Oximetazolina oftalmica: applicazione ed effetti

L'oximetazolina oftalmica è indicata per donare sollievo in caso di occhi arrossati. Tuttavia, può causare alcuni effetti indesiderati e interazioni che è bene conoscere e tenere a mente.
Oximetazolina oftalmica: applicazione ed effetti

Ultimo aggiornamento: 18 novembre, 2020

L’oximetazolina oftalmica è un farmaco simpaticomimetico, ad azione diretta di tipo α-agonista. Produce una vasocostrizione dovuta all’azione diretta sui recettori α-2a dell’endotelio vascolare.

Si applica sotto forma topica nell’occhio per provocare una vasocostrizione locale dei vasi sanguigni della congiuntiva. È caratterizzata da un’azione a rapido rilascio che inizia dopo pochi minuti.

L’effetto ha una durata relativamente lunga: di sei ore o più. Inoltre, esiste una bassa percentuale di ricaduta della congestione.

Indicazioni per l’oximetazolina oftalmica

Ragazza che mette il collirio

Questo farmaco è indicato per donare sollievo in caso di occhi irritati. Per questo viene anche utilizzato in presenza di irritazioni lievi, dovute a svariate cause, come allergia, affaticamento oculare o agenti urticanti, per esempio.

Per gli adulti e i bambini al di sopra dei 6 anni, la posologia è di una o due gocce ogni otto ore, da iniettare nel sacco congiuntivale. Per la corretta somministrazione, bisogna separare le palpebre e versare una goccia all’interno della palpebra inferiore, mentre si porta lo sguardo verso l’alto.

Si consiglia di non toccare con le dita il contagocce né di permettere che quest’ultimo venga a contatto con l’occhio. Bisogna tenere l’occhio aperto e cercare di non sbattere le palpebre per qualche secondo. Se tuttavia al termine dei tre giorni di trattamento i sintomi dovessero persistere, è bene sospendere l’applicazione delle gocce e rivolgersi al medico.

In quali casi è controindicata l’oximetazolina oftalmica?

L’oximetazolina oftalmica è controindicata in casi di ipersensibilità a questo principio attivo, a uno degli eccipienti della formulazione o ad altri simpaticomimetici.

Non è indicata nemmeno nei pazienti con glaucoma ad angolo chiuso o nelle persone che presetano una predisposizione a soffrirne. Allo stesso modo, non è indicato nei pazienti ipertesi che non sono seguiti dal medico, con malattie cardiovascolari, iperglicemia e ipotiroidismo.

Quali precauzioni adottare quando si assume l’oxiematazolina oftalmica?

Descrizione del glaucoma

L’uso frequente o prolungato può dare luogo a un maggiore assorbimento del farmaco, con possibili effetti a livello generale. I pazienti che presentano una delle seguenti condizioni devono fare attenzione:

  • Chi soffre di angina pectoris o segue un trattamento a base di digossina.
  • Pazienti che assumono antidepressivi.
  • Ipertesi trattati con metildopa.
  • Pazienti che assumono fenotiazina.
  • Malattie della prostata.
  • Gravi infiammazioni dell’occhio.
  • Minori di 18 anni.

I pazienti che abusano di oximetazolina oftalmica possono sviluppare una dipendenza dal farmaco perché intenti ad alleviare la loro congestione cronica. Oltretutto, se si portano le lenti a contatto, bisognerà rimuoverle prima di utilizzare questo agente e attendere tra i 15 e i 20 minuti.

In caso di gravidanza o allattamento, non sono ancora stati testati gli effetti dell’oximetazolina sul feto. Non sappiamo nemmeno se il farmaco passa al latte materno, dunque bisogna tenere in conto un possibile assorbimento sistemico.

Effetti indesiderati

Ragazza che mette oximetazolina oftalmica negli occhi

A seguito dell’applicazione di oximetazolina oftalmica si sono osservati effetti collaterali occasionali, come irritazione e dolore agli occhi. Tuttavia, le dosi eccessive o molto prolungate possono provocare assorbimento sistemico e dare luogo a un’eccessiva stimolazione del sistema nervoso centrale o a una depressione paradossica, collasso cardiovascolare, shock e persino il coma.

Può manifestarsi anche un’inibizione delle funzioni del sistema nervoso centrale, come sonnolenza, riduzione della temperatura corporea, ipotensione, apnea e perdita della coscienza.

Interazioni con altri farmaci

Esistono interazioni farmacologiche in caso di assunzione di oximetazolina oftalmica in situazioni come:

  • Persone che stanno assumendo o che hanno assunto nelle ultime due settimane antidepressivi triciclici, inibitori della MonoAmminoOssidasi o del metildopa.
  • Pazienti che sono in fase di trattamento a base di fenotiaziona o di farmaci per trattare l’asma, come i broncodilatatori adrenergici.
  • Parallela somministrazione di un altro collirio: in questi casi bisogna aspettare almeno 5 minuti tra la somministrazione dell’uno e dell’altro.

Infine, bisogna dire che il farmaco non va usato oltre i 28 giorni dall’apertura. D’altra parte, per conservarlo correttamente bisogna evitare l’esposizione alla luce e a temperature superiori ai 28 gradi.

Conclusioni sull’oximetazolina oftalmica

L’oximetazolina oftalmica viene utilizzata per calmare i sintomi degli occhi arrossati. Si consiglia di somministrarla per due o tre giorni, al termine dei quali, se non si nota già un miglioramento, bisognerà rivolgersi a uno specialista.

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