Mielite trasversa: sintomi, cause, diagnosi e trattamento

La mielite trasversa è un'infiammazione del midollo spinale scatenata da cause diverse. Può lasciare sequele permanenti e invalidanti ma in alcuni casi guarire completamente.
Mielite trasversa: sintomi, cause, diagnosi e trattamento

Ultimo aggiornamento: 21 febbraio, 2022

La mielite trasversa è l’infiammazione di un segmento del midollo spinale. Può avere diverse cause e prognosi. In questo articolo vi diciamo tutto quello che c’è da sapere su questo disturbo.

Che cos’è la mielite trasversa?

La mielite trasversa è l’infiammazione di un segmento trasversale del midollo spinale. Il processo infiammatorio provoca la distruzione della guaina mielinica, lo strato che ricopre i neuroni in quest’area; di conseguenza si interrompe la conduzione nervosa, causando i sintomi che vedremo più avanti.

È una malattia rara che colpisce migliaia di persone in tutto il mondo e che spesso può lasciare alterazioni permanenti e invalidanti ma in alcuni casi guarire senza sequele.

La mielite trasversa può essere acuta, ovvero svilupparsi nell’arco di ore o giorni, o cronica, se si sviluppa lentamente.

Quali sono le cause della mielite trasversa?

La causa esatta di questo disturbo non è del tutto chiara. Tuttavia, si ritiene che sia dovuta a una risposta anormale del sistema immunitario, che attacca il tessuto del midollo spinale.

Tale risposta è correlata ad altre patologie che agirebbero da fattori scatenanti. Alcune delle malattie che possono attivare una risposta immunitaria sproporzionata sono:

  • Sclerosi multipla: è la malattia più strettamente correlata alla mielite trasversa.
  • Neuromielite ottica.
  • Malattie causate da alcuni virus e batteri, come la tubercolosi, la malattia di Lyme o la sifilide.
  • Diversi tipi di vasculite – infiammazione dei vasi sanguigni.
  • Utilizzo di alcuni farmaci, vaccini e droghe.
midollo spinale e mielite trasversa
Il midollo spinale è l’area interessata dalla mielite trasversa

Sintomi della mielite trasversa

I sintomi possono manifestarsi in modo acuto o apparire progressivamente nel tempo. Di solito, il quadro inizia con un forte mal di schiena e una sensazione di tensione lungo la fascia interessata.

A questo dolore segue una sensazione di formicolio alle gambe e ai piedi e di intorpidimento. Può anche aumentare la sensibilità al tatto e al calore in alcune parti del corpo. Un altro segno è l’urgente bisogno di andare in bagno.

Con il progredire della malattia, i sintomi peggiorano. Si può arrivare a paralisi, perdita di sensibilità, ritenzione urinaria e perdita del controllo della vescica e dell’intestino. Sia la gravità che la durata dei sintomi, sia il grado di disabilità che produce, dipendono dal grado di infiammazione dell’area interessata.

Diagnosi

La diagnosi comincia con l’esame fisico da parte dello specialista. Sebbene i sintomi possano suggerire questa malattia, deve essere differenziata da  altre che causano un quadro simile. Per questo, oltre ad un corretto esame, verranno richiesti altri test.

Gli esami complementari possono essere test di imaging, come la risonanza magnetica, o esami analitici, come la puntura lombare. Una volta confermata la diagnosi, il trattamento verrà stabilito il più rapidamente possibile con l’obiettivo di lasciare il minor numero di sequele.

Trattamento

Il trattamento dipende dalla relazione tra la mielite e la patologia sottostante. In tal caso, la priorità è il trattamento della malattia che la scatena. Ad esempio, se la mielite trasversa è causata dalla tubercolosi, il trattamento che lo specialista prescriverà sarà quello antitubercolare.

Oltre a questo, o se non è stata trovata una chiara causa di mielite, può essere trattata con corticosteroidi. Un’altra opzione è la plasmaferesi, che consiste nell’estrarre una quantità significativa di sangue dal paziente, rimuovere gli anticorpi che stanno attaccando la mielina e reiniettarla.

Come sempre, sarà il medico specialista a decidere quale sia il trattamento più appropriato caso per caso.

Una malattia che può lasciare sequele o guarire completamente

La prognosi della malattia dipende da molti fattori. Il recupero dell’attività muscolare e della sensibilità inizia di solito 2 – 12 settimane dall’esordio dei sintomi.

Può essere una lenta guarigione e persino durare anni. D’altra parte, se non ci sono miglioramenti nei primi 6 mesi, il paziente potrebbe non recuperare mai completamente le normali funzioni.

Un terzo delle persone colpite guarisce in modo completo, un terzo ha conseguenze più o meno gravi e un altro terzo non ottiene alcuna guarigione. Come sempre è importante ricordare che alla comparsa di qualsiasi sintomo è necessario rivolgersi allo specialista, poiché sarà lui a valutare la situazione e a stabilire i passi da seguire.

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