaie a liberare gli ovuli.

Per di più, influenza la produzione degli androgeni. Questi, come suggerisce il loro nome, sono degli ormoni maschili presenti in piccole quantità anche nelle donne. Quindi, la sindrome di Stein-Leventhal impedisce o rende molto difficile che le ovaie della donna rilascino ovuli maturi o completamente sviluppati.

Questo fa si che gli ovuli rimangono nelle ovaie, favorendo la formazione di piccole cisti in questa parte del corpo. Una cisti è una sorta di protuberanza o sacca chiusa da una membrana distinta e contiene materiale semisolido, fluidi o aria.

È molto comune che la sindrome dell’ovaio policistico si presenti nelle donne giovani, di età compresa tra i 20 e i 30 anni. In alcuni casi ne soffrono anche le adolescenti che hanno da poco iniziato il ciclo mestruale, ma è molto raro.

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Tuttavia, come vi abbiamo già detto, uno dei fattori scatenanti della sindrome dell’ovaio policistico potrebbe essere la predisposizione genetica. Le donne affette da PCOS hanno dei familiari che hanno sofferto della stessa malattia o presentato sintomi molto simili.

L’ovaio policistico e i suoi sintomi

Tra i sintomi più comuni ci sono l’amenorrea e l’oligomenorrea. Si tratta dell’assenza totale del ciclo mestruale o di un ciclo mestruale irregolare. Sia nella comparsa sia nella quantità di fluido, che può essere più o meno abbondante a seconda dei casi.

Ci sono anche problemi di infertilità legati principalmente alla mancanza di ovulazione e a disturbi metabolici che provocano obesità e alterazioni nella produzione di insulina.

Come se non bastasse, non bisogna dimenticare che la PCOS può generare gravi squilibri ormonali, soprattutto a causa degli androgeni. Alcuni di questi possono essere:

  • Irsutismo su viso e petto.
  • Riduzione del seno.
  • Mutamento del tono della voce.
  • Perdita di capelli (detta anche alopecia).
  • Allargamento del clitoride.
  • Eccesso di sebo che si manifesta sotto forma di acne e accumuli o pieghe di grasso nelle zone quali:
    • Inguine
    • Collo
    • Ascelle
    • Seno

Come viene diagnosticato l’ovaio policistico?

Per capire se c’è una predisposizione genetica alla sindrome dell’ovaio policistico bisogna effettuare alcuni test e delineare la storia clinica della paziente.

Di solito questi test consistono in una visita fisica. In particolare un esame pelvico, che permette di individuare l’eventuale infiammazione delle ovaie o del clitoride. In più, si misurano l’indice di massa corporea (IMC), il peso e la dimensione dell’addome della paziente.

Ovviamente gli esami del sangue sono tra quelli più importanti per stabilire se la persona soffre di PCOS. Permettono di verificare i livelli:

  • Ormonali di estrogeni e testosterone.
  • Glucosio.
  • Grassi o lipidi.
  • Prolattina.
  • Tiroide.

Per finire, per maggior sicurezza i medici possono suggerire un’ecografia vaginale o una laparoscopia pelvica. Non bisogna dimenticare che la storia clinica della persona deve includere le informazioni riguardanti:

  • Diabete.
  • Ipertensione.
  • Obesità.
  • Colesterolo alto.

Trattamento dell’ovaio policistico

Ovaio policistico

Se, dopo avere effettuato le analisi e gli esami necessari, viene riscontrata la sindrome dell’ovaio policistico bisogna iniziare una cura. Per iniziare, è molto importante perdere peso, sempre che sia necessario.

In questo modo è possibile curare meglio altre malattie come il diabete, l’ipertensione e il colesterolo alto. In più, ci sono maggiori possibilità per la paziente di rimanere incinta.

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Di solito vengono somministrati farmaci per via orale. In particolare pillole anticoncezionali, che normalizzano la produzione di androgeni, regolano il ciclo mestruale, contrastano i cambiamenti fisici, l’infertilità e i problemi di acne. Tuttavia, per risolvere questi problemi esistono anche altre opzioni come:

  • Farmaci per il diabete.
  • Ormoni.
  • Clomifene citrato.
  • Compresse di spironolattone o flutamide.
  • Crema a base di eflornitina.

Quando la cura è un’intervento chirurgico

In alcuni casi si rende necessario intervenire chirurgicamente per eliminare le cisti. È chiaro che si tratta di casi particolari. Soprattutto quando la misura delle cisti è tale da non poter eliminarle tramite l’assunzione di farmaci o altri trattamenti.

L’operazione di rimozione delle cisti è in realtà molto semplice e di solito non ha conseguenze gravi. Gli interventi chirurgici sono anche una buona alternativa per curare anche l’infertilità.

È importante che le pazienti affette da PCOS si esercitino costantemente a seguire un’alimentazione corretta. È molto pericoloso sottoporsi ad un trattamento di questo tipo se non è stata fatta una buona diagnosi in precedenza.

Gli ormoni infatti, sono un aspetto molto delicato che va gestito da un vero specialista. Rimane da chiarire però, che quella dell’ovaio policistico è una sindrome facile da curare. Sempre che ci si sottoponga ad un trattamento adeguato.

In molti casi il risultato finale è la gravidanza, anche se le pazienti potrebbero soffrire di ipertensione arteriosa e di diabete durante la gestazione. D’altra parte, le persone colpite da PCOS hanno più possibilità di contrarre il cancro endometriale e al seno, oltre che essere sterili.

Cosa fare se presentate i sintomi?

È chiaro che nel caso in cui riconosciate alcuni dei sintomi che abbiamo menzionato in precedenza, dobbiate consultare il vostro medico curante. Lui sarà in grado di stabilire se soffrite o meno della sindrome dell’ovaio policistico. Le donne più a rischio sono quelle in età riproduttiva, perciò dovrebbero fare più attenzione.

Come con qualsiasi malattia, la sindrome PCOS può generare gravi conseguenze nelle pazienti colpite. Queste possono soffrire di problemi di infertilità o avere difficoltà nel rimanere incinta. Sappiamo bene che il concepimento di un figlio è uno dei più grandi desideri di una coppia.

Nel caso in cui sia necessario, si raccomanda di prendere delle precauzioni adeguate per iniziare il prima possibile un trattamento. Le donne affette da questa sindrome non devono preoccuparsi. Fatevi coraggio ed abbiate fiducia nei progressi della medicina moderna.

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