Lupus eritematoso sistemico: sintomi e fattori di rischio

12 novembre 2017
Il lupus eritematoso sistemico è il paradigma delle malattie autoimmuni

Il lupus eritematoso sistemico (LES) è una malattia cutanea e del tessuto connettivo reumatologica, considerata tra le più frequenti malattie autoimmuni.

Essendo, appunto, una patologia autoimmune è caratterizzata dalla presenza di auto-anticorpi, ovvero anticorpi che dovrebbero occuparsi della difesa del sistema immunitario dell’individuo, ma che invece “attaccano” le cellule dell’organismo stesso.

Nel caso del lupus eritematoso la conseguenza dell’azione di tali anticorpi è la comparsa di lesioni a vari organi e tessuti. È il motivo per il quale tale patologia è considerata “sistemica” o “non organo-specifica”.

Si tratta di una malattia cronica che si manifesta con periodi alterni di remissione o acuimento dei sintomi.

Dati sul lupus eritematoso sistemico

Prevalenza

Il lupus eritematoso sistemico colpisce principalmente il sesso femminile (10 :1) e la popolazione afro-caraibica (3:1). Ciononostante, il rischio di contrarre tale malattia è maggiore in persone geneticamente predisposte rispetto al resto della popolazione, ossia soggetti i cui familiari diretti siano essi stessi affetti da lupus eritematoso.

Circa il 65% dei casi di lupus eritematoso si verifica tra i 20 e i 40 anni.

Eziologia

È ancora ignota la causa principale della malattia, anche se l’eziologia sembra senz’altro legata a più fattori.

Una serie di fattori genetici, ormonali e ambientali agirebbero, infatti, su un sistema immunitario già geneticamente predisposto, che darebbe origine alla sintomatologia della malattia.

Cosa significa sistema immunitario “geneticamente predisposto”?

Il sistema immunitario non scatena reazioni anomale di per sé, ragion per cui tale risposta si deve a una predisposizione genetica.

La predisposizione genetica, a sua volta, è dovuta all’esistenza di geni di suscettibilità (ossia geni non direttamente collegati alla malattia, ma che fanno in modo che chi li possiede presenti maggiori possibilità di soffrirne) e all’assenza di una serie di geni protettivi.

Analisi del sangue

L’insieme di questi fattori ha come risultato un’alterazione nella risposta del sistema immunitario a fattori esterni e interni. Se la reazione è eccessiva o prolungata nel tempo, si verifica l’autoimmunità.

Fattori che incidono

Fattori genetici

Il lupus eritematoso sistemico è strettamente associato al sistema HLA-DR3 e HLA-DR2 e ad alcuni geni che codificano componenti del sistema del complemento (deficit dei fattori C2 e C4).

Gli HLA (antigeni leucocitari umani) sono molecole presenti in tutte le cellule dell’organismo umano che permettono al sistema immunitario di differenziare gli agenti interni (per non attaccarli) da quelli esterni (per attaccarli).

Il sistema del complemento è composto da un insieme di molecole il cui compito è eliminare qualunque agente non riconosciuto come proprio.

Fattori ormonali

Il fatto che gli individui più affetti da lupus eritematoso sistemico siano donne in età fertile suggerisce l’esistenza di una connessione tra la malattia e gli ormoni sessuali.

Si stima che gli ormoni dell’organismo (estrogeno, progesterone, prolattina, testosterone…) e quelli esogeni (acquisiti tramite terapia di sostituzione o contraccettiva) svolgano un ruolo importante nell’insorgere della malattia, sebbene non ci siano dati certi circa la misura del loro contributo.

 Fattori ambientali

Alcuni fattori ambientali possono scatenare o intensificare il lupus eritematoso sistemico.

  • Radiazioni ultraviolette, relazionate alla fotosensibilità (reazione esagerata della cute all’esposizione solare) e alla comparsa di escoriazioni dovute all’eccessiva esposizione ai raggi solari.
  • Infezioni virali, come il virus di Epstein – Barr o alcuni retrovirus.
  • Assunzione di determinati farmaci, la cui azione all’interno del quadro clinico in questione si ripercuote sul sistema immunitario, come per la procainamide (antiaritmico) o l’idralazina (antipertensivo).

Patogenesi

Il risultato finale è la formazione di complessi immuni e il deposito degli stessi nei diversi tessuti (si definisce complesso immune l’unione tra antigene e anticorpo).

Patogenesi lupus

Tale deposito è uno dei meccanismi scatenanti della lesione dei tessuti, unitamente a processi di infiammazione e apoptosi (morte cellulare) che risultano dall’anomalia della reazione immunitaria.

Sintomatologia

-Sintomi generali (95% ): affaticamento, mancanza d’appetito, perdita di peso, malessere generalizzato. I dolori articolatori sono costanti.

-Manifestazioni a livello muscolo-scheletrico (95%): si tratta fondamentalmente di dolori a livello muscolare e articolatorio, tra i sintomi più frequenti.

-Lesioni cutanee (80% dei casi): più della metà dei casi studiati presenta fotosensibilità. Le lesioni cutanee sono essenzialmente di tre tipi:

  1. Lupus cutaneo acuto (50%): manifestazione di una delle lesioni più tipiche di questa malattia, ossia un eritema facciale (arrossamento della pelle del viso) a forma di ali di farfalla. Non lascia cicatrici ed è strettamente relazionato all’esposizione solare e alla comparsa di altre lesioni. Può essere accompagnato da un’eruzione cutanea in altre parti del corpo (collo, spalle, braccia…).
  1. Lupus cutaneo subacuto (10%): comparsa, a seguito dell’esposizione solare, di lesioni sotto forma di papule o placche simmetriche su collo e spalle. Non lascia cicatrici, ma nelle zone affette la pigmentazione può alterarsi.
  1. Lupus cutaneo cronico (30%).

Quasi la metà dei pazienti presenta lesioni alla mucosa orale e alle cavità nasali sotto forma di afte.

-Alterazioni di tipo ematologico (80%): la più frequente è la comparsa di anemia cronica.

-Manifestazioni neurologiche: come cefalea, depressione, stato d’ansia, convulsioni, etc.

-Affezione polmonare e pleurica: si riscontra nella metà dei pazienti. La più comune è la pleurite, mentre la più grave è l’emorragia alveolare (per fortunanmolto rara).

Pericardite

-Manifestazioni cardiache: la più frequente è la pericardite.

-Nefrite lupica: Ne è affetta la metà dei pazienti ed è una grave alterazione.

A seconda dell’organo affetto, possono presentarsi molti altri sintomi, tra cui aborto e cheratocongiuntivite…

Diagnosi del lupus

L’alterazione più comune in caso di Lupus eritematoso è la comparsa di autoanticorpi ANA (anticorpi anti nucleo) presenti nell’80/90% dei pazienti.

  • Gli ANA non sono specifici del lupus, in quanto si manifestano anche in altre malattie autoimmuni.
  • Gli ANA non sono presenti in tutti i pazienti affetti da lupus. I pazienti ANA negativi (10 – 20%) possono presentare il fenomeno di Raynaud.
  • Tra gli ANA quelli specifici del lupus sono gli anticorpi  anti-dsDNA.
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