Operatori sanitari contagiati: perché così tanti?

21 Aprile 2020
Un alto numero di operatori sanitari contagiati è stato causato dalla lenta applicazione delle misure preventive per il COVID-19. La mancanza di dispositivi di protezione ha peggiorato il problema.

Il SARS-Cov-2 si è diffuso in tutto il mondo da dicembre 2019, con un alto numero di contagi e decessi. Il personale sanitario è stato, da subito, esposto in prima linea e ovunque il numero di operatori sanitari contagiati è molto elevato.

Perché tanti operatori sanitari contagiati in tutto il mondo? La risposta varia da paese a paese. Questo perché l’incidenza del Covid-19 nel settore medico ha cause diverse vittime in Cina, in Italia o in Spagna, ad esempio.

Operatori sanitari contagiati: cause generali

Uno dei motivi più forti e presenti in ogni realtà geografica è che la pandemia ci ha colti impreparati. Il Covid-19, considerata una delle pandemie più estese della storia, non era previsto.

Quando si sono registrati i primi casi di pazienti affetti da Coronavirus in Cina, il primo paese a rilevare la malattia, il sistema sanitario non era pronto a gestire quella che sarebbe diventata in fretta un’epidemia, in seguito pandemia.

Il personale sanitario, dai medici e paramedici agli infermieri fino ad arrivare agli addetti alla pulizia di ospedali e cliniche private, non hanno adottato da subito le misure preventive necessarie a evitare il contagio. Non sono stati eseguiti, inoltre, tamponi per individuare i casi di positività ed evitare la diffusione del virus.

Sebbene a gennaio la Cina avesse avvisato la comunità mondiale dell’esistenza del focolaio nella regione di Wuhan, nessun paese gli ha attribuito la giusta importanza, trovandosi, a loro volta, impreparati.

Medico con stetoscopio
Il personale sanitario che opera in prima linea nel contenimento del Coronavirus è la categoria più esposta.

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Operatori sanitari contagiati dal coronavirus, paese per paese

Dando uno sguardo ai tre paesi più colpiti dalla pandemia, possiamo trovare diverse cause per l’alto tasso di contagio tra il personale sanitario.

Nel caso dell’Italia, sono ormai più di tredicimila gli operatori sanitari contagiati con oltre 100 decessi tra medici e infermieri. Gli Stati Uniti si trovano in piena emergenza, con quasi 400 mila casi totali di cui oltre 5400 positivi tra gli operatori del settore sanitario.

In Spagna si parla di 19 mila operatori positivi al virus, cifra che corrisponde al 14% dei casi complessivi nel pese. In Cina le statistiche parlano del 4% di operatori contagiati da Coronavirus rispetto al numero totale nel paese.

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Perché così tanti contagi?

Oltre all’arrivo improvviso del COVID-19 negli ospedali di tutto il mondo, si può attribuire l’alto numero di operatori sanitari contagiati alla carenza di dispositivi di protezione individuali. La domanda repentina e massiccia di equipaggiamento ha reso difficile soddisfare l’intero fabbisogno.

Medici di molti paesi denunciano lo stesso problema: la difficoltà di reperire mascherine professionali e camici monouso. In misura minore, i guanti in lattice. Tutto ciò ha portato alla massima razionalizzazione nell’utilizzo delle attrezzature a disposizione. In molti casi questo ha comportato l’esposizione al contagio.

Un’altra causa è la mancata chiusura di spazi comuni, come le sale polifunzionali o i refettori. In questi luoghi, non essendovi la possibilità di mantenere la distanza sociale consigliata dall’OMS (almeno un metro e mezzo), il virus ha avuto modo di diffondersi più in fretta.

Di fronte a questa emergenza, i produttori di forniture mediche di tutto il mondo si sono mobilitati per fornire in tempo record più mascherine, più camici e più guanti. Oltre a questo, è stato necessario incrementare la produzione di respiratori, gel a base di alcol e prodotti igienizzanti che sono indispensabili per sanificare strumenti e ambienti ospedalieri.

Personale sanitario con dispositivi di protezione
Indossare dispositivi di protezione è fondamentale per proteggersi dal contagio.

Come aiutare gli operatori sanitari contagiati e no

Le disposizioni che tutti dobbiamo rispettare, compresa la necessità di contattare la guardia medica o il medico per telefono invece di recarsi al pronto soccorso o in ambulatorio, sono volte anche a proteggere gli operatori del settore sanitario.

Gli assembramenti di pazienti negli ospedali rappresentano un rischio, in primis per il personale. La responsabilità sociale che mostriamo rispettando le misure di quarantena e il distanziamento ci permettono di frenare la diffusione del Coronavirus, evitando di saturare le strutture e il personale sanitario.

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