Memoria sensoriale: definizione e tipi

La memoria sensoriale ci consente di dare significato alle esperienze e di farcele ricordare. In questo articolo parliamo dei diversi tipi di memoria sensoriale e di come agiscono nella vita di tutti i giorni.
Memoria sensoriale: definizione e tipi

Ultimo aggiornamento: 15 agosto, 2021

La memoria comprende l’insieme dei processi cerebrali dedicati all’interpretazione, archiviazione e recupero delle informazioni. Si rivela fondamentale, pertanto, per l’apprendimento, nonché per lo sviluppo dell’intelligenza. Tuttavia, non sempre opera nello stesso modo o parte dalle stesse informazioni. In questo articolo parliamo dei 3 tipi di memoria sensoriale.

Grazie a essa, le punte delle dita “ricordano” il dolore non appena entrano in contatto con l’acqua calda. Nella memoria sensoriale, i processi di percezione e cognizione risultano collegati.

Tipi di memoria sensoriale

Esistono 3 tipi di memoria sensoriale: iconica, aptica ed ecografica. Nelle righe che seguono descriviamo in dettaglio ciascuno di essi. Continuate a leggere!

1. Memoria sensoriale iconica

La memoria sensoriale iconica viene chiamata anche memoria visiva. Attraverso di essa siamo in grado di ricordare gli oggetti, i dettagli di una scena o di una situazione in pochi secondi.

È molto utile, perché si innescano processi che ci permettono di analizzare e interpretare quanto accaduto. Il fatto che questi dettagli vengano conservati nella memoria a lungo termine dipenderà molto dal significato che diamo essi.

Pensiamo, per esempio, ai diversi giochi per allenare la memoria. In particolare Memory, che consiste nell’osservare delle tessere con sopra precise figure e poi capovolgerle e ricordare dove si trova l’altra carta uguale. Con questo esercizio alleniamo la memoria iconica.

Uomo che perde la memoria.
Per mantenere la memoria iconica a lungo termine, questa deve essere associata alle emozioni. Altrimenti molti dettagli andranno dimenticati.

2. Memoria sensoriale aptica

Anche conosciuta come memoria tattile, come indica il nome si attiva per contatto grazie agli stimoli della pelle. In realtà si pensa che coinvolga anche i muscoli, le articolazioni e i tendini. In altre parole, nella memoria sensoriale tattile sarebbero coinvolte sia la propriocezione che l’interocezione.

Questo tipo di memoria riesce a lavorare contemporaneamente su 4 o 5 elementi, con i quali potremmo interagire contemporaneamente toccandoli, spostandoli, sollevandoli e facendoli scorrere, tra gli altri. Ci permette di esaminare gli oggetti al tatto e di interagire con essi.

3. Memoria sensoriale ecografica

Chiamata anche memoria uditiva, si occupa di mediare tra lo stimolo uditivo e il suo ricordo. Sebbene sia un tipo di memoria sensoriale più breve rispetto a quella visiva (conserva tra 5 e 7 informazioni per un massimo di 4 secondi), consente di costruire immagini sensoriali uditive che possono essere conservate più a lungo.

Naturalmente, il ricordo dello stimolo uditivo nella mente dipenderà dalla sua intensità e dall’impatto provocato.

Perché è importante stimolare la memoria

Secondo il modello modale di Bruning, la memoria è un insieme di sistemi di ritenzione. Quella sensoriale è responsabile della conservazione degli stimoli nei registri sensoriali prima che l’informazione vada persa. Cioè, la immagazzina temporaneamente.

La percezione funziona prestando attenzione agli stimoli ricevuti. Segue quindi un processo di riconoscimento del modello, attraverso il quale associamo le nuove informazioni a un modello esistente. I

nfine, bisogna dare un significato allo stimolo. A seconda del significato che gli attribuiamo, le informazioni verranno archiviate temporaneamente o permanentemente.

Quindi l’importanza della memoria sensoriale e dei suoi diversi tipi consiste nel dare significato alle esperienze. Cioè, ci fa ricordare una determinata esperienza in modo più completo, permettendoci di percepire stimoli diversi, il che ce lo fa intendere in un altro modo. Lo stimolo potrebbe scomparire, ma rimane il ricordo, bello o cattivo che sia.

D’altra parte, la memoria sensoriale ha un impatto fondamentale sull’apprendimento, poiché questo processo di solito coinvolge non solo la mente o i processi cognitivi, ma anche i sensi e i processi percettivi.

Inoltre, non possiamo dimenticare l’importanza della memoria sensoriale e la sua interazione con la memoria a breve e a lungo termine.

In generale, gli stimoli vengono presentati per un breve momento, quindi prima ancora di aver avuto il tempo di percepirli e capire cosa sono, li avremmo già dimenticati. È proprio lì che intervengono i registri sensoriali.

Donna che fa un puzzle.
I giochi e gli esercizi per stimolare la memoria hanno lo scopo di migliorare la capacità di ritenzione. Per la memoria sensoriale il gioco Memory è l’ideale.

Divertirsi con i sensi

Adesso sappiamo che la memoria sensoriale ha un ruolo fondamentale per un ricordo completo delle esperienze. Da un lato, ci rende più consapevoli degli eventi e ci consente di godere con tutti i sensi, in modo tale da poter realizzare una sorta di “registrazione arricchita” del momento.

Ma possiamo anche applicarla ad altre aree. Per esempio, nei processi di insegnamento e apprendimento. Nello specifico, è importante scegliere bene quali risorse utilizzeremo al fine di gestire al meglio una quantità limitata di stimoli e godere di un apprendimento significativo.

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  • Ballesteros, Soledad (1999). Memoria humana: investigación y teoría. Psicothema, 11(4),705-723. ISSN: 0214-9915. Disponible en: https://www.redalyc.org/articulo.oa?id=72711401
  • Bruning, R. H., Schraw, G. J., y Ronning, R. (2002). Psicología Cognitiva e Instrucción. Madrid: Alianzal.
  • Ruiz-Vargas, J.M. (2010). Manual de Psicología de la memoria. Madrid: Síntesis.